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INUTILE A CHI? Ogni volta che pubblichiamo una prova, spunta il sapientone di turno che non manca mai di sentenziare che questo o quel modello sono moto inutili, che non servono a niente e altre nefandezze del caso. Dimenticando poi che la moto si compra per puro piacere e come ben sappiamo i gusti molto differenti per ognuno di noi. Altrimenti che senso avrebbero moto come la CB 1300? Nessuno, appunto. IL GUSTO DEGLI ALTRI A che serve un motore monumentale in una ciclistica ispirata agli anni settanta? A che servono tutti quei cavalli e quella coppia se poi non riesci ad andare a più di 130? Ve lo dico io servono a dare gusto di guida, un mare di gusto, quello del motore "forte", che spinge tanto e spinge sempre. E poi queste sono moto che si possono usare tutti i giorni, perché protezione aerodinamica a parte sono comode, il manubrio alto è alla fine un vero toccasana, tutta quella coppia serve per partire da casa e arrivare in ufficio senza far strillare il motore, senza rovinarsi la scarpa bella continuando a cambiare. Al massimo monti un piccolo cupolino per proteggere dall’aria e via ci si può andare anche al mare senza spezzarsi i polsi. A SPASSO CON CB E così ho fatto, scorrazzando per un po’ con la gigantessa di casa Honda. All’anagrafe fa CB 1300, l’erede al nandrolone della CB 1000, the big one la chiamavano, ma adesso con quel motorino li la CB 1000 farebbe al più tenerezza. Eh si, perché è bastato che qualcuno iniziasse ad aumentare la cilindrata per scatenare la rincorsa al primato della coppia. NAKED LIEVITATE Il motore deve essere grosso e forzuto? Non c’è problema, chi dà una botta all’alesaggio, chi alla corsa, chi a tutt’e due e i centimetri cubi lievitano come il pane alla mattina. Una ricetta che è stata seguita anno dopo anno da tutte le quattro sorelle con gli occhi a mandorla. Kawasaki (ZRX 1200), Suzuki (GSX 1400) e Yamaha (XJR 1300). Cosi anche la CB ha gonfiato il petto, mettendo in mostra i muscoloni e sciorinando numeri da gran spolvero: 1284 cc, 115,6 cavalli a 7500 giri e ben 117 Nm a 6000 giri. QUATTRO DI FORZA Il four Honda è dunque uno dei quattro cilindri più forzuti in circolazione. Piacevolmente pulito nell’estetica (e nelle emissioni, perché catalizzato ed Euro2), ma con dimensioni e forme d’altri tempi. Basta guardare il carter motore per rendersene conto. THE BIG ONE Grande è grande, sulle prime quasi incute un po’ di timore, il sellone formato king size è una manna per chi ci si siede ma anche un pelo largo per chi non ha la gamba lunga e deve mettere i piedi a terra. La versione 2005 ha ovviato in parte a questo problema modificando le fiancatine così da stringere un po’ la vita della moto, che comunque resta di stazza considerevole, dichiarati 242 kg. REGOLABILE A bordo invece è tutt’altra vita. Resta una moto grossa ma è intelligente la possibilità di regolare la distanza del manubrio semplicemente ruotando i risers di 180 gradi. In questo modo il manubrio avanza o arretra per un totale di 20 mm adattandosi meglio a statura ed esigenze di ogni pilota. Riesce dunque piuttosto facile cucirsi addosso la moto, perché anche le leva della frizione idraulica, oltre che quella del freno anteriore sono regolabili su molte posizioni. Buone le sensazioni percepite al tatto, la moto dà impressione di qualità e non lesina qualche colpo di scena come nel forcellone d’alluminio con bracci a sezione differenziata o il piccolo computer di bordo multifunzione piazzato in mezzo ai due tradizionali orologi. Per essere una naked la CB offre davvero molte informazioni al pilota. HA ANCHE IL VANO E già che sono all’argomento praticità approvo anche il vano sottosella, perché di vano vero e proprio si tratta: 12,4 litri di capacità capaci di contenere senza troppo affanno una tuta antipioggia o qualche oggetto non molto ingombrante. Non male, visto che si tratta di una moto nuda. BENVENUTI A BORDO L’ergonomia è corretta, il busto moderatamente inclinato in avanti, le pedane per nulla arretrate, sella piacevolmente bassina (anche se larga come già detto). Tutte cose che fanno sì che una volta in movimento ci si dimentichi abbastanza in fretta dei 240 e passa kg dichiarati a secco. Una stazza che la CB riesce a nascondere bene, grazie al baricentro basso e ad una ciclistica equilibrata. SU DI GAS Comoda in città anche se nelle svolte più strette sconta un po’ peso ed interasse. La CB non è un fuscello ma si disimpegna bene anche nel traffico con l’accortezza di sostenerla di gas perché altrimenti lo sterzo tende un po’ a chiudere. E davvero non si fa fatica a sostenerla di gas, perché i quattro pistoni pompano coppia che è un piacere, fin dal minimo. DUE DI TROPPO Cinque sono le marce ma almeno un paio sono un di più, io al semaforo partivo regolarmente in seconda, ma volendo si parte anche in terza, in quarta, in quinta. L’elasticità del milletrè Honda è senza pari, ogni volta che apri il gas ricevi una spinta possente, condita da un bellissimo rumore di scarico, basso ma profondo proprio come quello dei V8 americani, che non hanno bisogno di urlare per far capire che sono potenti. A proposito di cambio, quando si tira forte tende ad indurirsi un pelo, evidentemente stressato da tutta la coppia che deve gestire. A ritmi normali è invece ottimo. ROTONDA È MEGLIO Appena la strada si apre la CB si lascia gustare per benino. L’assetto è un po’ seduto ma la cosa è avvertibile soprattutto quando si guida a ritmo baldanzoso (cosa che tra l’altro richiede che venga irrigidita la forcella) ma la ciclistica fa il suo dovere e considerato il tipo di moto non si rimpiangono soluzioni più sofisticate. Anche perché volendo si può giocare a dovere con le regolazioni di forcella e ammortizzatore.
ON-OFF Meglio non essere troppo aggressivi comunque, guidata fluidamente la CB dà il suo meglio e mostra anche di saper tenere ottimi ritmi, peccato che la brusca risposta del gas all’apri chiudi sporchi un po’ l’andatura. Nella guida veloce non si sente più di tanto ma quando si va a spasso o si guida nel traffico è un po’ fastidiosa. Promossi ma nella norma i freni che privilegiano senz’altro la modulabilità all’aggressività. Davanti potenza ce n’è ma il comando è un poco progressivo nella sua azione, credo più che altro per il fatto che qui si trova a gestire più peso rispetto alla CBR da cui deriva. Ottimo, invece il comando posteriore, dalla modulabilità pressoché perfetta. QUESTIONE DI COLLO La 1300 Honda è competitiva anche in velocità massima: 240 all’ora indicati mi pare che bastino e avanzino per una naked, anche perché non c’è collo che tenga a quella velocità e viaggiare sempre spiaccicati sul serbatoio non è certo il massimo. Chi vorrà farsi anche qualche viaggetto in maggiore relax prenda in considerazione il minuscolo cupolino originale da montare sopra il faro, che tra l’altro ci sta anche bene. Altrimenti la totale assenza di protezione impone velocità codice o poco più. QUANTO BEVE? Da un motorone del genere meglio non aspettarsi troppo sul fronte dei consumi, ma alla fine il four Honda non esagera anche se si dimostra buon bevitore: 11,6 km/litro in media in un percorso misto, ovviamente se prende la stupidera, se si da fondo al gas, e se si parte in impennata ad ogni semaforo si fa anche peggio, ma se si usa con moderazione il polso destro si fanno anche i 15. Né troppi né pochi per la cilindrata. Commenti
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