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Tecnica

Dunlop D208GP

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Dopo i successi ottenuti con il D 207 GP la Dunlop, che da poco si è accordata con il gruppo Goodyear, lancia il D 208GP. Già utilizzato con successo in pista dai piloti ufficiali si appresta a fare il debutto su strada.

Martedí, 03 Luglio 2001

Stefano Cordara

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Ammettiamolo, il campionato supersport fa un gran bene al progresso tecnologico e non solo delle moto che vi corrono. Anche i pneumatici hanno subito una evoluzione verticale a tutto vantaggio degli utenti finali, considerato che i penumatici ammessi al mondiale Supersport devono essere omologati anche per l’uso su strada. I progressi e la ricerca per offrire le massime prestazioni in pista ricadono quindi direttamente sull’utente finale che ne trae tutti i benefici.

La Dunlop è in prima linea nel campionato supersport, quest’anno ha fatto debuttare il nuovo D208GP discendente diretto del D207GP che tante soddisfazioni ha dato alla casa Anglo-Nipponica. Il debutto del 208 è stato positivo, la nuova gomma Dunlop ha già vinto quattro gare sulle otto disputate ed è in testa al campionato, installata sulla Yamaha R6 di Paolo Casoli.

Si tratta di un pneumatico davvero evoluto, caratterizzato da un particolare profilo ad ogiva che vuole massimizzare la velocità di discesa in piega e l’aderenza alle massime inclinazioni. La carcassa utilizza tele in aramide e kevlar e diverse cinture che consentono al D208 di mantenere ottime caratteristiche di rigidità pur senza rinunciare alla leggerezza, fattore questo importantissimo per la maneggevolezza.

Quello che ha dell’incredibile è lo sviluppo che questo tipo di coperture ultrasportive ha avuto sul disegno del battistrada. Sempre meno intagli e sempre più "zone piene" avvicinano questi pneumatici agli slick. Rispetto ai 207GP, la percentuale dei vuoti è scesa dal 14 al 7 percento e questo la dice lunga su quanta gomma il 208 è in grado di mettere a terra. Dovendo essere omologati per un utilizzo stradale i 208 GP offrono comunque un drenaggio sufficiente dell’acqua anche se questi pneumatici danno il meglio di sé in condizioni di asfalto asciutto.

Proprio quello che abbiamo trovato a Misano in occasione della quinta edizione del Moto Day Dunlop, manifestazione di successo che quest’anno ha portato in pista quasi 900 motociclisti, dove abbiamo potuto sperimentare di persona i progressi fatti dalla nuova D 208GP.
Una decina di moto a disposizione, bicilindriche, quattro cilindri da 600 e 1000 cc ci hanno permesso di mettere alla frusta i penumatici sull’impegnativo tracciato del Santamonica.

La prima particolarità che il 208 mette in mostra è l’estrema reattività. Quasi tutti i modelli hanno mostrato una incrementata maneggevolezza, al punto che occorre ricalibrare i parametri perché la discesa in piega è realmente rapida. Il particolare profilo ad ogiva, insomma, sembra funzionare agevolando non poco la velocità d’ingresso in curva, poi la moto si appoggia progressivamente sulla spalla del pneumatico, che ha mostrato anche di avere un ottimo grip.

L’avantreno non ha mai dato segni di cedimento. Il posteriore, invece, ha ceduto solo alle bordate di cavalli che moto come l’impetuosa Yamaha R1 o la Honda CBR 900 scaricano sulla ruota posteriore. Ottimo il comportamento in frenata, l’anteriore non ha mai mollato la presa, mentre solo nelle pieghe più accentuate si è manifestata una certa tendenza ad allargare la traiettoria comune un po’ a tutti i modelli di moto provati.

La D 208 GP è disponibile in sei misure due per l’anteriore 120/70-ZR17 e 110/70-ZR17, quattro per il posteriore 150/60-ZR17 170/60-ZR17 180/55-ZR17 190/50-ZR17.


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