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Carver One

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Moto o macchina? Quando le ruote sono tre in redazione scatta subito il dubbio amletico: e adesso dove la mettiamo? Questa volta abbiamo optato per l'area blu, quella delle moto, anche se la Carver One si guida con un volante tra le mani. Esiste dal 2003 ma solo ora arriva in Italia. L'abbiamo provata. Ecco come va.

Lunedí, 16 Aprile 2007

Michele Losito

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A RUOTA LIBERA La moto ha il vantaggio di regalare sensazioni adrenaliniche e relativamente a buon mercato, ma è innegabile che non sia tra i veicoli in assoluto più sicuri. L’auto ha invece un equilibrio perfetto, dato dai suoi quattro solidi punti di ancoraggio a terra, ma è meno eccitante rispetto a qualunque moto, per lo meno se si parla di mezzi comuni e non di costosissime supercar. C'è chi ha tentato di unire in un solo veicolo le doti di moto e di auto creando mezzi a tre ruote, ma mai con risultati soddisfacenti.

MESSA IN PIEGA Il punto è che togliendo una ruota ad una macchina si va a comprometterne la stabilità. Aggiungendo una ruota ad una moto, invece, se ne migliora in qualche misura la sicurezza di marcia (perlomeno in via teorica) ma si annulla completamente il piacere di guida. Questo perché il bello della moto è indissolubilmente legato alla sua dinamica, cioè alle "pieghe" necessarie per farla curvare. I vari veicoli a tre ruote esistenti (con qualche eccezione legata a pochi veicoli pioneristici che non sono riusciti ad affermarsi), come i Trike, i vari sidecar o il mitico Piaggio Ape, non permettono questo movimento di piega, con il risultato di unire in un unico mezzo solo gli svantaggi delle due categorie.

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L’UOVO DI COLOMBO Più di un progettista si è cimentato nel tentativo di superare questo limite, e non sono mancati esempi di mezzi a tre ruote capaci di piegare in curva, sia come prototipi sia come prodotti realmente messi in commercio. Veicoli molto raffinati per l’epoca in cui sono stati realizzati, molto costosi e conseguentemente di poco successo, tanto da finire presto nell’oblio. Fino allo scorso anno, quando Piaggio ha messo sul mercato l’MP3: il primo veicolo a tre ruote capace di piegare in curva come una moto in piena sicurezza.

DAVANTI O DIETRO? MP3 a parte, tutti i veicoli a tre ruote capaci di piegare in curva visti finora hanno la coppia di ruote montata al retrotreno e sfruttano uno snodo sul telaio per piegare sulla ruota anteriore. Questa scelta è stata seguita anche dai progettisti dell’innovativo Carver One, un veicolo a tre ruote dotato di cellula abitacolo, motore e trazione posteriori, due ruote parallele al retrotreno e capace di piegare su una ruota singola anteriore come una moto, ma che non si usa come una moto.

MOTOMACCHINA Per impostazione tecnica e comandi il Carver One ricorda più una macchina che una moto, sebbene una macchina molto particolare. Prima di tutto qui esiste un vero e proprio abitacolo, con una grande portiera per accedervi, e due sedili di tipo automobilistico montati in tandem. Quello che il pilota si trova davanti è poi un volante e non un manubrio. Anche tutti gli altri comandi sono quelli di un'auto: c’è una leva del cambio tradizionale, i pedali sono i classici tre affiancati (frizione, freno e acceleratore) e persino il quadro strumenti è quello tipico di un auto. Non mancano le cinture di sicurezza a tre punti a completare la sensazione di essere a bordo di un’auto piuttosto che di una moto, se non fosse che al di là del parabrezza quella che si può scorgere è una sola ruota centrale, con un classico pneumatico motociclistico.

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PIEGHE CONTROLLATE Tecnicamente è composto da un telaio monoscocca che forma l’abitacolo, collegato attraverso un sistema meccanico-idraulico a un gruppo propulsore posteriore di derivazione automobilistica. Il motore trasmette la potenza a terra tramite un differenziale meccanico a due ruote, con gommatura da auto, mentre la direzionalità del mezzo è ottenuta attraverso un sistema di sterzo che muove la ruota singola anteriore e grazie alla possibilità di inclinare la cellula dell’abitacolo in maniera guidata. A comandare l’inclinazione del mezzo ci pensa il Dynamic Vehicle Control (DVC™) che si regola automaticamente in base alla velocità e all’accelerazione del mezzo. L’inclinazione massima possibile è di ben 45° e la velocità massima dichiarata con cui la cellula può piegare è significativa: 85 gradi al secondo, una velocità più adatta ad una delle ultime attrazioni di Gardaland che ad un veicolo a motore.

TU MI TURBI Se tutto quanto c’è sopra risponde alla regola del "famolo strano", il motore è invece convenzionale, un quattro cilindri turbocompresso Toyota di 659 cc. La potenza massima è di 50 Kw (68 cv) a 6.000 giri/min e, a detta dell’importatore, già rispettoso della futura normativa Euro 5. La coppia massima non è male, dato che sono 100 i Nm sprigionati a soli 3.200 giri. Per chi volesse qualcosa in più, è disponibile una versione biturbo del piccolo quattro cilindri, che dovrebbe offrire una ventina di cavalli aggiuntivi. Il motore è accoppiato ad un cambio meccanico a cinque marce più retromarcia e le prestazioni dichiarate parlano di 185 km/h di velocità massima e di un’accelerazione di 8,2 secondi per passare da 0 a 100 km/h.

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È UN TIPO Certo è che la linea di questo veicolo lascia un po’ perplessi. C’è un certo squilibrio tra il posteriore compatto e aggressivo e la zona anteriore tronca, da cui spuntano in maniera un po’ brutale i bracci del sistema di sterzo. Bella, in compenso, la ruota anteriore singola, il cui cerchio in lega mostra più dei suoi 17" pollici di diametro. C’è da dire però che la Carver One è molto curata a livello di finiture e neanche le parti meno in vista hanno quell’immagine un po’ dimessa tipica dei prodotti artigianali costruiti in piccola serie. Il motivo di tutto ciò si può spiegare con il fatto che l’assemblaggio di questi mezzi è realizzato dall’inglese Prodrive, azienda specializzata in engineering automobilistico e a cui si affidano Case del calibro di Subaru (per le auto da rally) e Aston Martin. Vista dal vero colpiscono poi le sue misure: la Carver è lunga ben 3,40 metri con un passo di 2,70 m. Evidentemente la volontà di offrire il secondo sedile ha impedito di costruire un veicolo più compatto e, dato anche lo spazio risicato riservato al "secondo", c’è da chiedersi se incaponirsi su questa scelta non abbia avuto più effetti negativi che positivi.
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Commenti

  1. 13-12-2007 16:47  mondo - alex
  2. 07-05-2007 10:07  avantreno mp3 - john
  3. 25-04-2007 23:34  farà furore - rob
  4. 20-04-2007 20:54  Giocattolone... - Giorgione
  5. 19-04-2007 17:55  x Megalosauro - Cooper
  6. 19-04-2007 01:31  non è il clever - Megalosauro
  7. 18-04-2007 09:50  MA CHE è????' - SOLOMOTOGIAPPONESIEBASTA
  8. 17-04-2007 20:51  ok l'idea... però... - DELLO
  9. 17-04-2007 17:35  ma... - neo guzzista
  10. 17-04-2007 12:11  concetto interessante - aldo
  11. 17-04-2007 11:56  LA COMPREREI - Cooper
  12. 17-04-2007 09:59  salata... - MAU
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