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Confronti

Hyundai
Santa Fe vs
Mercedes ML

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Una costa il doppio dell’altra; una ha un blasone storico e l’altra è una "coreana"; una ha uno stile teutonico e l’altra uno stile esotico; una ha un moderno motore turbodiesel e l’altra un corposo V6 a benzina. In comune hanno principalmente l’etichetta di SUV, e poco altro. Perché metterle a confronto? Per capire se val davvero la pena spendere due volte tanto...

Mercoledí, 01 Agosto 2001

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LE SFIDANTI Da un lato la cromatissima stella Mercedes, dall’altro l’altrettanto cromata ma meno abbacinante H di Hyundai. Da un lato la cubica forma della ML, dall’altro le sinuose e stravaganti forme della Santa Fe. Due auto che sembrerebbero lontane anni luce una dall’altra, e che invece alla voce carattere e a quella prestazioni non escludono un confronto neanche poi così azzardato. Certo, guardando i prezzi la differenza diventa abissale. La Mercedes ML 270 CDI, oggetto della prova, costa difatti 87 milioni e mezzo. Per assicurarsi la top di gamma della Hyundai Santa Fe, la 2.7 V6, occorrono 54 milioni 792 mila lire, e non mancano gli interni in pelle, i cerchi in lega, il cambio automatico, l’autoradio con cd, i vetri posteriori oscurati… A pari equipaggiamento la ML 270 CDI supera i 100 milioni di lire.

COME UN TREDICI AL TOTOCALCIO Sì avete letto bene. Quasi il doppio: cioè 45 milioni in più. Sapete quante cose si fanno con 45 milioni? Si compera, per esempio, una VW Golf GTI da usare tutti i giorni nel traffico cittadino. Oppure un box per racchiudere la SUV al sicuro. O ancora un motoscafo per abbronzarsi d’estate al mare, unito a un carrello da attaccare alla 4x4. Senza dimenticare i 302 pieni di super senza piombo, unica differenza sostanziale tra le due protagoniste del confronto, una a benzina (la coreana), l’altra a gasolio (la tedesca), per percorrere 172 mila km (considerando una media di 25 mila km l’anno), garantiscono 7 anni di totale mobilità. Non siete ancora soddisfatti? Ok. Allora pensate a un’altra Santa Fe, questa volta turbodiesel (comprandone due un po’ di sconto è da mettere in preventivo) da lasciare posteggiata nel garage della casa di montagna...

LA QUALITÀ Va detto, che la ML è un caso un po’ atipico nella produzione Mercedes: prodotta a Tuscaloosa, in Alabama, è una Suv pensata per il mercato USA, dove le auto sono ancora considerate al pari degli elettrodomestici e alle menate sulla qualità delle plastichine che si fanno in Europa si sostituiscono considerazioni più pratiche tipo: ci sta la motoslitta nel bagagliaio? Va detto, altresì, che la ML anche negli States costa di più rispetto ai prodotti locali: si vede che anche aldilà dell’Atlantico la Stella fa standing. Resta il fatto che la Hyundai, disegnata in California, e si vede, non ha nulla da invidiare alla concorrente per qualità dei materiali, delle finiture, dei montaggi e, anzi, forse potrebbe fare da riferimento per alcune plastiche utilizzate. La ML provata montava poi il bel tetto a lamelle quasi interamente apribile: diamo a questo accessorio la colpa di sinistri scricchiolii in coda a ogni torsione del telaio…

IL COMFORT Sarà sempre colpa del tetto apribile, ma la ML si è rivelata davvero troppo rumorosa aerodinamicamente in velocità, davvero troppo rispetto al prezzo e al blasone. Oltre i 170-180 km/h si verifica inoltre uno spiacevole inconveniente, soprattutto negli avvallamenti, con le porte anteriori che tendono ad aprirsi in alto producendo sibili e spifferi davvero poco confortanti. Ben isolato, invece, l’ottimo turbodiesel. La coreana con la bocca da luccio, invece, ha un buon grado di comfort aerodinamico e meccanico, e si conversa tranquillamente anche a velocità da autobahn germanica.

IL PIACERE DI GUIDA Molto alta, con il baricentro elevato e le sospensioni morbide: affrontare le curve con entusiasmo a bordo della ML non è il massimo. Un bell’assetto sportivo, che comporta però l’addio definitivo alle mulattiere, potrebbe migliorare la situazione.Decisamente più facile e divertente è la sinuosa Hyundai. Al volante, sembra di guidare una station wagon: ben assettata, sempre ben parallela al terreno senza dondolamenti fastidiosi, la Santa Fe si guida con verve sportiva anche sulle strade di montagna dove, invece, qualche attenzione richiedono i freni, abbastanza inclini ad affaticarsi se ci si lascia prendere la mano.

I MOTORI Degno di nota di Mercedes è, invece, il motore CDI: potente quanto basta per muovere allegramente i 2045 kg teutonici, abbinato a un bel cambio automatico con il comando sequenziale. Ha una particolarità molto intelligente: per selezionare manualmente le marce si sposta semplicemente la leva a destra e a sinistra in posizione D, senza dover selezionare un’altra griglia o un altro binario in cui far scorrere la leva come per la maggior parte degli automatici con comando manuale.
Passando alla concorrente asiatica, il motorone V6 dà quasi le soddisfazioni, anche acustiche, di un V8, con una buona spinta ai bassissimi regimi, un momento di vuoto ai regimi intermedi e un colpo di coda finale quando sale di giri. Il cambio automatico, ottimo se si guida rilassati, consiglia l’uso manuale se si ha fretta, per evitare dei quarta prima imbarazzanti nei sorpassi dovuti alla propensione a scalare rapidamente le marce se si affonda sul gas.

LA PRATICITÀ Guidare e posteggiare un’auto che va a ruba (in tutti i sensi) può creare fastidio: le stelle sono ambite dai manolesta quanto i Rolex, mentre sulle Hyundai la casistica dei furti è decisamente incoraggiante. Se con la tedesca la ricerca del posteggio sicuro è quasi indispensabile, la coreana trascorre tranquilla la notte in strada, con buona pace del proprietario.

Massimo Guadagno
1° giugno 2001

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