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Di solito amo scrivere i testi "a caldo". Perché mi riesce meglio raccontare le sensazioni provate guidando una moto o facendo una gara appena sceso dalla moto. Stavolta no, stavolta mi sono dovuto fermare, lasciare decantare per qualche giorno le emozioni prima di iniziare a picchiettare i polpastrelli sulla tastiera. Il rischio di farsi trascinare dall’entusiasmo era ed è tutt’ora evidente, ma detto questo, proverò a raccontarvi questa storia nel modo più distaccato possibile. Da quando ho provato per la prima volta la KTM Super Duke ho sempre avuto la sensazione che in pista, questa moto, potesse essere molto competitiva.
LA GRANDE ROTTURA È quindi dal novembre scorso che sto facendo una "moderata" pressione su Angelo Crippa (direttore generale di KTM Italia) affinché provasse ad iscrivere questa moto a qualche garetta, naturalmente guidata da me. Insomma, avrete capito che gli ho fatto una testa così… Avevo individuato la Ducati Speed Week di Brno come evento perfetto per questo tipo di debutto. Perché questa kermesse che porta in pista tantissime persone, è ormai un evento irrinunciabile per molti italiani, tedeschi, austriaci, persino francesi e olandesi. Insomma, nel suo piccolo una bella vetrina internazionale. IN PISTA CON TUTTO Alla Speed Week si corre praticamente con tutto è un bellissimo "baraccone" in cui sono le moto e i motori a farla da padrone. Si vedono special da migliaia di Euro come moto perfettamente di serie, team accreditati per il mondiale e vere e proprie armate brancaleone. Tantissime categorie (9 quest’anno), milioni giri in pista, ma anche birra e salsicce, musica e un po’ di show che non guasta mai per quello che è ormai un appuntamento fisso per molti appassionati. LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA Dopo averle rotte ad Angelo ed averlo quasi convinto, insieme abbiamo approfittato della presentazione delle KTM off road in Portogallo per portare l’attacco ai vertici di Mattighofen. Poi il silenzio. Finché a due settimane dalla Speed Week una mail senza testo, ma con allegati i moduli di iscrizione alla Speed Week si deposita nella mia "posta in arrivo" ragazzi, si fa!! FANNO SUL SERIO Solo che, come avrete capito dall’esordio in pista della KTM 250 (seconda con Antony West a Donington) lassù a Mattighofen sono abituati piuttosto bene, e la mia "scampagnata" a Brno è stata presa molto sul serio. Così mi sono visto recapitare, ben caricata su un furgone con i colori ufficiali, una Super Duke prontopista, con tanto di kit carbonio, Scarichi Akrapovic, centralina rimappata alla bisogna, sospensioni WP racing, ammortizzatore di sterzo. Tutte cosette "originali" KTM nel senso che potete acquistarle tranquillamente come accessori attingendo al catalogo ricambi. READY TO RACE? È tempo dunque di verificare se il detto "Ready to Race" coniato dagli austriaci per i loro modelli off road, vale anche per le moto stradali, anche perché, al di la di sospensioni e scarico, la "mia" Super Duke è una moto praticamente di serie, tanto da avere ancora installati, il faro posteriore con tanto di stop, il cavalletto i blocchetti elettrici e il clacson! FRENESIA Dal momento del ricevimento della mail, sono andato letteralmente in fibrillazione. E se faccio una figuraccia? E se cado? Oddio non ho i rapporti giusti, manca la cassetta degli attrezzi, non ho le gomme, mi servono i ricambi! Telefono e PC sono diventati roventi, per le mail e le telefonate fatte, e grazie ai ragazzi di HiPower (sul quale prossimamente leggerete un aprofondito resoconto) sono partito con tutto quello che serviva, anzi con addirittura qualcosa in più, visto che mi sono potuto permettere tre treni di Bridgestone BT 002 Racing, un trasponder dell’AIM, due corone e un pignone (Chiaravalli) per cambiare eventualmente rapporti e addirittura le termocoperte della Sparco! Meglio di così… mancava solo un meccanico che conoscesse la moto un po’ meglio di me, e a questo ha pensato KTM affidandomi alle cure di Alessandro Lozza, detto "turbo" (pare che suo fratello avesse messo un compressore volumetrico su una LC4…) che conosce il motore LC8 a menadito. VOGLIA DI RISULTATI Capirete anche che con queste premesse le aspettative di tutti erano piuttosto alte, in fondo non si tratta della gara ad invito che "come va, va" ma di una cosa organizzata ad hoc, occorre anche render conto a chi ha creduto nell’iniziativa, e poi siamo in due a fare tutto, dall’assetto al cambio delle gomme, ci sarà da sgobbare. Ma, nonostante i dubbi (più sul pilota che sulla moto, in verità) i miei obbiettivi erano comunque molto chiari. Dimostrare sul campo che la Super Duke è una moto valida anche in pista, e piazzarsi il meglio possibile nella classifica assoluta della categoria M, quella che alla Speed Week raggruppa le supersport 600 e le naked che fanno classifica a sé. Se poi riesco a tener dietro anche qualche nuda, tanto di guadagnato. Detto questo siamo partiti per l’avventura, io "il Turbo" (bisogna chiamarlo così, alla bergamasca) e il frugone arancione, direzione Brno ecco il diario di bordo di quest’avventura. Lo avrei voluto scrivere in diretta ma… leggete sotto e capirete. Mercoledì 20 Luglio: il furto Scarica i Wallpaper
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