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IL TASSELLO NO Presentata quasi a sorpresa al Salone di Colonia dello scorso inverno, la nuova BMW HP2 Megamoto ha le stesse caratteristiche di estremizzazione e ricercatezza della enduro da cui deriva, declinate però per soddisfare gli amanti della guida su asfalto. Il segmento in cui si inserisce è quello delle grosse motard bicilindriche, dove già brillano moto del calibro di Ducati Hypermotard e KTM Supermoto, ma come sempre BMW punta a distinguersi con un prodotto al di fuori degli schemi per scelte tecniche e posizionamento. HP2 MA NON TROPPO Le differenze con la sorella da enduro, in effetti, sono molte di più di quanto sembri. La Megamoto non è una HP2 con sovrastrutture modificate e ruote stradali – per questo esisteva già la Street Fun Bike, la HP2 con il kit di ruote da 17" - ma è invece una moto progettata ex novo per lo specifico obbiettivo per cui è stata pensata: dare il massimo divertimento nella guida su strada. Dalla "tassellata", quindi, la nuova motardona riprende solo il telaio in traliccio di tubi e la trasmissione finale, mentre tutto il resto è nuovo, anche se ripreso in parte dal resto della gamma BMW. BOXER TRASVERSALE Le uniche differenze a livello di telaio riguardano l’inclinazione dello sterzo che scende a 28,6° e l’avancorsa che si riduce a 95 mm. Ben più profonde sono invece le differenze a livello di motore. Il grosso bicilindrico contrapposto di 1170 cc non deriva, infatti, da quello della HP2, ma è piuttosto il risultato dell’unione di un gruppo motore di una R1200R – quindi dotato di contralbero di bilanciamento - e alcuni particolari dell’unità montata sulle R1200S. Il risultato è una potenza di 113 cavalli a 7.500 giri, con un picco di coppia di 115 Nm a 6.000 giri. VOCE GROSSA Specifico è anche l’impianto di scarico, che utilizza collettori dall’andamento ottimizzato per la Megamoto, a cui viene abbinato un bel terminale Akrapovic in alluminio, dotato di db killer estraibile. Nonostante questo, la voce del boxer è sempre piuttosto civile e solo togliendo la strozzatura di legge si può sperare di avere qualche emozione sonora alla guida. In compenso, il nuovo motore risponde alla normativa Euro3 sulle emissioni di scarico. CICLISTICA RAFFINATA Un gran lavoro è stato fatto anche a livello di sospensioni, completamente riviste. La forcella è una Marzocchi a steli rovesciati da 45 mm, è regolabile in estensione e compressione e permette un’escursione di 160 mm. Gli steli hanno lo stesso trattamento indurente delle moto sportive - si nota dalla colorazione nera del riporto al DLC – e sono entrambi a doppia funzione ammortizzante, a differenza della forcella della HP2 in cui ogni stelo gestiva una sola fase ammortizzante. Al posteriore scompare il "particolare" mono ad aria Continental, sostituito da un più tradizionale componente Öhlins, anch’esso completamente regolabile. L’escursione della ruota è anche in questo caso di 160 mm. STACCATA DOPPIA Ruote e freni sottolineano la vocazione puramente stradale della Megamoto. Le prime sono in lega, a razze, nella classica misura da 17" e montano pneumatici sportivi nelle misure canoniche 120/70 e 180/55. L’impianto frenante, invece, conta su due grossi dischi anteriori da 320 mm lavorati da pinze a 4 pistoncini e su un grosso disco da 265 mm al posteriore, con pinza a doppio pistoncino. Dato il carattere estremo di questa moto, non è prevista la possibilità di montare l’ABS. BIANCO LATTE Esteticamente la moto è riconoscibile per le nuove sovrastrutture che abbinano al bianco candido la preziosa trama del carbonio a ricoprire una parte del piccolo portafaro anteriore, il parafango e la zona centrale del serbatoio. Ruote e telaio sono in un bel blu elettrico che contrasta piacevolmente con il resto della moto, cromaticamente neutra. Il faro riprende lo sguardo asimmetrico ormai tipico delle BMW, integrandosi perfettamente con il look fuori dagli schemi della moto. Le finiture sono di alto livello e tutte le componenti sono studiate per alleggerire e impreziosire la Megamoto. Il risultato è notevole, solo 178 kg a secco, 3 in più di quanto dichiarato per la "minimale" HP2 e un’immagine che fa pensare subito ad un prodotto esclusivo e per pochi. Niente di più vero, dato che la Megamoto costa chiavi in mano la bellezza di 18.500 euro…
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