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Confronti

Toyota Yaris T-Sport vs VW Lupo Gti

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Il piccolo genio diventa cattivo e lancia una sfida niente meno che alla piccola belva tedesca erede (in miniatura) della mitica tradizione delle GTI. Chi vincerà il match? A guardia alta e con i pugni chiusi le due baby sportive si sferrano colpi micidiali in tutti i campi. Mettendo in luce spiriti differenti e grandi qualità, con la sorpresa della asiatica che vince ma solo di misura.

Lunedí, 12 Novembre 2001

David  Giudici

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È meglio lasciarsi sedurre dal fascino di quelle tre magiche lettere, GTI, che hanno scritto la storia delle berline compatte dal carattere aggressivo, oppure far prevalere la propria vena razionale e optare per l’auto piccolo genio per eccellenza nella versione con i muscoli in vista? Per chi è a caccia di emozioni in formato under 4 metri, la scelta, va detto, non è niente facile. Nelle ricca panoramica offerta dal mercato abbiamo scelto due tra le più recenti e significative esponenti della categoria. Che, pur differenti per molti aspetti, sono tra le più ambite dal pubblico dei giovani e non solo. Sia la Toyota Yaris T Sport sia la VW Lupo GTI hanno verve da vendere: la prima è la variante messa giù da corsa dell’intelligente best seller della Casa giapponese, la seconda raccoglie il testimone ideale dalle mani della indimenticabile Golf GTI prima serie. E, almeno sulla carta, di grinta ne ha davvero da vendere.

L’ABITO FA IL MONACO Su una cosa potete stare certi. Se la vostra compatta "cattiva" deve essere la compagna di viaggio quotidiana della vostra lei, preferite il look un po’ più sobrio della giapponesina. Che rispetto alle versioni addomesticate della gamma (1.0 e 1.3) mette in luce soltanto un trucco leggero. Riassumibile con la grande bocca ricavata nel fascione anteriore, le griglie tipo racing, i cerchietti cattivi (da 15" a sei razze e con scarpe 185/55), le minigonne e l’assetto più basso. La piccina di Wolsfburg, invece, ha un aspetto decisamente più arrabbiato. Tolto il mascara delle versioni dedicate a sedurre soprattutto lei, ecco i guantoni e la guardia per far capire di che pasta è fatta. E allora, qui, non bastano i cerchietti (da 15" a sei razze ma con dei più massicci 205/45 15). E allora ecco una presa d’aria nel fascione che fa invidia a un tombino di Manhattan, le pinze rosso fuoco dei freni (stessa tinta scelta per le cinture di sicurezza), i fascioni muscoluti e, dulcis in fundo, ecco il doppio scarico che domina nella zona posteriore. Possibilità di piacere a lei? Una su un milione... Yaris-Lupo 1-0.

QUESTIONE DI DNA Le cose cambiano profondamente una volta varcata la soglia dell’abitacolo delle due piccole tutto pepe. Da brava teutonica con passaporto timbrato a Wolfsburg, la Lupo mette in luce una precisione di assemblaggio, un ordine e un montaggio (quasi) inappuntabile. Trovare una vite a vista è come cercare un ago in un pagliaio, le plastiche sono di qualità superiore, i sedili sono ben fatti, eppoi l’illuminazione della strumentazione "dipinta di blu" e le luci rosse sulla consolle, danno un tocco di raffinatezza all’ambiente e ricorda le altre blasonate componenti di famiglia. La Yaris, in questo capitolo, prende qualche punto di distanza. Le plastiche hanno un look più croccante, le viti si avvistano come chiodini in un bosco d’autunno, e i profilini in simil carbonio vorrebbero essere d’impatto, ma sembrano aggiunte posticce. Dunque, Yaris-Lupo 1-1.

SCOPONE O PALLAVOLO? Quanto allo spazio a disposizione all’interno la lotta è abbastanza impari. Per cominciare, la tedeschina nella versione palestrata perde la possibilità di essere allestita in configurazione a 5 posti (sulle altre versioni della gamma il divano a tre posti è optional a 217 mila lire). Inoltre, il bagagliaio di 130 litri è di dimensioni extra small (persino la BMW Z3 ha un vano più capiente) tanto da creare qualche difficoltà persino al momento di caricare i sacchetti della spesa al supermarket. Le cose migliorano ripiegando uno o entrambi gli schienali: ma una zingarata in quattro all’Esselunga è una missione impossibile. Di ben altra dimensione è il pianeta Yaris. Dentro, all’occorrenza, c’è posto anche per cinque adulti, il bagagliaio di 205 litri assicura spazio a sufficienza per i borsoni del weekend e diventa grande come quello di una station ripiegando gli schienali posteriori. Ancora un gol di vantaggio per la giapponesina, dunque.

PARI E PATTA Un punto a testa, al capitolo propulsori, perché la baby GTI di Germania si rivela meno entusiasmante di quanto ci si aspetterebbe. Il bialbero 1.6 16V da 125 cv (152 Nm di coppia a 3000 giri) sulla carta ha infatti numeri ben più accattivanti del 1.5 16v della giapponesina forte di 106 cv (la coppia massima è di 145 Nm a 4200 giri) e della fasatura variabile VVT-I, che rende però più progressiva l’erogazione. Analizzando le mere cifre, i dati dichiarati dalle Case accreditano la Lupo di una velocità massima di 206 km/h contro i 180 della giap. Nello scatto da ferma è ancora la piccola VW a tagliare per prima il traguardo con un vantaggio di 7 decimi di secondo (8,3 contro 9,0). Differenze che però risultano più visibili sulla carta che riscontrabili nella realtà, poiché nello scatto al semaforo è meno evidente il gap nelle prestazioni, almeno fino all’inserimento della terza marcia. Spinta a tutto gas, invece, la Lupo fatica a superare i 200 orari di tachimetro, mentre la Yaris non fatica a raggiungerli. Ma è la Lupo comunque la più veloce, anche se il motore dà il meglio di sé superati i 3000 giri. Entrambe le mini sportive si sono dimostrate assai morigerate nella sete di carburante; la Yaris in media percorre 14,5 km/l, la Lupo 14,3. Niente male per due piccole dall’animo corsaiolo. Peccato che la tedesca paghi il serbatoio piccolo (35 litri contro i 45 della Toyota) con più frequenti soste per il pitstop: in autostrada, dandoci un po’ dentro, anche ogni 340 chilometri.


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