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COM’È La Spagna è in pieno boom economico, ogni volta che ci vai scopri che è in mutamento continuo. Barcellona, in particolare, è una città in fermento, c’è una mentalità molto giovane e tanta voglia di fare. LA DERBI PIÙ GRANDE Sarà anche per questo che a Derbi è venuta voglia di osare proponendo la moto di maggiore cilindrata della sua storia. Con i suoi 659 cc la Mulachén segna, infatti, il debutto nell’alta società del marchio iberico, fino ad oggi specializzato nella realizzazione di scooter e moto di piccola cilindrata. La Mulachén è una scommessa, una vetrina che Derbi ha scelto per far capire al mondo che è in grado di progettare e realizzare una moto vera, ricca di design e di contenuti tecnici. Una bella vetrina, non c’è che dire. ATTRAZIONE FATALE Ad ogni apparizione ai saloni la Mulachén ha fatto parlare di sé e sempre in modo positivo, sia quando era un semplice prototipo, sia quando è stata esposta nella sua versione definitiva. Anche adesso, che la vediamo sulla strada, la Mulachén conferma quanto di positivo finora è stato detto di lei. Ora che l’eccellente lavoro della squadra capitanata da Klaus Nennevitz (l’ingegnere che ha inventato la Tuono, prima di migrare in Spagna…) è giunto alla conclusione, possiamo dire che Derbi è riuscita nella piccola impresa di industrializzare una moto praticamente uguale al prototipo. FACCIA DA SCRAMBLER Le linee rastremate sono rimaste dunque le stesse, con un accenno di convogliatori d’aria che fanno un po’ off road, un bel serbatoio (solo 12 i litri ma oltre 170 km di autonomia) e un codino sfuggente, bellissimo nella versione monoposto, un po’ meno appagante con la sella del passeggero (entrambi offerti di serie). MUSA ISPIRATRICE Nel frattempo l'idea di Nennevitz di realizzare una moto semplice, a metà tra una dirt track e una scrambler vera e propria, ha già avuto un successone tanto che all’ultimo salone di Milano le moto ispirate alla Mulhachèn erano più di una. CUORE YAMAHA La cilindrata 659, fa ben capire da dove arrivi il
monocilindrico che la anima. Lo Yamaha 660 ad iniezione elettronica è lo
stesso della XT, della Pegaso e della MT-03 la concorrente più diretta della
scrambler iberica. Come loro la Mulhacén vuole essere soprattutto una moto
facile e divertente da guidare per chiunque. PESO PIUMA I 47 cavalli del mono (dichiarati a 6.250 giri e con una coppia di 55 Nm a 5.500 giri) non fanno certo fatica a muovere i soli 162 kg di peso che Derbi dichiara per la sua scrambler. Una piuma, visto che mediamente le concorrenti dirette pesano circa 20 kg in più. Oltretutto la Mulachén è anche molto compatta con un interasse di soli 1386 mm il più corto tra tutte le moto della categoria e con queste premesse è evidente che la nuova Derbi faccia dell’agilità il suo punto di forza. RUOTE GROSSE CERVELLO FINO Le ruote, come vuole la filosofia scrambler, sono da 18 pollici, il telaio è un culla aperta in tubi d’acciaio. Per facilitare l’accentramento delle masse la batteria è stata spostata appena dietro al motore, uno spazio che si è reso disponibile grazie alla soluzione dell’ammortizzatore laterale disposto in posizione verticale che non rinuncia nemmeno al leveraggio progressivo. Tra gli altri vanti della Derbi anche il forcellone di alluminio realizzato interamente per fusione senza nessuna saldatura. IL BELLO DEL DETTAGLIO Lo sforzo di Derbi per realizzare una buona moto, anche tecnicamente, è notevole. Così la Mulachèn non è solo un bell’oggetto di design, ma può vantare una dotazione tecnica di prim’ordine. La forcella rovesciata è Marzocchi, i dischi "wave" arrivano dalla Braking. Per le pinze si è addirittura esagerato andando a scomodare una pinza radiale Brembo a quattro pastiglie con pompa anch’essa radiale. IN ESCLUSIVA Inoltre si sprecano i particolari unici, realizzati solo per lei. La strumentazione digitale piazzata dietro la mascherina ne è un valido esempio: compattissima è in grado di offrire tutte le informazioni necessarie (anche se le spie in pieno giorno si vedono un po’ poco). Vanno poi citati il faro anteriore e quello posteriore (a led), anche il disegno dei dischi è su specifiche esclusive Derbi. LISTINO BOLLENTE Tutte cose che ovviamente hanno un costo. Non ci si deve stupire più di tanto, quindi, se la Mulachèn costa parecchio. 7.500 € franco concessionario non sono pochi per una monocilindrica pur se di grande impatto tecnico/estetico come la Mulachèn.
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