A Tokio hanno deciso che averla piccola è meglio ecco perché
per la Honda
CBR si è ritirata come un maglione messo in lavatrice per un lavaggio sbagliato.
In realtà la Hondina ha una abitabilità notevole, comunque non inferiore
alle concorrenti dirette, perché è stata accorciata davanti e non dietro.
LA CLASSICA HONDA La CBR 600 RR è la perfetta rappresentante della
filosofia Honda che vuole moto sportive sì ma sempre realizzate senza lasciarsi
prendere dalle esasperazioni, perché alla fine anche queste moto si guidano
anche su strada (spesso solo su strada), per questo motivo forse, le Honda sono
anche le moto più impersonali quasi asettiche nel loro essere perfettine.
FACILE FACILE In effetti la facilità di guida di questa 600 è davvero
notevole. Che si tratti di strada o di pista il feeling con la CBR è
immediato. Fai un metro e ce l’hai perfettamente in mano e in circuito è
capace di portarti subito vicino al tuo e suo limite. Honda ha fatto davvero
un ottimo lavoro a livello di motore, il quattro cilindri CBR ha la potenza
assoluta inferiore del lotto, ma quanto a coppia e schiena prende le distanza da
tutte le concorrenti quattro cilindri dovendo lasciare il passo solo alla
Triumph per ovvi motivi di cilindrata e configurazione.
BELLA SU STRADA Così su strada si gode di una moto tutto sommato non
scomoda con i manubri più rialzati di tutte e una posizione di guida
azzeccatissima. Si va via spediti anche senza continuare a usare il cambio,
il motore è, tra i quattro cilindri, quello che gira meno ma questo su strada
è solo un vantaggio (inoltre pe prestazioni assolute non sono assolutamente
inferiori alle altre) perché si dispone di coppia sufficiente già a regimi
che possiamo considerare "stradali", peccato solo per qualche vibrazione
di troppo a livello sella/pedane che in autostrada a velocità costante disturba un
po’.
BALZELLON BALZELLONI In pista la solfa non cambia granché la CBR è
facilissima intuitiva, molto maneggevole, ha una gran bella erogazione
che porta fuori dalle curve lente di Mores con una progressione notevole. Con
lei si va forte subito a qualsiasi livello di esperienza si sia, ma
spingendo forte, ha nella mancanza della frizione antisaltellamento e
nell’eccessiva coppia frenante del motore il suo vero limite.
SETTING MORBIDO In staccata
l’impianto frenante è formidabile (come quello della Suzuki con cui la Honda
praticamente condivide l’avantreno) ma la taratura standard è un po’ troppo
stradale e l’affondamento troppo repentino della forcella penalizza la CBR nella
fase di staccata, dove la Honda accusa saltellamenti del retroreno gestibili
con un minimo di malizia pelando la frizione. Ma questa è una manovra che non riesce sempre alla perfezione e nello stesso modo ecco perchè se il giro veloce è vicinissimo ai migliori la media dei 5 non è vicina al miglior tempo come ad esempio accade con la R6.
QUESTIONE DI MINIMO Ma anche in percorrenza di curva la coppia
frenante del motore è un po’ troppo consistente così ci si ritrova un po’
"piantati". La situazione sarebbe ovviabile semplicemente alzando un pelo il
minimo del motore per l’utilizzo pistaiolo, in questo modo si limiterebbero i
saltellamenti in frenata e si migliorerebbe la scorrevolezza, se solo si
potesse… la vite del minimo con questi impianti di iniezione moderni è sparita. In pista abbiamo rilevato anche una sella piuttosto scivolosa, cosa che non avevo notato ai tempi della presentazione.
LA PROVA AL BANCO