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STRANA MA VERA Fino a non molti anni fa eravamo abituati ad associare
la parola Naked a moto mediamente semplici, sicuramente pratiche,
normalmente economiche e, soprattutto, capaci di soddisfare quasi ogni esigenza
di utilizzo. Poteva bastare? A quanto pare no visto che anno dopo anno
abbiamo assistito ad una differenziazione sempre più marcata anche in questa
fetta di mercato. E allora ecco la naked "low cost", quella sportiva ma
non troppo, l’ipersportiva da "galera", la classica retrò ed altro ancora.
La K1300R è una delle nude "strappasfalto" più potenti (meglio di lei solo le
iperboliche B-King e VMax) e particolari della categoria; ogni suo singolo
elemento è fuori dagli schemi: nulla è come lei.
QUESTIONI DI SEGMENTO Insomma, ogni produttore, pur di offrire qualcosa di unico e ritagliarsi la propria schiera di adepti, insegue quella che spesso è l’illusione del: "questo segmento l’ho inventato io, quindi è mio". BMW non è esente da questa filosofia e grazie ad una storia importante ed il background della serie K, sforna nel 2005 una moto realmente unica nel panorama delle naked ad alte prestazioni. Il bello è che con quest’ultima versione da 1300 cc, BMW sposta ancora più in alto l’asta che delimita il livello delle prestazioni di una moto davvero atipica. STESO AL SUOLO Il grosso propulsore che equipaggia la K1300R è il medesimo motore che oggi si trova sulla più turistica K1300S. Nonostante il suo particolare layout non sia una novità, fa ancora un certo effetto vedere i quattro cilindri frontemarcia pesantemente "sdraiati" in avanti. Una scelta che da un lato consente l’abbassamento del baricentro a vantaggio della guidabilità e dall’altro impone un valore d’interasse da "Long Vehicle" a svantaggio dell’agilità sullo stretto. Insomma, un certo controsenso non manca… PIÙ CORSA INNANZITUTTO L’incremento della cilindrata è avvenuto grazie all’aumento della corsa e in piccola parte dell’alesaggio. Si tratta di un aspetto che è alla base non solo della nuova potenza disponibile, ovvero la bellezza di 173 cv a 9.250 giri, ma anche delle caratteristiche d’erogazione della potenza, più piena e corposa fin dai bassi regimi. DENTRO E FUORI Quando si parla di prestazioni occorre valutare l’efficienza dei dispositivi che consentono la migliore resa termica. Da un lato l’aria che va ad alimentare la combustione all’interno delle camere di scoppio e dall’altra i gas che ne escono. Da questo punto di vista, BMW ha fatto tombola; ecco, infatti, un Air Box dinamico modificato e un nuovo scarico dotato di una valvola comandata elettronicamente. Il tutto per garantire ancora meglio un’erogazione lineare, senza sbavature e naturalmente cavalli a volontà. MR 10% Il lavoro generale sul motore sembra aver dato i propri frutti visto che rispetto alla precedente 1200 la casa dichiara il 10% in più in termini di coppia dai 2.000 agli 8.000 giri. Un ottimo risultato, non c’è che dire. In fatto di potenza invece ci sono 10cv in più; non si tratta di un incremento sbalorditivo, ma considerato che nessuno avrebbe messo in discussione un valore di potenza massima già incredibile, l’impegno nella ricerca di una migliore erogazione sembra più che onorevole. AFFINAMENTO DOVEROSO Tutta la ciclistica deriva dalla sorella carenata K1300S, ma piccoli ma significativi interventi rendono il tutto piuttosto differente. A parte il telaio che rimane quindi invariato, gli interventi ciclistici riguardano essenzialmente la geometria della sospensione anteriore (alla ricerca di una maggiore reattività della moto in fase di inserimento) e la scelta del rapporto finale (ora più corto) della trasmissione finale a cardano, peraltro rivista quasi completamente. ESA II: LA VENDETTA BMW ci ha abituato a soluzioni elettroniche costantemente all’avanguardia e al servizio del pilota. Una di queste è sicuramente il dispositivo ESA che arriva in questo caso alla sua seconda generazione. Il sistema permette di variare i freni idraulici degli ammortizzatori e il precarico delle molle semplicemente con un tasto sul manubrio e in qualsiasi momento. Normal, Confort e Sport sono le tre possibilità offerte; non male davvero. CAMBIA CHE TI PASSA In effetti il cambio della precedente versione ha mostrato qualche incertezza in inserimento, soprattutto quando la guida diventava più aggressiva e sportiva. Oggi con la nuova 1300 i tecnici BMW hanno modificato con semplicità ed efficacia questo aspetto. È bastato correggere il disegno della leva e il suo perno per risolvere brillantemente la questione. Bravi. …SE LO VUOI È ELETTRONICO Non manca la possibilità di aggiungere come optional il cambio elettronico, dispositivo che rende la fase di cambiata ancora più inebriante. Sborsando qualche centinaio di euro in più è, infatti, possibile aggiudicarsi la libidine di salire di marcia senza dover chiudere il gas. Non si tratta di un dispositivo inedito visto che lo abbiamo visto a bordo della HP2 Sport, ma sicuramente interessante e lascia ben intendere le velleità sportive della K1300R.
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