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Riprogettare le protezioni stradali con una prospettiva orientata anche alle moto (e ai motociclisti) e non solo alle automobili. E’ l’obiettivo del programma di crash test avviato in questi giorni da AISICO (Associazione Italiana per la Sicurezza della Circolazione) in collaborazione con Confindustria ANCMA. Dati sugli incidenti alla mano, il 25% degli incidenti mortali riguarda gli “utenti deboli”, di cui la maggior parte sono motociclisti. Non c’è nessuna norma nel nostro paese che imponga che gli ostacoli fissi posti alla circolazione e le infrastrutture stradali siano adatti all’impatto con le due ruote. Il rischio è che spesso le protezioni amplifichino i danni, anziché diminuirli. Il campo prove di Anagni (Frosinone) sarà tra i primi in Europa a ospitare questo genere di studi sul comportamento delle protezioni stradali in caso di collisione con una moto. |
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