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FA
PAURA Come a Donington, anzi ancora più impressionante. La
seconda vittoria consecutiva di Casey Stoner e della Ducati è
stata talmente netta da mettere paura. Agli avversari, naturalmente.
Soprattutto se si pensa che il campione del mondo avrebbe potuto
andare addirittura più forte. Lo dicono i fatti, perché
in prova il passo del campione della Ducati era stato ancora più
devastante, lo dicono le parole di Casey a fine gara: “Non c’era
bisogno di forzare, ma se fosse stato necessario potevo girare più
veloce”.
GRANDE RECUPERO Una superiorità che, una volta di più, ha reso noiosissimo il GP, ormai stile F.1, ma che ha anche rilanciato alla grande le quotazione iridate di Stoner. Staccato di 50 punti prima della doppia trasferta Gran Bretagna-Olanda, Casey lascia Assen con 29 punti da recuperare su Daniel Pedrosa, secondo al traguardo, e 25 su Valentino Rossi, undicesimo, dopo essere finito a terra alla quarta curva del primo giro. TANTI MA NON TROPPI Sempre molti, considerando che davanti ha due grandi piloti, ma non così tanti se il suo potenziale continua ad essere quello delle ultime due gare. Le modifiche alla gestione elettronica del motore hanno dato una grandissima sicurezza al fenomeno australiano, facendolo tornare a livelli di guida pazzeschi. Ogni volta che entra in pista, Casey rifila decimi su decimi ai rivali, arrivando a realizzare in due giri tempi che i rivali riescono a mala pena avvicinare dopo un’ora di sessione. E appena qualcuno si fa sotto, Stoner abbassa di altri decimi, con una facilità che annienta anche psicologicamente i suoi avversari. ROSSI A TERRA Rossi è caduto, ha sbagliato anche per questo, perché dopo la solita partenza incerta, pare per una questione meccanica, un problema della frizione della Yamaha, ha avuto paura di concedere troppo vantaggio al rivale della Ducati, giocandosi fin dalle prime curve le possibilità di vittoria. Visto quanto Stoner era stato capace di fare in prova, Valentino ha deciso di forzare i tempi, di passare il più alla svelta possibile Randy De Puniet. Guarda caso, proprio il pilota che aveva tentato di passare l’anno scorso al Sachsenring per non far involare l’accoppiata Stoner-Pedrosa. AZZARDO Come allora, però, il tentativo si è trasformato in un azzardo, con Vale a terra assieme all’incolpevole francese, abbattuto dalla Yamaha M1. Con una rabbia incredibile e una grande determinazione, Rossi è ripartito, nonostante un semi-manubrio piegato e la leva del cambio in parte rotta, che però non gli ha impedito di recuperare 30 secondi alla coppia (sempre più triste) Melandri ed Elias, di conquistare cinque punti che potrebbero essere fondamentali per il mondiale e di realizzare il terzo miglior tempo della gara, a 435 millesimi dal miglior passaggio del demonio Stoner e a meno di due da Colin Edwards, quarto al traguardo. POTEVA GIOCARSELA Come dire, che senza l’errore iniziale, Rossi avrebbe quanto meno potuto infastidire Casey, rendendogli la galoppata meno solitaria. Non a caso, Valentino a fine gara era veramente rammaricato, consapevole anche di aver favorito il prepotente ritorno dell’australiano in classifica generale. IN CONTINUA EVOLUZIONE Nella MotoGP di oggi i valori cambiano davvero velocemente. Appena due gare fa, si diceva che la Yamaha sembrava imbattibile, mentre la Ducati appariva in difficoltà, tanto che Stoner non era riuscito a vincere in piste storicamente favorevoli come Shangai e Barcellona. Adesso la situazione si è ribaltata, con la GP8 quasi imbattibile. Ma nel pacchetto moto-gomme-pilota è sempre quest’ultimo a fare la maggiore differenza e si può tranquillamente affermare che Casey Stoner è un vero fenomeno. In Ducati sono stati fantastici a recuperare lo svantaggio iniziale, ma soltanto Stoner è in grado di guidarla. NE VEDREMO DELLE BELLE Sarà insomma una seconda parte di stagione molto interessante e infuocata, perché anche Pedrosa va forte, nonostante non entusiasmi mai. Il suo pigmalione, Alberto Puig, afferma che Daniel non è rinunciatario, ma soltanto intelligente nel capire qual è il massimo risultato alla sua portata. Sotto questo aspetto lo spagnolo fa paura, tanto che in nove gare ha conquistato otto podi e il suo peggior risultato è un quarto posto. Naturalmente, però, fa paura anche Rossi e una battuta a vuoto non può cambiare il giudizio sul fenomeno di Tavullia. GPNOIA Certo è paradossale che la stagione più combattuta per il mondiale degli ultimi anni, sia anche una delle più noiose a livello di spettacolo, con le posizioni che si cristallizzano dopo pochi giri. Speriamo che se ne sia accorto anche chi comanda questo sport, prima che gli appassionati si stufino o, peggio, si addormentino davanti al televisore, esattamente come succede in F.1. Commenti
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