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COM’È Ci mancava proprio. Dopo la dipartita della ZR-7S, Kawasaki si era trovata per così dire "scoperta" proprio nel segmento delle moto cosiddette "intelligenti" che quest’anno ha fatto buoni numeri con la Honda CBF 600 e la nuova Yamaha Fazer (capace addirittura di sorprendere chi la vendeva che si è trovato spiazzato). Proprio queste sono le moto a cui la nuova Z 750 S vuole andare a dar fastidio. FAC TOTUM Nuda rivestita da un’attillata semicarenatura, pronta a diventare quella moto fac totum, che piace tanto nel nord Europa e che, a quanto pare, sta diventando appetibile anche da noi, soprattutto grazie ad un’intelligente politica dei prezzi. E siccome Kawasaki ultimamente si è sempre mostrata molto aggressiva proprio sul fronte prezzo ecco che anche la Z 750 S dice la sua con un listino superiore di appena 200 euro a quello della sorella tutta nuda: 7650 Euro franco concessionario per di più finanziabili a tasso zero per 24 mesi, grazie alla campagna di lancio organizzata dalla Kawasaki Italia. STESSA BASE La base tecnica è manco a dirlo quella dell’eccellente Z 750, (best seller Kawasaki, terza moto più venduta in assoluto nel 2004) moto unanimemente riconosciuta come una delle più indovinate naked del settore per prestazioni e gusto di guida. La Z 750 S condivide quindi il quattro cilindri a iniezione da 110 cavalli a 11.000 giri (rivista solo la mappatura per adeguarsi ai diversi flussi d’aria causati dall’arrivo della carenatura) e la struttura del telaio a diamante, con sospensioni semplici ma funzionali (dietro c’è anche il leveraggio progressivo). VARIAZIONI SUL TEMA Qualche piccola differenza, però, c'è: la ciclistica della S è un pelo più "aperta", il cannotto ha mezzo grado di inclinazione in più (25° invece di 24,5° della nuda), l’avancorsa guadagna qualche millimetro (da 104 a 107), tutto in favore di una maggiore stabilità. L’ammortizzatore posteriore offre poi un più ampio intervallo di regolazioni proprio per venire incontro a chi caricherà la moto per le vacanze. L’arrivo della sella in un solo pezzo e della carenatura ha portato anche qualche chilo in più, 3 esattamente che fanno salire l’ago della bilancia a 199 kg a secco. I pneumatici sono ancora gli ottimi Bridgestone BT 019 anteriore e 012 posteriore con specifiche dedicate espressamente a lei. PIACE ANCHE AL PASSEGGERO Modifiche che, come vedremo, non hanno certo variato di molto le ottime doti dinamiche della moto. In più la S sopperisce alle "mancanze" della sorellina tutta nuda per quel che riguarda il passeggero. Una bella sella monopezzo in luogo delle due separate e comode maniglie promettono di trattare molto meglio l’ospite, ora non più indesiderato. Tra l’altro la sella si è anche abbassata di un centimetro toccando quota 805 mm. Per chiudere l’argomento confort, la carenatura è stata lungamente studiata in galleria del vento così che la "palpebra" formata dal plexiglas crea un flusso laminare tale da annullare le turbolenze a livello del casco, oltre a donare alla S un muso molto simile a quello delle sportive della Casa. "Sparate" da cartella stampa? No, la carenatura è efficace davvero come leggerete nella prova. DUE OROLOGI Inutile dire che aumenta la vocazione al viaggio proprio grazie alla aumentata protettività, e cambia anche la strumentazione: il cruscottino full digit della Z, lascia spazio a due canonici "orologi" (che a me piacciono di più) conditi da una manciata di spie. Ma le differenze non finiscono qui, come la Z aveva ereditato il codino dalla ZX-6R, la Z 750 F lo eredita dalla ZX-10R guadagnando un bell’appeal. Intelligente, ma bella. COME VA Solito serbatoio che si allarga deciso in mezzo alle gambe, solite dimensioni compatte, anche se la semicarenatura la fa sembrare un po’ più grossa di quello che è. La posizione di guida è molto simile quella della sorella desnuda, ovvero di perfetto controllo con il manubrio bello sotto al busto e le pedane messe proprio dove te le aspetti. La sella più bassa comunque fa sì che si stia leggermente meno caricati sui polsi. Regolazioni: tutte, per leva e frizione su cinque posizioni, peccato che il pedale del freno sia un filo troppo alto.
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