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Viste&Provate
Notizie correlate CITTADINA MODELLO Sicuri che, una volta srotolata la sigla SUV,
la U stia sempre per Utility? Dopo una lunga convivenza con la Rav4 a
tre porte, sorge infatti spontaneo il sospetto che nel suo caso la U possa stare per Urban.
La piccola tuttoterreno della Toyota si dimostra infatti
incredibilmente a suo agio tra le mura e i vicoli dei centri storici. Fuoristrada d’origine, ma cittadina d’adozione.
IN UN FAZZOLETTO Linea e dimensioni, tra l’altro sono di quelle che non stonano nel panorama urbano. Grazie a raggio di sterzata tanto contenuto da fare quasi invidia a un carrello del supermercato e all’ottima visibilità assicurata dalla posizione di guida rialzata, la Rav4 si lascia condurre sin dai primi metri con gran disinvoltura. Ogni manovra negli spazi stretti avviene con l’agilità di un trialista. Con una lunghezza massima che non arriva ai tre metri e novanta, questa Toyota si parcheggia in un fazzoletto, alla faccia della ruota di scorta montata sul portellone. FOTO DI GRUPPO Guardata in mezzo alla fila della altre auto, tra l’altro, non fa la figura del ripetente spilungone nella foto di classe delle medie. L’acquisto della Rav4 non varrà certo l’assegnazione della tessera di socio onorario di Legambiente ma al suo volante pare difficile urtare la sensibilità di chi vorrebbe le SUV esiliate lontano dalle metropoli. VOCE ROCA A confermare la vocazione urbana della Rav4 è anche il motore, un common rail sempre valido nonostante abbia qualche primavera sulle spalle. La sua dote migliore è senza dubbio la prontezza, dote che assicura partenze fulminee ai semafori, complice un cambio rapido, preciso e rapportato sul corto. La voce del turbodiesel nipponico è tuttavia un po’ roca, alla Fausto Leali, e finisce per disturbare un po’ quando si affrontano lunghi trasferimenti autostradali a velocità a costante. Niente di insopportabile, comunque, e facilmente mascherabile alzando un po’ il volume della radio. GUSTOLUNGO Se non si ha grande fretta, il massimo è però prendere il primo casello e avventurarsi lungo percorsi misti, dove la Rav4 a tre porte mostra di temere ben poche concorrenti. Il baricentro non troppo alto, gli sbalzi ridotti all’osso e lo sterzo abbastanza diretto permettono di disegnare le traiettorie con una precisione sconosciuta alle rivali a ruote artigliate e pure ad alcune berline. La tendenza ad allargare le traiettorie di muso è davvero minima e quando anche si mette alla prova la stabilità della coda non si registrano mai reazioni brusche o indurimenti dello sterzo. PRONTA A TUTTO Il tutto, tra l’altro, con un assetto che salvaguarda l’incolumità delle vertebre, tanto sullo sconnesso, quanto nel fuoristrada. Eh, già, tra curve e controcurve quasi ce lo si dimentica ma la Rav4 è e resta comunque un jolly pronto a lasciare la retta vita e a inerpicarsi su per sentieri impervi. La Toyota ha scelto una formula semplice, con trazione integrale permanente, differenziale centrale a giunto viscoso e ripartizione automatica della coppia tra i due assi. A chi guida è richiesto solo di scegliere la marcia giusta e di dare gas, indirizzando le ruote là dove serve: più facile di così… La semplicità non impone però alcuna rinuncia. Il sistema funziona a meraviglia: grazie al peso contenuto e agli angoli caratteristici favorevoli, anche senza marce ridotte si possono raggiungere con la Rav4 mete a prima vista impensabili. OUT OUT Il principale limite alla versatilità di questa Rav4 sta così nella sua struttura a tre porte, che esaltà sì l’agilità ma complica la vita a chi si vorrebbe muovere con passeggeri e bagagli al seguito. La zona posteriore dell’abitacolo ha dimensioni molto ridotte e consiglia di fare scelte piuttosto drastiche: o gli uni o gli altri devono restare a casa. Se si viaggia in quattro il bagagliaio ha infatti un volume utile di soli 175 litri, buoni solo se come meta si ha un villaggio di naturisti. CONTO SALATO A far storcere un po’ il naso è poi anche il listino prezzi, anche se ora che la sua carriera sta volgendo al termine (con l'arrivo del nuovo modello, tra l'altro, scomparirà la carrozzeria a tre porte) nelle concessionarie si strappano ottime condizioni. Promozioni a parte, per una Rav4.com Sol occorre stanziare come minimo 28.501 euro, che possono però diventare 34.051 se si aggiungono interno in pelle, tetto apribile, navigatore touch screen e cruise control. La dotazione sarà anche al top, con di serie pure il sistema vivavoce integrato Bluetooth, l’antifurto satellitare e un sensore d’impatto che avvisa una centrale operativa in caso d’incidente ma il conto resta salato. Meglio piuttosto puntare sulla versione base e non pensarci più. In ogni caso c'è comunque la consolazione che la Rav4 tiene il valore meglio ancora di come tiene l’asfalto. Commenti
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