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Sono passati 50 anni da quando Peugeot si è buttata nel settore degli scooter con l’S57. I compleanni sono sempre un’occasione per guardarsi indietro e fare il punto, capire da dove si viene per progettare il futuro. E allora guardiamo quanto siamo cambiati in cinquant’anni, iniziando dal logo della Peugeot: il Leone cinquant’anni fa ruggiva dall’alto, sicuro, sollevando una zampa come per segnalare il suo comando. In cinquant’anni ha conquistato la posizione eretta, tirandosi in piedi e alzando entrambe le zampe verso l’aria. Sembra pronto a combattere, più che a dominare. E che dire dell’evoluzione storica dall’S57 al Satelis? I cambiamenti più grandi si hanno nel motore e in tutta la parte tecnica, ovviamente: cinquant’anni di migliorie tecnologiche si fanno sentire. Il motore è passato da un monocilindrico a 2 tempi a un monocilindrico a 4 tempi e 4 valvole, con una potenza quasi quadruplicata da 4,5 a 15 cavalli. Le sospensioni sono tutt’altra cosa rispetto al passato, l’idea di comodità è decisamente migliorata. Ma sono altri i dettagli che saltano all’occhio e fanno sorridere. Primo tra tutti il portapacchi frontale del vecchio S57, con tanto di tiranti elastici gialli. E che dire di quel suo faro unico frontale, che uno si aspetta di dover attaccare la dinamo alla ruota come sulle biciclette? Il Satelis con il vano sottosella, un gancio per la borsa e tutte quelle luci, fa quasi antipatia. Una volta, ai bei tempi, ci si accontentava di contachilometri e tachimetro, il resto erano dettagli: se l’S57 si fermava, si controllava il carburante e poi via via tutto il resto, alla ricerca del guasto. I viziatissimi possessori di un Satelis possono sbizzarrirsi con semidigitale, orologio, indicatore del livello del carburante, temperatura del raffreddamento e una sfilza di spie, oltre a tachimetro e contachilometri. Tutto sotto controllo, cinquant’anni dopo. Altri segni dei tempi, l’abbandono
della lamiera per la carrozzeria a favore dei materiali sintetici (metallizzati,
perché la lamiera ha il vantaggio della brillantezza), e lo sviluppo delle dotazioni antifurto, che all’originale
bloccasterzo hanno aggiunto l’immobilizer e la catena ABUS integrata. Le città, soprattutto la notte, non sono
più quelle di una volta. Lo scontro è impari,
non c’è che dire, ma l’S57 ha un asso nella manica per vincere il confronto. Il
Satelis è più comodo, più sicuro, più veloce: ma tra altri cinquant’anni, farà
ancora parlare di sé? |
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