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Costume & società

Supermotard: i modelli "giusti"

Non solo in quello che intendeva la rockstar Madonna, ma anche nell'arte di produrre le Supermotard più belle e esclusive. Non fatevi confondere dai nomi esotici le migliori supermoto battono bandiera tricolore.

Venerdí, 26 Ottobre 2001

Spartaco Belloni

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Sono lontani i tempi eroici del supermotard, delle moto messe insieme in cantina con pezzi raccattati in giro. Il fenomeno è esploso e i listini pullulano di mostri e mostriciattoli. Ci sono i cinquantini per i quattordicenni, le 125 per i fratelli maggiori, le race ready per i piloti, le due tempi per i più ribelli. Comunque le supermotard più gettonate sono le grosse quattro tempi, Husqvarna e VOR in testa.

LE SVEDESI DI VARESE Husqvarna propone una gamma davvero ampia. Per iniziare può andar bene la SM 610 S, modello quasi turistico dotato addirittura
di frecce e portapacchi. È stata tra le prime ad adottare l’avviamento elettrico e si distingue per i due scarichi posteriori. Tra le supermotard è quella più a buon mercato, costa attorno ai 13 milioni. Le cattive vere però sono le versioni R, più leggere e spartane, disponibili nelle cilindrate 400 e 570. Nonostante la cilindrata minore la SM 570 R va un bel pezzo più forte della 610; utilizza infatti un motore più spinto. È disponibile solo con avviamento a pedale. Costa circa 15 milioni e mezzo.

Una novità nella gamma Husqvarna 2002 è la SM 400 R: dotata di un nuovo motore bialbero, questa purosangue ha anche l’avviamento elettrico. Leggera e cattiva. Il sogno rimane comunque la NOX: nera dai cerchi al forcellone, tutta carbonio, esagerata. La prima supermotard estrema, un oggetto di culto, un mostro nato per correre. È venduta solo su Internet a 23 milioni di lire, senza fari e impianto elettrico. Ma c’è un kit per l’omologazione su strada.

LA BESTIA NERA Nemiche numero delle Husqvarna sono le VOR. Raffinate, tecnologiche, esclusive, potenti. Il nome suona esotico ma le VOR sono
italiane al 100%
. Sono moto praticamente costruite a mano e per questo
non costano poco. Ma basta metterci su il sedere per capire come valga la pena di spendere più di 16 milioni per una VOR SM 503. Da quest’estate anche le VOR sono dotate di avviamento elettrico, unica concessione al comfort. Per il resto queste moto offrono soluzioni uniche come la distribuzione a cascata di ingranaggi, il cambio estraibile, la pinza freno ricavata dal pieno o il forcellone incollato con procedimento aeronautico. Per il 2002 è disponibile anche la versione 450.

L’ASBURGICA Fa molta scena anche l’austriaca KTM 640 Supermoto, da
preferire alla più esasperata versione 620 perché dotata di bottoncino magico. Un Kappa 640 costa poco meno di 15 milioni. Le KTM supermotard stanno riscuotendo più successo delle loro antenate Duke, in prima linea ancora che esplodesse il boom, ma caratterizzate da un look un po’ troppo originale.

OCCHI A MANDORLA Iniziano a farsi largo anche le giapponesi: la Honda XR 650 ha un motorone molto potente, ma rispetto a Husqvarna, VOR e KTM è più
alta e pesante. Manca l’avviamento elettrico e costa cara, quasi 17 milioni.
Tra le jap sono molto gettonate le 400: davvero eclettiche le Honda XR 400 e le Suzuki DR 400. Prezzi tra i 14 e i 15 milioni. Ci sono kit per trasformare anche la tecnologica Yamaha WR 400. Come sempre i prodotti giapponesi si distinguono per qualità e affidabilità totali, ma mancano un po’ di carattere. Le italiane, da questo punto di vista, hanno ancora un fascino imbattibile.


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