|
Costume & società
Gente pratica, gente alla buona. Ce li ricordavamo così i guzzisti, personaggi da Festa degli Alpini con il vizio di macinare chilometri. Cocciutamente attaccati alle loro idee come alle loro California con due giri del contachilometri. Andavano dappertutto, anche se al posto dei completi in gore-tex si mettevano la cerata da barca e gli stivali da pescatore. Ce li ricordavamo così i Guzzisti. Gente simpatica. Poi siamo andati a Mandello Lario, al grande motoraduno organizzato per festeggiare gli 80 anni dell’Aquila per capire se sono cambiati. Ebbene, i guzzisti di sempre li abbiamo ritrovati tutti e in grande forma. Belli pasciuti, sempre lì a tagliare salami e a ciarlare ad alta voce. Ma non erano più soli. Che stiano spuntando nuovi guzzisti? ARRIVANO I RINFORZI Gli indizi raccolti sono ancora pochi, ma non è improbabile un prossimo ricambio generazionale. Più che di un ricambio, però, forse sarebbe meglio ipotizzare un rafforzamento delle truppe. Stanno infatti arrivando i rinforzi, i "giovani" guzzisti. E da quanto abbiamo visto a Mandello, pare che vadano d’amore e d’accordo con gli inossidabili della vecchia guardia. Ce ne siamo accorti quasi subito, soltanto ascoltandoli. Molti dei presunti nuovi fedeli non hanno la necessaria dimestichezza con il dialetto. Parlano l’italiano correttamente. Per loro la catena di distribuzione "fa rumore", mentre per i vecchi guzzisti meneghini "la cioca". È però sorprendente come i nuovi arrivati si intendano a meraviglia con i pluridecorati. Sorprendente ma non troppo: i guzzisti girano il mondo sopra i loro bicilindrici a V, si spostano da un raduno all’altro ed hanno dunque modo di familiriarizzare con motociclisti di tutti i paesi. Hanno quindi sviluppato una notevole capacità mimica e lessicale, in virtù del frequente interagire con i motociclisti "crucchi". Che una volta ubriachi non riescono a spiaccicare null’altro che "Gut, Motto Cuzzi!". STATISTICHE ALLA MANO Un altro indizio molto importante ci arriva da accurati studi demografici. Lasciando stare i vari Airone, Falcone, Galletto, pezzi da collezione che costituiscono un inestimabile patrimonio storico, siamo andati a scrutare tra i bicilindrici a V, le moto da usare tutti i giorni, le moto per andare in vacanza. E abbiamo scoperto che l’età media dei guzzisti si sta abbassando. Un dato statistico confermato dall’impatto visivo del grande motoraduno di Mandello: accanto alle solite V7, California II e 850 Le Mans, c’erano tante, tante nuove Guzzi. E con queste intendiamo le V11 Sport, ma anche le California dell’ultima generazione. Addirittura abbiamo visto parecchie delle neonate V11 Le Mans. Tante nuove Guzzi vuol dire tanti guzzisti da svezzare. Li abbiamo squadrati per bene quei ragazzi sulle V11 tirate a lustro. Avevano la faccia da Monster o da Speed Triple. E invece se ne stavano contenti sul V2 trasversale. Bravi. LA GUZZI A VITA L’immenso parco moto dei quasi 15mila (!) fedeli arrivati da tutta Europa ci ha riservato ulteriori indizi, se possibile ancora più scottanti. Abbiamo infatti scoperto che tanti guzzisti di vecchia data…hanno tradito. Non con una giapponese, per carità, ma con una nuova Guzzi. Dove sono finite le 850 T3 con 200mila chilometri sul gobbone, con i portapacchi fatti in casa e gli accessori improvvisati tipici dei guzzisti? Ce ne erano tante, trasandate ma efficienti come al solito... Però allo stesso tempo ne mancava qualcuna all’appello, "data dentro" per una California EV nuova di pacca. Questo non ce lo saremmo aspettato, perché tra i guzzisti è molto comune la filosofia della "moto a vita".
|
|||||||||||||||||||||