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Le Nostre prove Notizie correlate MANO LEGGERA Come detto già all’epoca della prima presentazione a Parigi, anche il genio nel suo piccolo s’inc…attivisce. Dopo la prova su strada, però, si può aggiungere che quando lo fa, non arriva mai all’eccesso. E’ questa in estrema sintesi la fotografia della nuova versione TS, che va diritta e filata al vertice della gamma Yaris. Il senso della sigla è presto spiegato: TS sta per Toyota Sport. In questo caso, però, gli ingegneri hanno usato la mano leggera, sia per rifare il trucco alla carrozzeria, sia sul fronte della meccanica. IN INCOGNITO La Yaris TS si riconosce dalle sorelle tutte casa e famiglia soprattutto per i paraurti maggiorati, per le minigonne e per lo spoiler che orna il lunotto. A fare da contorno ci sono inoltre i cerchi da 17" con pneumatici ribassati 205/45, il terminale di scarico maggiorato, la mascherina a nido d’ape e le luci organizzate in modo diverso dal solito. Nulla però di troppo vistoso e che faccia storcere il naso anche a chi fa dell’understatement il suo credo. SOPRATTUTTO CONFERME L’abitacolo è sulla stessa lunghezza d’onda. Le novità sono rappresentate dai sedili sportivi e più avvolgenti, da una nuova grafica per la strumentazione color ambra e dal volante in pelle. Per il resto sono straconfermate la plancia con il cruscotto al centro, l’esile consolle con le manopole di comando sistemate in verticale e il pratico divano posteriore scorrevole, che fa della Yaris una tra le piccole più versatili in circolazione. LINEA RETTA Il cuore della TS è interamente nuovo. Si tratta di un 1.800 a benzina che sfrutta il raffinato sistema di fasatura variabile delle valvole Dual VVT-i. La potenza massima dichiarata è di 133 cv a 6.000 giri, mentre a 4.400 giri viene raggiunto il picco di coppia di 173 Nm. La Toyota afferma almeno che il 90% di questi è sempre disponibile tra i 2.000 e i 6.000 giri e nella guida questo dato viene confermato dalla notevole linearità dell’erogazione. NON MORDE Il motore giapponese difetta di un po’ grinta ai bassi regimi. Con le severe norme antinquinamento e con i pesi delle auto di oggi sarebbe sbagliato fare paragoni con le macchine del passato (come per esempio la Peugeot 205 GTI 1.9, che nostalgia…) ma viste le dimensioni compatte (la TS misura 380 cm, 5 in più delle Yaris vulgaris) e la cavalleria dichiarata sarebbe comunque lecito aspettarsi risposte più vivaci quando si affonda il piede sull’acceleratore. Alla Toyota si giustificano e dichiarano di aver volutamente scartato la formula della piccola sputafuoco in favore di quella della sportivetta buona anche per un intenso uso quotidiano. MANO ALLA LEVA Prese per buone le loro parole, non si può dire che non abbiano raggiunto l’obiettivo. Il 1.800 VVT-i marcia liscio come l’olio fino a quando la lancetta bussa alla zona rossa del contagiri, ben supportato da un cambio a cinque marce svelto e piuttosto preciso. E’ a quest’ultimo che conviene affidarsi per chiudere i sorpassi con maggior sicurezza e per tenere il regime sopra quota 4.000 quando si vuole viaggiare davvero spediti. In ogni caso, i 9,3 secondi necessari per passare da 0 a 100 km/h e i 194 km/h di velocità massima strappano un’ampia sufficienza, mentre la percorrenza media di 13,9 km/litro è un risultato che mette la Yaris tra le prime della classe. LA GATTA I tecnici nipponici hanno messo mano anche al telaio, adeguato alle prestazioni della TS. L’assetto è ribassato di 8 mm rispetto allo standard, gli ammortizzatori hanno una taratura più consistente e la barra stabilizzatrice anteriore aumenta di diametro. I frutti di questo lavoro e dell’adozione di uno sterzo più diretto vengono fuori nel misto, dove questa Yaris si dimostra agile come un gatto. Complici gli sbalzi ridotti, la generosa gommatura e s’infila nelle curve con rapidità e danza veloce nelle chicane… ehm… nelle rotonde. I controlli elettronici della trazione TRC e della stabilità VSC vigilano sempre sulla Yaris e intervengono (a volte anche troppo tempestivamente) a raffreddare i bollenti spiriti del pilota e a impedire che… il gatto scodinzoli. CI VUOLE ORECCHIO Le sospensioni non sono troppo dure e anche sullo sconnesso non c’è rischio che le vertebre suonino come la coda di un serpente a sonagli. Anche se non sono il suo habitat naturale, la Yaris TS esce a testa alta anche dai rettilinei dell’autostrada. Rattoppi e avvallamenti affrontati in velocità sono superati con disinvoltura e solo una certa rumorosità di fondo turba la quiete nei lunghi viaggi. NASCE RICCA Oltre al VSC e ai già citati cerchi da 17" in lega, fanno parte della dotazione di serie anche nove airbag, il climatizzatore automatico, i fendinebbia, il computer di bordo e la radio CD. Gli unici optional che possono far salire il conto di 16.200 euro per la Yaris TS tre porte e di 16.800 per la cinque porte sono così la vernice metallizzata (nera, grigia e blu, in alternativa al rosso), la chiave elettronica e i retrovisori riscaldabili. Commenti
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