SOTTO LA LUCE Prima di sviluppare nel dettaglio i singoli punti,
una
considerazione sulla prima gara della storia del motomondiale svoltasi
sotto le luci artificiali.
L’illuminazione ha superato l’esame a
pieni voti e tutte le gare si sono svolte in assoluta regolarità, senza il
minimo problema. Personalmente,
ho da fare una critica agli orari, perché
disputare un turno di prove (quello della 250) dalle 00.10 alle 00.55,
significa obbligare piloti, meccanici, team manager e addetti vari
a
lavorare fino alle tre del mattino. Un'altra valutazione:
consumare 5
milioni e 400 mila watt per illuminare un circuito in un periodo di gravi
problemi di inquinamento,
è quanto meno fuori luogo.
STONER IMBATTIBILE Se qualcuno aveva ancora dei dubbi (ma
non credo), il GP del Qatar li ha eliminati definitivamente: a fare la
differenza non è né la Ducati né le gomme Bridgestone, ma Casey Stoner.
In Qatar, i pneumatici giapponesi erano evidentemente inferiori alle Michelin,
ma il campione del mondo è riuscito comunque a vincere, abbassando il
tempo totale rispetto al 2007 addirittura di 26 secondi. Stoner, in questo
momento, è nettamente il pilota più forte, l’unico in grado di guidare una
Ducati per gli altri inguidabile, l’unico capace di sfruttare al meglio le
Bridgestone. In mezzo al deserto, Casey ha impressionato ancora di più
che nella passata stagione, perché ha fatto vedere di essere anche
tatticamente perfetto: nelle fasi iniziali della corsa, in evidente
difficoltà, non si è fatto prendere dalla frenesia, per poi cominciare a
spingere forte quando le condizioni glielo hanno permesso.
ROSSI, CHE FATICA! Seguo il motomondiale dal 1995, quindi
ho avuto la fortuna di vedere dal vivo tutti i 193 GP disputati da Valentino
Rossi dal 1996 a oggi. Bene, in tanti anni e in tante gare, non avevo mai
visto Valentino subire una sconfitta così pesante: a vincere è stato un
pilota con le Bridgestone, secondo è arrivato il suo compagno di squadra
con la Yamaha gommata Michelin, e nell’ultimo giro, per ben due volte è stato
superato da un debuttante. Insomma, un mezzo disastro. Eppure, a fine
gara, Valentino ostentava sicurezza, chiedendo soltanto un po’ di tempo
per adattare la sua M1 alle Bridgestone. L’aspetto positivo è che Rossi, a 29
anni e dopo sette mondiali, ha ancora una gran voglia di lottare e di
mettersi in discussione come un ragazzino, come dimostra proprio la sfida con
Dovizioso, combattuta nonostante evidenti problemi al posteriore, confermati
dallo stesso Andrea. A mio modo di vedere, Valentino rimane grandissimo, ma
il 2008 si annuncia durissimo per lui e il Qatar ha dimostrato che non
bastava cambiare pneumatici per tornare a vincere.
LORENZO, GIU’ IL CAPPELLO! Con il cappello con le orecchie
da asino, riempio una lavagna con scritto: "Lorenzo è un grande pilota,
Lorenzo è un grande pilota, Lorenzo è un grande pilota…". Ho sempre creduto
che lo spagnolo dominasse in 250 solo grazie a una moto superiore e a un
ottimo team, ma devo ammettere che Jorge è invece fortissimo, uno che sa
guidare una moto come pochi altri al mondo. Dopo aver conquistato la pole,
Lorenzo ha sfiorato l’impresa di vincere al debutto, come aveva fatto nel
1998 il suo idolo Biaggi, mettendo in mostra grinta, velocità, capacità di
autocontrollo. Probabilmente non sarà sempre così facile, ma giù il cappello
per quello che ha fatto in Qatar.
DOVIZIOSO DA APPLAUSI Quarto al traguardo dopo una
avvincente sfida con Valentino Rossi, il Dovi è stato veramente fantastico.
Forse un po’ troppo prudente all’inizio, Andrea ha cominciato a
martellare su un passo impressionante, dimostrando di essere (quasi) sullo
stesso livello del fenomeno Lorenzo. Nell’ultimo giro è stato semplicemente
perfetto e vedere un ragazzino al debutto non avere nessun timore
reverenziali nei confronti di Rossi, fa bene al motociclismo.
LA HONDA CHE NON TI ASPETTI Durante l’inverno, ma anche nei
due giorni di prove, alla HRC ne hanno combinate di tutti i colori, cambiando
telai e motore a ripetizione. Ma dopo prove disastrose, Daniel Pedrosa ha
disputato una gran gara, chiudendo al terzo posto, dopo essere addirittura
scattato in testa dalla terza fila. E in rettilineo, la RC212V va veramente
forte.
CAPIROSSI, CHE FATICA Anche Loris Capirossi ha stravolto più
volte la moto, arrivando a correre con il telaio e motore 2008,
dopo aver utilizzato in prova la ciclistica 2007. Loris ha chiuso all’ottavo
posto, lontanissimo dai primi, senza nessun acuto, né in prova né in gara.
MARCO MELANDRI, CHE DISASTRO Ben peggio è andato Marco
Melandri, undicesimo a 44"284 (ovvero due secondi al giro) dal compagno
di squadra Casey Stoner. Certo, qualcuno può anche dire che dal 16esimo
posto in prova c’è stato un miglioramento in gara, ma la realtà è che da
quando è salito sulla Ducati, su qualsiasi pista dove si è provato, si è
beccato mediamente più di un secondo e mezzo al giro.