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Crash test

Le norme Euro NCAP

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Mercoledí, 01 Agosto 2001

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L’auto si avvicina con una velocità di 64 km/h alla barriera fissa. L’impatto è violentissimo e la vettura si gira su se stessa di 75°, perché l’urto ha interessato solo il 40% della sezione frontale dalla parte del guidatore. Il tutto dura 200 millesimi di secondo, ma è altamente spettacolare nella sua violenza. Nulla di macabro, è solo una prova di urto, il cosiddetto crash test, organizzato periodicamente dall’ente Euro NCAP.

Questa organizzazione, è divenuta famosa negli ultimi anni in Europa per avere impresso una grande accelerazione nel processo di sensibilizzazione sulla sicurezza delle vetture in caso di urto, la cosiddetta sicurezza passiva.

Fondato nel 1997, fanno parte di Euro NCAP (European New Car Assessment Program) la Commissione Europea, la FIA, Federazione Internazionale dell’Auto, i ministeri dei trasporti inglese, tedesco, danese e francese, l’automobile club tedesco, ADAC, e le maggiori associazioni europee a difesa dei consumatori. Si tratta dunque di un consorzio no profit costituito da grandi enti nazionali i quali, unendo le loro notevoli forze, hanno creato un’organizzazione super partes con l’obiettivo di condurre crash test per verificare la sicurezza passiva delle attuali autovetture. Dare, cioè, una garanzia ai consumatori diversa dalle promesse, normalmente non verificabili, fatte dai costruttori.

Dal ’97 sono state ben sei le sessioni di prove approntare da Euro NCAP per analizzare quasi tutti i segmenti del mercato europeo, dalle citycar, alle compatte, alle berline medie e grandi, ai monovolume small e full size. L’influenza e la risonanza che questi test hanno ormai in tutta Europa sta avendo grossi riflessi anche sul miglioramento della sicurezza delle vetture stesse. I costruttori sono passati da un atteggiamento iniziale di grande ostilità nei confronti di Euro NCAP, a un atteggiamento totalmente collaborativo.

Se, per esempio, una vettura sottoposta a crash test offre risultati non soddisfacenti (a patto che il costruttore sia disposto a mettere per iscritto che le modifiche apportate alla vettura saranno trasferite anche a tutte le vetture di produzione) Euro NCAP ripete il crash test e prende per buoni i risultati dei veicoli modificati. Oggi, per i costruttori, questi test sono diventati addirittura lo standard a cui fare riferimento durante lo sviluppo di una vettura.

Sì, perché i crash Euro NCAP sono più severi di quelli imposti dalle norme europee d’omologazione. Queste ultime prescrivono che tutte le vetture nuove (immesse sul mercato dopo l’ottobre 1998) debbano superare una prova di impatto frontale e una laterale. La prima avviene contro una barriera deformabile alla velocità di 50 km/h e interessa solo il 40% della sezione frontale della vettura. Nel crash laterale, l’auto subisce uno scontro con uno speciale carrello che procede sempre a 50 km/h. Per superare queste prove, le sollecitazioni sui sofisticati manichini impiegati non devono superare i valori ritenuti pericolosi per l’uomo.

Ebbene, per rendere più verosimili i risultati gli esperti del Tansport Research Laboratory inglese, dove vengono materialmente eseguiti i test, hanno ritenuto di portare la velocità d’impatto frontale da 50 a 64 km/h, un valore in assoluto molto impegnativo per le scocche, ma anche un valore molto comune soprattutto negli incidenti cittadini, i più numerosi in assoluto. Inoltre Euro NCAP ha aggiunto ai normali crash frontale e laterale, anche le rilevazioni sulla sicurezza offerta ai bambini che occupino gli appositi seggiolini di sicurezza.

Per quanto riguarda i criteri dei test, le auto vengono acquistate anonimamente da Euro NCAP scegliendo il modello più venduto e la cilindrata più popolare del singolo modello. Le dotazioni di sicurezza vengono limitate a quelle di serie in tutti i paesi dell’Unione. Durante i test i sofisticati manichini umanoidi, dal costo di 250 milioni di lire l’uno, registrano tutti i dati di accelerazioni e forze subite e tutto viene accuratamente fotografato e ripreso.

Dopo le collisioni, i veicoli sono minuziosamente misurati ed esaminati dai tecnici attraverso le complesse apparecchiature di rilevazione installate a bordo delle vetture. I dati ricavati vengono elaborati e viene poi espresso un giudizio finale, comprensivo di tutte le prove citate. Come si può vedere, questi test sono uno strumento straordinariamente utile e unico per valutare la sicurezza in caso d’incidente delle attuali auto, spesso forieri di risultati clamorosi.

Massimo Buccomino
15 marzo 2001


  
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