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Day-by-day:  Maserati Quattroporte

Maserati Quattroporte
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Indecisi se prendere il mano il volante o lasciarlo all'autista? L'ammiraglia del Tridente soddisfa in entrambi i casi, a suo agio nei panni di sportiva e di berlina di rappresentanza. Un eccellente compromesso, che si paga però a caro prezzo...

Martedí, 08 Novembre 2005

Paolo Sardi

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A ME GLI OCCHI Sportiva a quattro porte o ammiraglia da corsa? E’ in questo sdoppiamento della personalità che sta tutta la Masarati Quattroporte, con i suoi (molti) pregi e suoi (pochi) difetti. D’altro canto il Tridente è legato a doppio filo a un’immagine sportiva e rinnegare le sue origini per confezionare una berlinona in stile petroliera sarebbe stato un delitto bello e buono. A vedere il successo che normalmente riscuote per strada e l’effetto ipnotico che suscita nei passanti, una simile doppiezza non disturba affatto l’osservatore, tutt’altro.

TRASVERSALE Quello che onestamente mi ha più colpito è l’interesse verso la Quattroporte anche dei più giovani. Scontato l’amore per la Maserati da chi ne ha vissuta l’epoca più gloriosa, sorprende che a fare capannello ogni volta che si parcheggia ci siano anche frotte di teenager con jeans d’ordinanza a vita ultrabassa e ragazzini con la cartella in spalla. D’altronde la linea non è di quelle che passano inosservate, anche solo per questioni dimensionali: con una lunghezza di 505 cm la Quattroporte invade il campo visivo molto più di altre berlinone.

PROFILO MIGLIORE L’elemento più riuscito è senza dubbio il frontale chilometrico, vagamente ispirato a quello di un’antenata, la 3.500 GT, con la mascherona a listelli cromati che si sporge in avanti rispetto alla zona dei fari. Meno fascino ha invece la coda. Sarà forse per il fatto che la grafica dei fanali si ritrova anche sulla Kia Rio, fatto sta che gli occhi si soffermano volentieri solo sulla doppia coppia di terminali di scarico che spuntano dal paraurti.

LAVORO DURO Estetica a parte, la Quattroporte è una double face che si può giudicare con diversi metri di valutazione, a seconda del ruolo che si assume: da autista o da pilota (tra i due la differenza c’è, eccome…), oppure da passeggero. Tra tutti, il primo è sicuramente quello che apprezza di meno questa Maserati. Già nei primi metri l’ammiraglia del Tridente fa ben poco per mettere a suo agio chi lavora con il volante tra le mani, rendendo difficile capire gli esatti ingombri, specie nella parte anteriore. Per quanto si cerchi di essere prudenti e di restare a distanza di sicurezza, il muso è sempre più lungo di quel che sembra. Anche parafanghi e passaruota sono spallatissimi è conviene far bene l’occhio prima di avventurarsi a fare la barba a qualche muro.

IN SINTONIA All’autista resta sicuramente indigesto pure il vano bagagli. Il suo volume non è eccezionale e complica non poco la vita a chi deve incastrare le valigie dei passeggeri senza avere conseguito un master in Tetris. Meno complicato di quel che appare è invece il rapporto con il cambio robotizzato DuoSelect a sei marce con funzione automatica. La levetta sul tunnel serve solo per decidere se si vuole marciare in avanti o indietro e anche le levette al volante per la selezione manuale delle marce possono essere scordate, dando piena delega al chip. Dopo un breve apprendistato, si entra in sintonia con il pedale dell’acceleratore e, accarezzandolo a dovere, si riesce a far fare all’elettronica tutto quello che si desidera, con cambiate dolci e puntuali.

A 32 DENTI Se non fosse per il fatto che le levette sono solidali al piantone anziché al volante e costringono talvolta a muovere le mani dalla corona nel misto, il cambio strapperebbe un sorriso a 32 denti anche a chi si toglie il berretto con visiera e indossa guantini bucherellati. Ai regimi più elevati le cambiate si fanno secche e decise, senza esitazioni, anche se è sempre meglio inserire escludere la selezione automatica delle marce con l’apposito tasto accanto allo schermo del navigatore per evitare passaggi indesiderati da un rapporto all’altro.

FA LA DURA Un altro bottoncino magico è quello sottostante, che attiva la modalità Sport riducendo i tempi di cambiata e agisce sul sistema Skyhook, che irrigidisce gli ammortizzatori. In condizioni normali la Maserati adotta una taratura di compromesso ma quando si vuole passare dal trotto al galoppo è meglio avere un assetto più duro, a costo anche di dover sopportare qualche scossone in più e qualche cigolio dalla componentistica.

MANEGGIARE CON CURA Conviene invece andare cauti con un altro tasto, quello che esclude il controllo elettronico della stabilità MSP. I limiti di tenuta sono molto elevati, la distribuzione dei pesi è quasi ottimale, con il motore leggermente arretrato rispetto all’asse anteriore ma, viste le potenze in gioco, è bene che i meno esperti di trazioni posteriori mettano la borse del ghiaccio sui bollenti spiriti. Specialmente quando il fondo si fa infido e bagnato, con l’elettronica a riposo, la scodata è sempre in agguato.

CRESCENDO ROSSINIANO Il V8 4.2, nelle cui vene scorre anche sangue Ferrari, è una vera forza della natura. Nonostante la Quattroporte non sia un peso piuma, con i suoi 1.860 kg a secco, assicura prestazioni degne delle sportive più accreditate. I numeri salienti parlano di 400 cv, di 451 Nm, di 5,2 secondi nello 0-100 km/h e di una punta velocistica di 275 km/h. Il suo crescendo è rossiniano, con una progressione che pare interminabile. La zona rossa, che pur si trova a 7.500 giri, viene raggiunta con facilità disarmante e in men che non si dica ci si ritrova a velocità da incenerimento della patente. Il tutto con una colonna sonora dal motore e dagli scarichi da brivido!

W LA SPOSA A chi è destinato al divano posteriore fa invece piacere scoprire che oltre il 75% della coppia è disponibile già a 2.500 giri, a tutto vantaggio dell’elasticità e della fluidità di marcia. Gira e rigira, tra tutte le persone che si sono avvicendate sui sedili della Quattroporte durante la sua permanenza in redazione credo che i due più soddisfatti sono stati il fratello di un collega e gentile signora che ho accompagnato all’altare. Il loro giudizio entusiastico è stato un motivo in più per cedere a mia volta il volante e calarmi nei panni del Presidente Ciampi, un habituè del divano della Quattroporte. Ebbene, bravo chi riesce a dar loro torto! Dietro si viaggia in prima classe: lo spazio per le gambe abbonda, quello per la testa non manca e ci si sente coccolati da un ambiente lussuoso, circondati da pelle e legno. I pochi particolari in plastica dozzinale sono più che altro nella zona anteriore.

SCELTA DIFFICILE In conclusione, se si chiude un occhio sulle percorrenze medie, nell’ordine dei 5 km/litro, questa Maserati è un’auto da cui non ci si separa affatto volentieri. Resta tuttavia un solo dubbio. Quanti tra i potenziali clienti della Quattroporte preferiscono un compromesso di lusso come questo a due scelte ben distinte, con da una parte una berlina di rango e una sportiva "vere"? Provate per gioco a vedere nei listini quali accoppiate si realizzano con a disposizione 112.101 euro…


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Commenti

  1. 05-03-2006 22:08  Una vera automobile a trazione posteriore - Salvatore
  2. 23-01-2006 22:55  maserati e ferrari - DAVE
  3. 16-12-2005 22:53  io ce l'ho - luca
  4. 25-11-2005 17:26  Vabbè, vabbè, vabbè... - Federico B.
  5. 25-11-2005 14:33  vabbè vabbè - Massimo M.
  6. 25-11-2005 11:20  Vabbè... - Federico B.
  7. 25-11-2005 08:34  FURBASTRO DI FEDERICO RACCONTALA TUTTA !! - Massimo M.
  8. 24-11-2005 16:33  x Marione - Federico B.
  9. 23-11-2005 21:26  X Federico B - MARIONE
  10. 23-11-2005 19:51  un sogno da una mille notte - zorro
  11. 23-11-2005 17:48  Tutto vero... - Federico B.
  12. 23-11-2005 17:20  Per Federico B. - simonev6
  13. 23-11-2005 12:19  PRECISAZIONE - Massimo M.
  14. 22-11-2005 18:42  x SimoneV6 - Federico B.
  15. 22-11-2005 18:25  x Massimo - Federico B.
  16. 22-11-2005 17:28  censurato ;) - Massimo M.
  17. 22-11-2005 14:39  x Federico B - Massimo M.
  18. 22-11-2005 14:36  Per MARIONE - simonev6
  19. 22-11-2005 14:06  X Massimo - Federico B.
  20. 22-11-2005 11:37  x Federico B - Massimo M.
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