La base di partenza prima di tutto: impensabile ed antieconomico convertire in mostro una pacifica Honda Dominator; la carenatura sarebbe solo d’impiccio, le
forme non risulterebbero abbastanza cattive, il motore nemmeno. Per mettere insieme un bel mezzo è
meglio trovare un’enduro specialistica, anche vecchiotta. Una Husqvarna o una KTM di qualche anno fa possono andare benissimo, ma per un utilizzo cittadino
una Honda XR o una Yamaha TT vanno ancora meglio. Le enduro tipo Honda XL, Suzuki DR, Kawasaki KLR e Yamaha XT sono invece un po’ troppo tranquillotte e pesanti. A noi piace parecchio l’idea del poderoso quattro tempi, ma se proprio volete farvi del male potete orientarvi su un
cross 500 due tempi, o più ragionevolmente su un 250.
OCCHIO AI CERCHI L’ideale sarebbe trovare una moto incidentata, in modo da spendere poco. Optando per un mezzo abbastanza sfruttato, sarebbe meglio fare una revisione completa del motore. I mono, si sa, sbiellano già attorno ai 35mila chilometri. A questo punto bisogna procurarsi due ruote a raggi da
17", con il
canale largo abbastanza per montare gomme di tipo sportivo. Meglio lasciar perdere i cerchi in lega con le razze al posto dei raggi, sono decisamente antiestetici e troppo rigidi. L’ultimo passo è un bel
frenone a disco, un 300 o un 320 preso da qualche supersportiva da rottamare. Una
pinza a quattro pistoncini completerà l’opera degnamente.
A questo punto il
parafango anteriore (di rigore quello alto) starà malissimo. Sarà enorme e sproporzionato: tagliatelo e sagomatelo, oppure procuratevene uno originale da una supermotard nuova.
ROVESCIATELA A questo punto la moto è praticamente pronta, si può
passare ai dettagli. Un discone davanti non frena granché se a spingere i pistoncini non c’è una
pompa abbastanza potente. Anche in questo caso si può pensare ad un ricambio usato. I tubi freno, invece, vanno messi nuovi e in treccia metallica. La forcella è un altro elemento importante. Si può lasciare quella originale, avendo l’accortezza di sostituire le molle con altre di tipo più rigido, per evitare un eccessivo affondamento in frenata. Ancora meglio mettere le mani su una forcella
upside down, con tanto di piastre adeguate; l’importante è non pagarla un occhio.
SPICCIOLI Uno scarico aperto non fa mai male, una riverniciata con colori cattivi nemmeno. Quasi indispensabile una mascherina con faro piccolo. Rendete la vostra creatura spartana, togliere roba inutile (frecce ecc.) non costa niente. A proposito di costi, ma quanto si sborsa a farsi una supermotard in casa? Se si ha fortuna nell’acquistare la base, non si pretendono pezzi nuovi e si fa tutto da soli si possono spendere tra i tre e i quattro milioni. Con le esigenze crescono le spese.
DURA LEX C’è solo un problema, tra l’altro nemmeno piccolino. Con un mezzo del genere non si potrà circolare per strada. Almeno legalmente. Il codice
della strada vieta di cambiare le misure delle gomme, figuriamoci quelle dei cerchi. È meglio non farla troppo facile, perché in caso di incidente l’assicurazione non risponderà dei danni causati ad altri. E come si suol dire, vi porteranno via la casa. E allora perché costruirsi una supermotard? Per soddisfazione personale e soprattutto andare a sfogarsi in kartodromo o nelle piste apposite.