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Blog Notes
A 36 anni suonati, e dopo 12 anni che faccio questo mestiere non sono ancora riuscito a convincere mia madre che in fondo quello che faccio è veramente un lavoro (ma quando ti trovi un lavoro serio? È la frase più ricorrente). La seconda è: vai ancora in pista? Oddio!! Stai attento che è pericoloso… Più che altro non sono ancora riuscito a farle capire che quando vado in pista corro meno pericoli di quando vado e torno dalla redazione, e magari piove. Considerazioni che mi galleggiavano nel cervello ieri sera quando in sella ad uno scooterone tentavo di districarmi in una Milano ormai trasformata in palude. No, cara mamma, il vero pericolo sta qui, nei vicoli della città dove ormai il traffico anarchico la fa da padrone. E quando piove la vita diventa impossibile. Non capisco perché la pioggia sia in grado di scatenare un tale inferno. Pare che quando il fondo è bagnato, la gente disimpari automaticamente a guidare e non ci siano più regole. Casualmente le gocce diluiscono anche i controllori, i vigili quando piove diminuiscono di numero (ma dove sono?). E quindi è tutto un festival di semafori rossi, mancate precedenze, pedoni che scattano come centometristi davanti alle ruote. Piove! Mica mi posso bagnare! E che caspita! Quando gli fai notare che apparire come Casper davanti a una moto sul pavè è piuttosto pericoloso, non solo per il motociclista ma anche per lui, ti copre di insulti. Tutti hanno fretta, tutti scattano, scartano, inchiodano. Le peggiori (non abbiatene a male) sono le donne. Nel senso che si sono incattivite ai limiti dell’impossibile. Ieri una a momenti mi porta via un ginocchio per guadagnare un centimetro (era in fila) mi giro, la guardo e lei mi fa un gestaccio ma come… dov’è finito il gentil sesso? Un’altra con il gippone d’ordinanza e adesivo "baby on board" ignora completamente lo stop e mi gira davanti e giù la frenatona sul pavé. Che fa venire i brividi peggio che la staccata del Mugello. Ma avrei altri mille esempi, e naturalmente non solo con le donne come protagonisti. Vogliamo parlare parlare del professionista con la BMW che mentre telefona, legge la Gazza, prende un paio d’appunti sul palmare spunta da una viuzza laterale costringendomi allo scarto del paletto manco fossi Tomba? Tutto questo, naturalmente mentre piove. Con questo non voglio ergermi a paladino dei moto-scooteristi, non è questo il punto, anche gli scooteristi, prima o poi diventano automobilisti, pedoni e viceversa. Il problema è che tutti nel traffico si fanno un po’ troppo gli affari propri pensando poco agli altri. Anche tra le 2 ruote ci sono quelli che ignorano l’esistenza della segnaletica (e sono tanti). Ma certo è che quando piove tra segnaletica orizzontale, rotaie, del tram, tombini da 3 metri quadri lucidi come specchi e altri trabocchetti sparsi ovunque la nostra vita di motards è davvero difficile. Altro che pista!! Lì mi pare di essere in una corazza! Facciamo autocritica, dai. Forse un po’ più di civiltà nel traffico non guasterebbe, forse dovremmo imparare dai colleghi europei del nord. Lì piove sempre, ma tutti attraversano sulle strisce, tutti si fermano alle strisce, tutti rispettano la segnaletica, tutto è più ordinato e sicuro, anche quando piove. Vabbé, mi darete del qualunquista, ma visto che questo è il mio spazio, avevo voglia di scriverlo. In fondo era solo per dirvi: quando piove state attenti e cercate di prevedere quello che un vostro comportamento può causare. Magari guideremo tutti più sereni. Avete degli esempi di malaguida? Scrivetecelo. Commenti
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