ARTIFICIERI IN ERBA Nonostante i quattro anni di età,
la Benelli TNT 1130 ha ancora il suo
fascino, grazie ad una linea particolarissima che veste alla perfezione le
prestazioni da genio guastatore del grosso tre cilindri pesarese. Tanta
generosità in termini di coppia e cavalli e un prezzo non proprio popolare
hanno però fatto sì che, per molti, la TNT rimanesse solo un desiderio.
VECCHIA CONOSCENZA Per non perdere questa fascia di
clientela - e per offrire una gamma più articolata - in Benelli hanno quindi deciso di produrre un esplosivo dal potere
detonante ridotto, equipaggiando la Tornado Naked Tre (TNT, appunto) con una
versione aggiornata del tre cilindri di 899 cc che già veniva montato sulla
prima generazione della sportiva carenata Tornado Tre.
STRATEGIA D’ORIENTE Questa scelta è più che comprensibile
per Benelli che, trovata finalmente una stabilità finanziaria e una nuova
progettualità grazie alla fusione con la cinese Qianjiang, ora deve pensare a coprire con il prodotto giusto il maggior numero di
segmenti possibili. Solo in questo modo, infatti, è possibile creare le
necessarie economie di scala e consolidare l’appetibilità del Marchio sul
mercato, faticosamente costruita negli anni passati proprio con modelli come la
Tornado e la TNT.
A QUOTA 10.000 Allargare
la gamma, però, significa anche proporre moto concrete e al giusto prezzo,
svincolandosi un po’ dalla nicchia di prestigio – ma anche limitante – degli
“oggetti di lusso” dalle super dotazioni e dal prezzo proibitivo per i più.
In questo senso il lavoro fatto da Benelli è encomiabile, dato è riuscita a
posizionare la nuova TNT 899 ad un livello di prezzo interessante, che parte da
meno di 10.000 euro per la versione base, la “biposto”.
NERA PER DUE Sono due infatti le versioni di questa nuova
naked marchigiana: la TNT899 e la
TNT899S. La prima viene indicata internamente come “biposto” e si pone alla base della gamma delle nude
Benelli. A caratterizzarla c’è la colorazione total black di telaio e
sovrastrutture, una sella in un solo pezzo - studiata per offrire un comfort
accettabile anche per il passeggero - e sospensioni specifiche. Come detto, va
a lei la palma di Benelli più accessibile attualmente a disposizione, con un
prezzo di listino di 9.890 euro franco concessionario.
S COME SPORT L’alternativa alla versione tutta nera è la
899S, dove la “S” finale sta, ovviamente, per Sport. Riconoscerla è
semplicissimo, dato il colore arancio squillante delle plastiche di cupolino e
serbatoio, che ben si abbinano al nero di telaio, ruote e forcellone. Rispetto
alla base, oltre alla colorazione, sulla
899S cambia la forma della sella – che riprende quella della TNT1130 – e la
finitura della forcella, anodizzata oro invece che bronzo. Di serie anche
un puntale sotto coppa in carbonio e sospensioni più raffinate, il tutto per un
sovrapprezzo accettabile: 10.490 euro, sempre
franco concessionario.
CUORE COMUNE Le due versioni della TNT condividono la
motorizzazione: il conosciuto tre
cilindri di 899 cc è stato rivisto in tanti particolari e molto lavoro è stato
fatto soprattutto a livello delle camere di scoppio per aumentare il rapporto
di compressione. Questo ha permesso al motore di rientrare nella normativa
Euro3, offrendo nel contempo alcuni vantaggi anche a livello di efficienza e
quindi di riduzione dei consumi. Il
risultato sono quasi 120 cavalli (119,6) all’albero e 86 Nm di coppia massima a
soli 7.500 giri: non male, quindi, se si pensa che la TNT1130 di cavalli ne
dichiara poco più di 127, anche se conditi da oltre 11 chili di coppia…
SOSPENSIONI SU MISURA Tecnicamente la TNT biposto e la S sono quindi praticamente identiche e a
differenziarle c’è solo la dotazione a livello di sospensioni. La 899 in
abito nero utilizza elementi semplificati composti da una forcella con steli da
50mm non regolabile e un mono posteriore regolabile in precarico – tramite
ghiera – ed estensione. La più colorata S, invece, ribadisce la sua
caratterizzazione sportiva utilizzando una forcella professionale, con steli da
43 mm e regolazioni complete. Il mono è lo stesso della base, ma con tarature
riviste con un occhio anche alla guida in circuito.
FRENI TRADIZIONALI Il
resto della dotazione ricalca quello della TNT di maggiore cilindrata, con
qualche chicca - come l’impianto frenante Brembo serie oro con dischi da 320 mm
e pinze a quattro pistoncini - e qualche semplificazione, necessaria per
ridurre il prezzo di vendita. A balzare subito all’occhio è la nuova
strumentazione, con contagiri analogico e display digitale, ma in realtà è
tutta la zona davanti al naso del pilota a cambiare, dato che sono nuovi il
manubrio in ferro verniciato nero, il pannello che racchiude la strumentazione,
il supporto fari e strumenti in tubi e non più pressofuso e, soprattutto, la nuova
unghia aerodinamica sopra il faro.
BEL CARATTERINO Proprio a questo particolare estetico è
demandato il compito di differenziare in maniera chiara le TNT899 dalle sorelle
maggiori. Per il resto, infatti, ci sono solo differenze di dettaglio, come la
colorazione monocromatica del telaio e del forcellone e la finitura nera opaca
di alcuni particolari, come le pedane del passeggero. Nel complesso, però, l’immagine
che se ne ricava non è quella di una versione economica della TNT e il motivo
sta anche nello sforzo fatto da Benelli nel migliorare il livello qualitativo
delle proprie moto, puntando su finiture più accurate e sul posizionamento
meno approssimativo di cavi e connettori in giro per la moto.