LA PIU' PICCOLA A vederla così, in una semplice foto, pare il solito
compitino. Una nuova carenatura più attillata, soliti telaio e motore, magari un
po’ rivisti. Niente di più sbagliato.
Forse, per capire veramente come Honda
interpreta la sportiva della classe 600, dovremo vedere la moto dal vivo e magari
munirci di un buon metro da sartoria per prenderle attentamente le misure. Per la sua nuova 600
RR Honda ha voluto strafare, creando una moto con delle caratteristiche fuori del
comune.
DIAMO I NUMERI Andando oltre la semplice apparenza iniziamo subito a
darvi alcuni dati. Lunghezza totale 2.010 mm, interasse 1.375 mm, peso a
secco 155 kg, inclinazione cannotto di sterzo 23° 55'. In pratica,
Honda ha creato la 600 Supersport più compatta e leggera sul mercato.
Compatta sul serio perché le misure vitali della CBR-RR sono degne di una
duemmezzo. Per realizzare un tale capolavoro di miniaturizzazione, in Honda
hanno chiaramente rivisto il progetto CBR dalla testa ai piedi, a partire dal
motore.
BOCCA LARGA Per il quattro cilindri in linea sono state confermate
molte delle caratteristiche fondamentali (alesaggio e corsa 67x42,5 mm,
iniezione DSFI con doppio iniettore) ma cambia il rapporto di compressione
12,2:1 in luogo di 12:1 e soprattutto cambia il suo modo di respirare. La
grande bocca al centro del cupolino, ispirata senza mezzi termini a quella della
VTR 1000 SP1 e SP2, avrà, infatti, il compito di aumentare la portata d’aria
alla cassa filtro (aumentata nel volume) e contribuirà senz’altro all’aumento di
potenza della CBR che ora dichiara 88,1 kW (120 cv) a 13.500 giri con una
coppia di 66 Nm a 11.250 giri, con una particolare attenzione alla
consistenza dell’erogazione ai medi regimi.
PIÙ CAVALLI IN MENO SPAZIO Un incremento di quasi quattro cavalli
rispetto alla vecchia, nonostante il motore sia omologato Euro 3. Va detto
che se all’aumento di cavalli associamo la diminuzione di peso (si parla di 8
kg!!), la nuova CBR mostra credenziali davvero appetitose.
COME UN DUEMMEZZO In ogni caso è il lavoro di compattazione a fare
impressione; secondo le dichiarazioni, il motore sarebbe addirittura più
compatto di un 4 cilindri da 250 cc (quello della Hornet 250, venduta in
Giappone) grazie alla totale riprogettazione dei carter e al riposizionamento
degli alberi disposti secondo un triangolo ancora più stretto. Il carter motore,
da solo, pesa 900 grammi in meno, il coperchio valvole in magnesio lima altri 330
grammi e il motore è calato di 2 kg in tutto.
TELAIO RINNOVATO Non meno lavoro ha richiesto la compattazione del
telaio. Ricalca nell’estetica quello della precedente versione, ma è stato
realizzato secondo un nuovo metodo di pressofusione fine che ne
ottimizzerebbe la costruzione. Gli spessori non sono variati, ma il telaio
pesa 700 grammi in meno del precedente.
NUOVE MISURE Nonostante l’interasse risicato e le dimensioni contenute,
il forcellone si è allungato ulteriormente (+ 5 mm), mentre l’avancorsa
cresce a 98 mm e cambia leggermente la distribuzione dei pesi grazie al
riposizionamento del motore 15 mm più indietro e al conseguente arretramento
della sella e di conseguenza del pilota. Per quanto riguarda l’estetica gli ingegneri Honda abbiano ripetuto a
memoria la ricetta studiata per la 1000 l’anno scorso, anche se in effetti la 600 è davvero molto aggressiva. La media Honda si
presenta con una carenatura ancora più compatta e scaricata, i piloti
avranno sempre più problemi ad attaccare gli adesivi dei loro sponsor.
STERZO ELETTRONICO E, naturalmente, non poteva mancare la chicca
tecnologica, che deve sempre essere presente sulle nuove moto. Per la 600 Honda
è rappresentata dall’arrivo dell’ammortizzatore di sterzo elettronico
HESD, mutuato dalla CBR 1000 RR. Cambiano, ovviamente tutti i dettagli, nuova
la strumentazione, nuove le ruote a tre razze, nuove tutte le componenti
secondarie. La moto sarà naturalmente esposta ai saloni invernali (Colonia e
Milano) e arrivare la prossima primavera.