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Costume & società

E' scoppiata
la Quad mania

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Hanno quattro ruote ma non sono delle auto; si guidano senza cinture di sicurezza ma anche senza casco; sono delle moto, ma non nel senso tradizionale del termine. Si chiamano infatti Quad, abbreviazione di quadriciclo. Popolarissimi negli Usa, dove sono nati e apprezzati per le loro spiccate doti fuoristradistiche i Quad stanno ora invadendo le città e le spiagge italiane, dove si stanno imponendo come i mezzi più trendy dell'estate.

Mercoledí, 01 Agosto 2001

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PER LA PRECISIONE Sembrava che ci fossimo emancipati, che avessimo smesso di imitare gli Americani, nel bene e nel male, o che almeno i grotteschi risultati alla Alberto Sordi avremmo cercato di limitarli al massimo. E' davvero così? Sembrerebbe di no, visto che dopo l’invasione (pacifica) delle Harley, le città d’Italia si stanno ancora una volta popolando di mezzi che apparentemente poco hanno a che fare con la storia motoristica del nostro Paese. I Quad sono infatti moto dotate di quattro ruote tassellate, sospensioni robuste e velleità fuoristradistiche molto accentuate. Nati dai trike, le grosse moto a tre ruote derivate dalle custom, i Quad sono diventati negli ultimi anni popolarissimi negli Stati Uniti, dove sono apprezzati per la loro versatilità come mezzi da lavoro e da divertimento. È emblematico il "secondo nome" del Quad, cioè ATV, acronimo di All Terrain Vehicle, veicolo adatto a qualsiasi terreno. E proprio la sua componente di inarrestabilità è ciò che più affascina il grande pubblico. In America la diffusione del Quad è praticamente capillare, ma anche la Francia ha seguito ben presto le orme statunitensi e le immatricolazioni di Quad sono in crescita esponenziale.

SPAGHETTI-QUAD L’Italia però si adegua, si adegua soprattutto in città, proprio là dove il Quad ha apparentemente meno senso. E così, al motto di "ma che ce frega, ma che ce importa", le grandi città e soprattutto Milano stanno scoprendo il gusto dell’atv.
Una componente fondamentale del successo del Quad è che, a prescindere dalla cilindrata, può essere guidato senza casco. Eh già, perché, in termini di legge, si tratta di un quadriciclo a motore. E poi, diciamocelo francamente, oggi lo scooterone ce l’ hanno tutti: che c’è di meglio di un praticissimo quadriciclo da trecento chili? Chi non è un pilota provetto riesce a gestire un Quad in mezzo al traffico con l’agilità di un ippopotamo in una cristalleria. Ecco allora che il Quad si impone perché è qualcosa di diverso dalla solita macchina, dalla solita moto, dal solito scooter.

AD OGNUNO LE SUE REGOLE Dall’esigenza di trovare qualcosa di alternativo (e di vistoso) è scaturita la moda del Quad, una moda cui non mancano le proprie regole, indipendenti da quelle motociclistiche o fuoristradistiche. Quali sono gli orpelli cui un "Quaddista" non può proprio rinunciare? Prima di tutto un berretto tipo baseball o una bandana sulla testa, meglio se a stelle e strisce; ad un buon numero di adesivi sul Quad, principalmente adesivi della Polaris (la principale Casa produttrice di atv), e poi ad abbigliamento specifico, consistente in giubbotti in jeans o quelli più tecnici in pelle e magliette simili a quelle da motocross.

STARS AND STRIPES I colori ruotano sempre intorno al bianco, al rosso ed al blu, cioè alla mitica bandiera degli Stati Uniti, cui i Quaddisti si ispirano quasi fosse un oracolo. Questo per dare una chiara identità all’Atv, che rischia altrimenti di restare un mezzo poco considerato, che rimane a giacere nelle vetrine delle concessionarie di moto per anni. Il Quad ha radici Oltreoceano, è un mezzo divertente ed inarrestabile, per molti versi superiore alle auto ed alle moto.

BANDIERE ARANCIO. Chi ha visto da vicino un Quad in città, non avrà potuto fare a meno di notare la bandierina arancione triangolare che sventola orgogliosa sul retro. Anche questa è una moda? Sì e no. In alcune aree del Nord America, dove i dossi e le dune impediscono una buona visibilità, le bandierine servono a segnalare la presenza del Quad a chi è dietro e magari procede a velocità superiore. In Italia è più che altro un vezzo, ma la bandierina arancio dovrebbe avere anche la funzione di far notare che il mezzo con manubrio che vediamo nei retrovisori o in mezzo al traffico, non è una moto ma un Quad, più ingombrante e, potenzialmente, più pericoloso.

IL SEMI-BOOM Può darsi che si tratti di una moda effimera, ma di fatto i Quad si stanno diffondendo a macchia d’olio e le vendite sono in continuo aumento. Non solo perché l’Atv è un mezzo appariscente e "muscoloso": a modo suo qualche comodità la offre. Innanzi tutto i Quad più potenti, curiosamente, non richiedono la patente A, che molti non hanno, ma si possono guidare con la B ( quella dell’auto ). La patente A invece è necessaria (quasi un paradosso) per guidare i Quad con cilindrata fino a 350 centimetri cubi.
Il Quad ha anche un altro grande vantaggio, è l’unico mezzo a poter essere guidato dai portatori di handicap senza dover essere modificato, visto che la sua guida è interamente manuale, priva di comandi a pedale. Il numero degli invalidi che hanno sostituito il Quad alla carrozzina elettrica, soprattutto al di fuori dei grandi centri trafficati, è notevole. Ma c’è di più: il Quad può, in effetti, sostituire degnamente un trattorino per il lavoro nei campi, oppure una motoslitta in montagna, in particolare i modelli a quattro ruote motrici.

IL BUONO IL BELLO E IL CATTIVO Gli unici Quad ad essere venduti omologati per circolare su strada sono quelli prodotti dalla Casa statunitense Polaris, che a detta degli esperti sono anche i più avanzati tecnicamente. Quasi tutti i Quad che vediamo in circolazione sono Polaris, oppure sono i piccoli Yamaha Breeze 125, mezzi agili ma di poche pretese, che rappresentano un po’ l’entry level al mondo dei Quad, con un prezzo di circa dieci milioni. Il Breeze, che comunque ha un discreto riscontro di vendite, è l’ideale per chi voglia iniziare con un Quad tranquillo e sicuro. 
Chi invece desidera entrare nel mondo dei Quad dall’ingresso principale, dovrà prima di tutto decidere se farsi guidare dalla passione o dalla razionalità, optare cioè per lo Scrambler o per lo Sportsman. Lo Scrambler è il cattivo della gamma Polaris, la versione di punta monta un motore da 500 centimetri cubi e 39 cavalli di potenza: questo Quad tocca la ragguardevole velocità di 110 chilometri orari ed offre accelerazioni entusiasmanti; lo Scrambler è a trazione posteriore, ma è dotato di inserimento elettrico della trazione integrale anche in movimento: è un mezzo adatto alle competizioni, alle acrobazie, ed è il più gettonato dagli smanettoni dell’Atv. Lo Sportsman invece, pur potendo anch’esso contare su un propulsore quattro tempi da mezzo litro, frenata integrale a disco e tutte le soluzioni più avanzate adottate sullo Scrambler, offre in più una elevata capacità di carico ed un maggiore comfort di marcia, oltre all’aspetto massiccio ed affascinante "da Camel Trophy". Certo, costa 26 milioni, ma è tra i più venduti.

a cura di Fabio Cormio
25 giugno 2001

Come si guida un Quad
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