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PROVATELA All’area esterna, zona Yamaha, la coda non cala mai. Tutti in fila per provare la MT-03 nel breve (ma intenso) circuito tra le balle di paglia. Del resto mica capita tutti i giorni di provare una moto in anteprima mondiale ancora prima che vada sui giornali. Ebbene, non ho saputo resistere, e sebbene fossi in giro per gli stand in maglione mi sono messo in fila per godere dei 10 minuti di prova concessi da Yamaha a chiunque si presenti all’area dotato dei requisiti richiesti (maggiore età e patente valida). ROBOCOP AL MANUBRIO Così mi son vestito da robocop (con la giacca Safety Dainese sembriamo tutti arrivati dal futuro) e ho assaggiato la MT-03 di cui vi posso riportare le primissime impressioni che sono: ottima maneggevolezza motore molto più brillante della XT (centralina differente e rapporti più corti) e una posizione di guida in stile Motard che ti fa venir voglia di fare lo stupidino da subito. PRIMO IMPATTO Una bella impressione, anche per l’assetto ben sostenuto che mi lascia presagire come la MT sarà tutt’altro che una moto da bar ma un oggettino che saprà il fatto suo anche quando ci sarà da guidare sul serio. Vi saprò dire nei prossimi giorni quando riuscirò a guidarla in modo più approfondito su strada. È GIÀ SPECIAL Intanto però le menti diaboliche dello staff sviluppo prodotto di Yamaha Italia hanno già partorito un paio di variazioni sul tema MT-03. Le trovate esposte allo stand Yamaha in bella mostra, fianco a fianco con l’originale e fanno capire come con pochi tocchi il concetto MT possa prendere strade differenti secondo i gusti di chi la possiede. Se non potete andare all’Eicma ve le facciamo vedere noi. MOTARD DA CITTÀ Trovo la Cafè Motard (ispirata senza mezzi termini alle moto da Short Track) un oggetto assolutamente ammaliante. Forcella a steli rovesciati, cerchi forgiati, pinze radiali e dischi a margherita contornano il monocilindrico 660 trasformando la naked Yamaha in una vera e propria motard urbana che fa venire la voglia di buttarsi in un pistino o, perché no, in un ovale. La base tecnica è comunque invariata telaio e ammortizzatore sono gli stessi, mentre cambia lo scarico con un cannone in alluminio molto appariscente. MODAIOLA La Spider Smart City è invece una MT-03 più leccata e stilosa. Alla versione base, vengono aggiunti un piccolo parebrezza regolabile su due posizioni e una borsa rigida per dare una mano nel piazzare un po’ del carico necessario al tragitto casa-ufficio. Una verniciatura particolare e la sella rivestita in alcantara completano la finitura. CAMALEONTE Come vedete la MT-03 è piuttosto camaleontica con pochi interventi riesce a cambiare carattere e a questo punto mi torna in mente una intervista che feci a Miguel Galluzzi qualche anno fa e che v’invito a rileggere. Quando gli chiesi come vedeva l’evoluzione della moto nel futuro lui rispose con testuali parole. "La mia idea è quella di creare delle alternative, di poter realizzare diverse tipologie di moto da una stessa base... bastano un serbatoio e un parafango anteriore differenti e diventa la mia moto, un modello che non ha nessun altro" Ci stiamo arrivando? Mi pare che la MT-03 attualmente rappresenti proprio questa idea di moto. Galluzzi, come quando inventò la Monster dal nulla, ha avuto ancora una volta la vista lunga. Commenti
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