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Viste&Provate Notizie correlate STORIA CENTENARIA. Le antiche origini del marchio Husqvarna (il primo
motociclo attribuito a questo marchio è targato 1903) mettono il sale sulla coda
ad una gamma davvero iper completa e dai contenuti realmente seducenti. A
quanto pare i risultati di assoluta eccellenza, un paio su tutti ovvero la
conquista di due titoli mondiali nella categoria S1 e S2, dà i propri
frutti. Da questi sforzi, dal background del marchio e dalla voglia di offrire
al pubblico Motard di livello assoluto, nasce quindi una gamma, composta da due
moto stradali e tre racing, capace di accontentare davvero chiunque.
125CC. La piccola della famiglia è dotata di un motore a due tempi capace però di rientrare nella restrittiva norma antinquinamento euro3. Disponibile nella versione Full Power oppure nella versione limitata nella potenza, conta su una sorta di iniezione elettronica direttamente nel carburatore capace di ottimizzare la quantità di miscela da bruciare e quindi i livelli di inquinamento emessi. Chi pensava che i due tempi fossero ormai da pensione dovrà ricredersi. SM610ie L’altra stradale della gamma è la 610. Una moto che pur conservando nel proprio DNA tutto il carattere sportivo del marchio Husqvarna, si presenta al pubblico con caratteristiche e qualità più dedicate ad un utilizzo "normale". Grande innovazione è rappresentata dall’introduzione dell’iniezione elettronica. Al lavoro troviamo un corpo farfallato da 42mm, una moderna sonda lambda ed altri numerosi gingilli elettronici capaci di monitorare ed ottimizzare l’intero sistema. Rispetto al modello precedente non mancano altre innovazioni relative alle plastiche, al manubrio e alla conformazione della sella capace ora di offrire al pilota una nuova impostazione. SM450R e SM510R Le due gemelline terribili sono il frutto delle
esperienze vittoriose nel campionato mondiale Supermotard. Si tratta di due
modelli differenti solamente per la cilindrata capace di far rientrare la 450
nella categoria S1 e la 510 nella S2. Rispetto alle precedenti versioni le
novità sono molte e coinvolgono sia il reparto motore sia quello ciclistico. Per
quest’ultimo ci si affida ad un nuovo telaio. Ora più compatto e
sviluppato con l’intento di favorire una posizione del pilota più avanzata con
il chiaro fine di caricare l’avantreno della moto durante la guida più estrema.
Anche il forcellone è differente, ora offre una geometria asimmetrica per
consentire una posizione disassata al nuovo mono posteriore che in
questo caso lavora attraverso un inedito leveraggio progressivo. La
posizione disassata del mono non è altro che uno stratagemma capace di
allontanarlo dal calore sviluppato dal grosso tubo che compone l’impianto di
scarico e salvaguardare quindi la sensibilità alle regolazioni idrauliche. Anche
la forcella Marzocchi da 50mm è nuova, pluriregolabile e si
articola al cannotto grazie ad inedite piastre di sterzo capaci di un
ridotto avanzamento (solo 15mm di offset). TUTTO RADIALE L’impianto frenante ha subito una metamorfosi capace di consegnare nelle mani del pilota armi affilate; pompa e pinza radiale sono pronte a strapazzare il grosso disco flottante anteriore. Iniezione elettronica Anche in questo caso i tecnici che hanno preso a cuore la realizzazione di questi gioielli non hanno voluto togliersi il lusso di arricchire anche i modelli più strettamente sportivi di una sofisticata iniezione elettronica. Al lavoro quindi un corpo farfallato da 42mm, un singolo iniettore ed una centralina elettronica dotata di un moderno software; non manca nulla. Altri interventi sulla meccanica riguardano l’utilizzo di nuovi elementi di attrito per la frizione, un generatore di corrente più efficiente e leggero e un inedito sistema alza valvole. Peso piuma per entrambi i modelli il peso è ridotto all’osso, 118 chili sono davvero pochi, caratteristica che va a tutto vantaggio di chi decide di divertirsi in pista. SM450RR Solo 100 esemplari disponibili per chi desidera una moto strettamente derivata dalla moto campione del mondo nella classe S1 con in sella Adrien Chareyre. Rispetto alla sorella dotata di targa e fanali offre alcune chicche da veri intenditori. Innanzitutto compare la possibilità di regolare l’inclinazione del cannotto di sterzo in differenti posizioni, una possibilità preziosa per chi desidera individuare il miglior assetto possibile in base alla tipologia del tracciato da percorrere. Il differente forcellone posteriore, riconoscibile per la verniciatura nero opaco, è leggermente più corto rispetto alla versione standard mentre le ruote sono in questo caso dotate di cerchi tubeless che per l’anteriore sono realizzati nella misura di 16,5" e per il posteriore nel classico 17 pollici. Infine, più accessibile come pezzo aftermarket, compare di serie una frizione antisaltellamento della STM. Se la base di partenza del motore rimane comune con la 450R, la RR implica un ulteriore step di sviluppo. I condotti della testa risultano interamente lavorati a mano, il pistone è differente così come gli alberi a camme, infine l’iniezione elettronica sparisce in favore di un classico carburatore da 42mm. Per finire in bellezza non manca una quasi infinita serie di componenti realizzati in fibra di carbonio.
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