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CORPO A CORPO Parliamoci chiaro, attualmente il confronto resta impari. Perché, per quanto crescenti, i numeri del movimento Superbike restano inferiori, in diverse voci e di troppe cifre, a quelli della MotoGP. Non si tratta solo dei milioni di euro degli sponsor – che, a dirla tutta, in MotoGP stanno confluendo nelle casse dei soliti pochi e noti - ma anche di “cultura” e visibilità. E’ appurato che molti, soprattutto tra il pubblico meno esperto, peccando di grossolana superficialità, considerano la Superbike un ripiego dei piloti che non trovano gloria nella classe regina del motomondiale. Se poi si pensa alla ridondante eco mediatica dei botta e risposta, verbali e su pista, dei vari Rossi e Stoner, chi se la ricorda l’ultima ripresa “in piega” di Biaggi o Bailyss passata in un servizio televisivo? Fortunatamente, però, non è tutto qui. PROSPETTIVE Guardando al futuro, c’è ragione di pensare che gli equilibri possano cambiare. Anche se, per ora, il gruppo Flammini e tutto il “dietro le quinte” della Superbike pensa a far fruttare bene il proprio orticello senza lanciare sfide alla Davide contro Golia. Così, mentre la MotoGP perde pezzi alla griglia di partenza (quest’anno mancherà il team di Kenny Roberts), in Superbike si sfregano le mani pensando che, alle 28 moto già presenti (9 Honda, 6 Ducati, 6 Yamaha, 4 Kawasaki, 3 Suzuki) nel 2009 si aggiungeranno sicuramente le BMW, quasi sicuramente Aprilia e KTM, e probabilmente anche le MV Agusta. I GUSTI CAMBIANO? Più Case, più moto e più protagonisti, dunque: prospettive decisamente rosee. Cosa servirebbe, ancora, per ottenere quel travaso mediatico – e, conseguentemente, di sponsor – che ancora manca? Qualche altro nome trascinante e un cambio di gusti, verrebbe da dire. Non è per forza detto che la maggioranza continuerà a preferire il confronto tra prototipi sofisticati e costosi alla sfida tra moto quasi di serie, messe in pista con interventi di elaborazione controllati e contenuti e date in mano a fuoriclasse del mestiere. Soprattutto quando, tra i “ricchi”, l’elettronica la fa da padrona e la bravura di polso sembra destinata al ruolo da comprimaria. Tant’è che qualche illustre della MotoGP - ogni riferimento è puramente casuale - da qualche tempo “malumoreggia” a riguardo. Che possa decidere di cambiare aria, visto l’andazzo? BACK IN THE USA Intanto il circo della Superbike allarga il proprio tendone, allungando il calendario e inglobando due nuovi circuiti. Le gare, da 13 che erano lo scorso anno, passano con tutta probabilità a 15 (si attende l’ufficialità della penultima, quella in Indonesia di Sentul). Gli appuntamenti inediti sono a Salt Lake City (Utah, USA), sul circuito di Miller Park, e al Nurburbring in Germania. Primo ruond in Qatar, il prossimo 23 febbraio. PILOTI Si diceva che alla SBK mancano uomini-immagine? Beh, qualcosa si sta muovendo. Se i duri e puri cercano con gli occhi “la leggenda”, Troy Bayliss, che quest’anno tenterà l’impresa del terzo titolo con la terza diversa generazione di Ducati, ma parte con l’handicap di una clavicola malconcia, Biaggi catalizza telecamere, microfoni e taccuini. Si destreggia con fare sorridente e pacioso, abbandonando l’aria schiva di altri tempi; dichiara simpatia per la categoria (la Superbike) e dispensa ottimismo per la stagione incombente. Di sicuro è un Max che piace. Guardando ai nomi nuovi, invece, sarà interessante valutare l’impatto di Carlos Checa (al debutto assoluto da queste parti) e di Kenan Sofuoglu, fresco del titolo di campione Supersport 2007 e primo turco nella storia della SBK. TELE(POCO)VISIONE Per finire, se l’eco mediatica è ancora un aspetto che in qualche modo ridimensiona la Superbike, la valorizzazione dei diritti televisivi sta diventando una priorità per l’organizzazione. Per quest’anno ancora, le dirette delle gare verranno trasmesse in esclusiva da La7, con uno spazio il giorno prima riservato alla Superpole. Ma cosa succederebbe se l’anno prossimo trovassimo il Mondiale su altre frequenze, con ben altri bacini d’utenza? Le moto in gara: pro e contro secondo noi
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