GIRO DI BOA Nove gare fatte, nove da fare, metà campionato esatto.
Tempo
di bilanci, quindi, prima della doppia trasferta Germania-Stati Uniti, che
precederà una pausa di tre settimane. In
nove gare, ci sono stati quattro
vincitori: Valentino Rossi tre volte (consecutive, in Cina, Francia e
Italia), Casey Stoner tre volte (Qatar, Gran Bretagna e Olanda), Daniel Pedrosa
due volte (Spagna e Catalunya), Jorge Lorenzo una volta (Portogallo).
CLASSIFICA CORTA Il
risultato è una classifica cortissima, con la lotta del mondiale incerta come
non mai, con Pedrosa al comando con quattro punti di vantaggio su Rossi e 29
su Stoner. Dopo quanto visto nelle ultime due gare, è
difficilissimo dire chi
è il favorito, perché Stoner, che prima di Donington sembrava tagliato
fuori, si è rilanciato alla grande e adesso è senza dubbio il pilota più in
forma e da battere, perlomeno nelle singole gare.
MOTONOIA È invece
troppo facile dire
che le gare sono diventate noiosissime, stile F.1, con pochissimi sorpassi e
poca incertezza sul nome del vincitore. In ben quattro GP (Spagna, Catalunya,
Gran Bretagna e Olanda) il pilota che ha ha tagliato per primo il traguardo è
stato in testa per l’intera gara, mentre negli altri quattro c’è stata
incertezza sul trionfatore solo nei primissimi giri.
Soltanto Jorge Lorenzo a
tratti, Andrea Dovizioso nelle fasi iniziali della gara e Valentino Rossi con le
sue rimonte dopo le ormai croniche partenze al rallentatore hanno regalato un
po’ di spettacolo, con una serie di sorpassi davvero entusiasmanti.
COME SONO ANDATI? Ma per
il resto, regna la monotonia, nonostante il livello di piloti, moto e gomme non
sia mai stato in passato così alto e così ravvicinato. Sperando che qualcosa
cambi nella seconda metà della stagione,
vediamo (seguendo l’ordine di
classifica) chi ha sorpreso, chi ha rispettato i pronostici, chi ha deluso nelle
prime nove gare.
Ecco come abbiamo dato i giudizi:
↔ In
linea con le aspettative
↑ Sopra le aspettative
↓ Sotto le aspettative
1° DANIEL PEDROSA: punti 171
↔
Daniel sta facendo esattamente quello che ci si aspetta da lui, dopo un inverno
di grandi difficoltà. Come al solito "camomillo", per usare un’espressione cara
a Guido Meda, non entusiasma nel corpo a corpo, dove è inferiore a Rossi e
Stoner, ma anche a Lorenzo e Dovizioso, ma raccoglie sempre il massimo della
moto a sua disposizione. La Honda (↓),
non è sicuramente la più competitiva, ma Pedrosa è in testa al campionato
con otto podi e un quarto posto come peggior risultato.
2° VALENTINO ROSSI: punti 167
↔
Per un fuoriclasse come Valentino, le aspettative sono sempre altissime.
E Rossi le sta rispettando alla grande, nonostante l’errore con conseguente
caduta nell’ultimo GP, dove avrebbe potuto infastidire Stoner. La Yamaha (↑)
è finalmente all’altezza della situazione e Vale la sta sfruttando come si deve.
Lui e la M1 hanno mostrato un solo, vero limite: le partenza. Un difetto
non da poco e da eliminare al più presto in una MotoGP che si vince sempre di
più nelle fasi iniziali.
3° CASEY STONER: punti 142
↔
Fino a tre settimane fa, il rendimento del campione del mondo era deficitario,
tanto che Stoner era staccato di 50 punti dal capoclassifica. Ma in due GP ha
ribaltato completamente la situazione, tornando il fenomeno della passata
stagione. Vederlo guidare mette quasi paura, con quella Ducati (↓), sempre di
traverso e imbizzarrita che solo lui riesce a controllare. Forse non
riuscirà a ripetersi, perché i punti da recuperare sono parecchi e, oltretutto,
su due piloti, ma è chiaro che l’australiano è un vero fuoriclasse.
4° JORGE LORENZO: punti 114
↑
Tre pole, una vittoria e tre podi nelle prime tre gare: nessun altro debuttante
nella storia della 500/MotoGP aveva ottenuto simili risultati. Jorge Lorenzo
si sta dimostrando un ottimo pilota, anche se, per la verità, è caduto un po’
troppo, tanto da saltare un GP (a Barcellona). Nelle ultime gare si è dato
una calmata, ma è chiaro che ha talento da vendere.
5° COLIN EDWARDS: punti 98
↑
Si conferma pilota più da prove che da gara, ma ha già comunque ottenuto
risultati superiori alle aspettative, nonostante non sia più nel team Yamaha
ufficiale. Gli ha fatto bene non essere più a fianco del "mostro" Rossi e di
avere anche gomme differenti rispetto a Valentino.
6° ANDREA DOVIZIOSO: punti 79
↑
Dopo quanto aveva fatto in 250, ero convintissimo che il Dovi potesse
fare bene anche in MotoGP. Ma, sinceramente, non me lo aspettavo così aggressivo.
Nonostante una Honda clienti (↓) non molto competitiva e comunque
nettamente inferiore alle moto ufficiali, Andrea ha entusiasmato con le sue
partenze brucianti e le sfide ravvicinate con i grandi piloti della MotoGP.
Indimenticabile il sorpasso a Rossi nell’ultimo giro in Qatar, al debutto: il
podio è un obiettivo raggiungibile.
7° NICKY HAYDEN: punti 70
↔
Ha vinto un mondiale ma, personalmente, non ritengo Nicky Hayden un
fuoriclasse. Ecco quindi che i suoi risultati fino adesso mediocri (in
Olanda, però, ha fatto una bellissima gara) non mi sorprendono di certo.
8° JAMES TOSELAND: punti 60
↔
È partito a razzo, facendo credere che, finalmente, anche un pilota
proveniente dalla SBK fosse in grado di lottare per le posizioni di vertice. Il
proseguo del campionato, purtroppo, non è stato altrettanto positivo e Toseland
è sparito dalle posizioni importanti. Non bisogna dimenticare, però, che è al
debutto in MotoGP e, più in generale, nel motomondiale.
9° CHRIS VERMEULEN: punti 57
↓
Nel 2007, aveva vinto una gara (sotto la pioggia) e sfiorato per ben due
volte la vittoria (con l’asciutto), ma quest’anno Vermeulen non si è mai
visto. E’ vero, la Suzuki (↓) non è granché, ma è comunque lecito
aspettarsi qualcosa in più.
10° SHINYA NAKANO: punti 57
↓
Ero convinto che con la Honda gommata Bridgestone sarebbe stato più
incisivo, invece Nakano è rimasto l’opaco pilota di quando aveva la
Honda-Michelin.
11° LORIS CAPIROSSI: punti 51
↓
Come già evidenziato, la Suzuki non è un granché e Loris è anche stato
sfortunato, infortunandosi per ben due volte, tanto da guardare i GP di Gran
Bretagna e Olanda dal muretto dei box. Naviga quasi sempre a metà classifica,
senza mai uno spunto da campione: che non sia adatto alle 800?
12° TONI ELIAS: punti 33
↓
La Ducati è difficile da guidare, ma Elias è pur sempre uno che ha vinto un
GP (Portogallo 2006) battendo in volata un certo Rossi. Deve fare di più.
13° JOHN HOPKINS: punti 32
↓
Ho sempre ritenuto l’americano un pilota sopravvalutato, perché negli
anni corsi con la Suzuki non è mai stato capace di cogliere l’occasione
quando gli si è presentata, a differenza dei compagni di squadra (Roberts Jr
prima, Vermeulen dopo). Non mi aspettavo grandi cose, quindi, ma più di
quello che sta facendo sì. Unica scusante: la Kawasaki è sicuramente sotto
le aspettative.
14° MARCO MELANDRI: punti 32
↓
È la vera delusione della prima parte del mondiale: è arrivato in
Ducati convinto di vincere il mondiale, si ritrova a lottare per la
penultima posizione. Negli ultimi due GP è stato a dir poco scandaloso:
non finirà il campionato con la Ducati, nonostante un contratto fino al 2009.
15° ALEX DE ANGELIS: punti 25
↔
È riuscito a mettersi in mostra in qualche occasione, entusiasmando al
Mugello con una spettacolare rimonta che lo ha portato fino al quarto posto.
Commette qualche errore di troppo, ma sta crescendo e si è comunque confermato
veloce.
16° SYLVAIN GUINTOLI: punti 24
↑
Il giudizio potrebbe sembrare generoso, ma nelle ultime gare il francese
è sempre stato il secondo pilota al traguardo della Ducati: di più non gli
si può chiedere.
17° RANDY DE PUNIET: punti 22
↓
Con la Kawasaki andava forte e cadeva molto, con la Honda del team
Cecchinello cade e basta.
18° ANTONHY WEST: punti 16
↔
Soltanto Bartholemy (team manager Kawasaki) credeva nelle sue potenzialità,
ma West è sempre andato forte solo sul bagnato, a parte la positiva
esperienza in Supersport. I distacchi, però, sono addirittura superiori a quanto
ci si potesse aspettare.