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COM’È Dirò un’ovvietà: le naked sono moto che piacciono, però quando poi
le utilizziamo ci accorgiamo che ci manca qualcosa. La protezione
aerodinamica, ad esempio, che ci fa soffrire se nel nostro utilizzo rientrano
anche spostamenti veloci in autostrada. Ecco perché spesso le Case affiancano
alla versione nuda anche quella dotata di semicarenatura.
PIACCIONO ANCHE QUI Modelli, questi, molto apprezzati al di là delle Alpi, ma che in certi casi anche da noi hanno riscosso un successo assolutamente non disprezzabile. Basti pensare alle Yamaha Fazer che, pur non raggiungendo le quote di mercato delle omologhe versioni spogliate, hanno avuto numeri di vendita più che convincenti (il 40% del totale delle vendite di FZ1 e FZ6 ha la semicarena). Il Nord Europa resta comunque il terreno di conquista preferito per queste moto, ecco perché Aprilia ha scelto il Salone di Colonia dello scorso anno per lanciare la versione semicarenata della Shiver (e della Mana di cui abbiamo già parlato). RADDOPPIA Dopo un paio di anni dal lancio della versione nuda (623
pezzi venduti nel 2008), Aprilia allarga la gamma, proponendo una
versione sport touring (perchè non chiamarla ST, allora?) dotata di una compatta semicarenata. In questo
modo, la tecnologia della gestione elettronica dell’acceleratore, dotato
di Ride by Wire integrale e tripla mappatura (Sport, Touring e Rain), diventa disponibile anche
per l’utenza interessata al turismo a due ruote. Del resto, anche in
occasione della prova avevamo più volte espresso giudizio favorevole sulle
dimensioni generose e sull’abitabilità della Shiver rispetto alle concorrenti.
Ecco quindi che questa declinazione turistica non stona affatto. UNA FACCIA… Fermo restando la forma del faro (family feeling ma anche… economia di scala), le matite dirette da Miguel Galluzzi gli hanno disegnato attorno un cupolino dalle linee tese e piuttosto attillate, che non nasconde la sportività della moto e che porta in dote anche un paio di comodi vani (uno chiuso a chiave) per riporre piccoli oggetti da tenere a portata di mano. ARRIVA L'ABS Per completare la linea della moto, è stato poi aggiunto un puntale, che ne riequilibra la vista laterale e serve anche come copertura per la centralina dell’ABS Continental a due canali che sulla GT (ma anche sulla nuda) è offerto in optional. Curioso però che il sovrapprezzo non sia il medesimo, la Shiver nuda, infatti, aumenta di 400 € con l’ABS (da 8.400 a 8.800 €) mentre il prezzo della GT cresce di 600 € (da 8.600 a 9.200 €). TECNICA INVARIATA In pratica, il cupolino è l’unica novità per la Shiver GT. Tutto il resto non è stato toccato. Rimangono quindi invariati, tutta la parte meccanica e il posteriore, giudicato adeguato anche su una moto pensata per il granturismo. Il telaio è quindi ancora il conosciuto elemento misto in tubi e parti pressofuse, accoppiato a una forcella rovesciata da 43 mm non regolabile (stessa taratura della nuda) e al monoammortizzatore laterale regolabile nel precarico e nel ritorno idraulico. Anche il bicilindrico a V di 750 cc e 95 cavalli di potenza massima mantiene le stesse specifiche della moto nuda, comprese le mappature (ormai definitive) azionabili comodamente dal manubrio.
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