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Le Nostre prove Notizie correlate COM’E’ Dal parto trigemino avuto dalla strana coppia costituita dalla Toyota e dal Gruppo PSA basta uno sguardo per capire che due gemelle, la Citroën C1 e la Peugeot 107, sono omozigoti mentre la terza, la Toyota Aygo, è eterozigote. Il ceppo etnico, insomma, è lo stesso ma la faccia, quella no. Passino le economie di scala e la divisione delle spese, magari con una cassa comune come quando si va in vacanza con gli amici, ma l’identità del marchio è sacra. Siamo pur sempre nell’età del marketing, no?! E così, a vederla vicino alle sorelline, si stenta quasi a credere che il papà sia lo stesso… DUE FRECCE A livello di carrozzeria, le parti in comune tra la Aygo e le sorelle si contano sulle dita di una mano. Giusto le porte anteriori e il parabrezza sarebbero intercambiabili con le due francesine, che invece, dal canto loro, potrebbero scambiarsi anche il portellone e le eventuali porte posteriori. Cosa curiosa, nonostante le origini asiatiche vorrebbero il contrario, la Toyota non è quella con gli occhi a mandorla, ruolo che spetta invece alla Peugeot. I fari della Aygo hanno infatti un disegno a freccia, neanche volessero richiamare l’attenzione sullo stemma a tre ellissi che campeggia in mezzo alla mascherina. SORRIDENTE Mentre le due francesi aprono la bocca come se stessero sbadigliando, la Toyota accenna appena un sorriso. I suoi paraurti hanno spigoli più marcati, una caratteristica che si nota soprattutto in coda, dove balza alla vista anche il particolare disegno delle luci. Queste non si sviluppano in verticale ma nascono dall’intersezione di tre elementi circolari di diametro decrescente verso il centro. La loro forma è sottolineata da una curiosa bombatura della fiancata, che, nella versione a cinque porte, ha i passaruota e i montanti ben definiti e non incorporati nella porta posteriore come sulla C1 e sulla 107. SI E’ RISTRETTA Metro alla mano, la Toyota fa registrare anche le dimensioni più contenute. La sua lunghezza è di 3.405 mm contro i 3.430 delle due francesi, mentre le larghezze sono rispettivamente di 1.615 e 1.630 mm. Le differenze dipendono tutte dal diverso profilo dei passaruota e dei fascioni paracolpi, così che alla fine la capacità di carico coincide (139 litri) e uguale è pure lo spazio disponibile a bordo. A BRACCETTO Per gli arredi, la Toyota ha scelto di lavorare a braccetto con il Gruppo PSA. Le plance della Aygo, della 107 e della C1 hanno dunque lo stesso disegno pulito e lineare, in cui il cerchio fa da leit-motiv. Tondi sono infatti le bocchette dell’aria e il grande tachimetro, montato direttamente sul piantone dello sterzo. Dove però la collaborazione con i partner dà i suoi maggiori frutti è lontano dalla vista. Il pianale della Aygo non è diverso da quelli francesi, con sospensioni anteriori tipo McPherson e posteriori a ruote interconnesse, che sorreggono ruote da 14 pollici con pneumatici 155/65. Identici sono pure i freni, a dischi ventilati davanti e a tamburo dietro. PARTE DA MILLE Al lancio, fissato per la fine dell’estate (ma 500 Aygo saranno sulle strade italiane per un pre-lancio già a giugno), la Aygo sarà a listino con un solo motore. E’ un mille a tre cilindri con nelle vene sangue giapponese che eroga 68 cv a 6.000 e 98 Nm di coppia a 3.600 giri, abbinabile a un cambio manuale o a uno robotizzato M-MT, entrambi a cinque marce. La velocità massima è di 157 km/h, il tempo impiegato per passare da 0 a 100 km/h è di 14,2 secondi e il consumo medio è di 4,6 litri ogni 100 km. In un secondo momento e cioè nei primi mesi del 2006, arriverà anche un diesel 1.400 di origine francese dotato di 54 cv. DOUBLE FACE La gamma ruoterà probabilmente attorno a due versioni, "base" e Sol. Il loro equipaggiamento standard è ancora in via di definizione ma già si sa che nell’elenco dei gadget disponibili ci sono anche accessori di pregio, come un raffinato impianto stereo compatibile con un lettore esterno di Mp3. Non mancheranno anche pacchetti di accessori a tema (sport, audio, viaggio e mobilità) che consentiranno di personalizzare a piacere la Aygo. Resta infine da sciogliere pure il delicato nodo dei prezzi, anche se si può ipotizzare un prezzo d’attacco tra 9.000 e 10.000 euro.
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