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Le Nostre prove Notizie correlate FATTORE CAMPO Dove potevano fare la presentazione della
nuova Ibiza gli uomini Seat? A Ibiza, naturalmente! Alla faccia dell’originalità e per
l’invidia di quelli della Saturn… Battute a parte, la quarta generazione
della best-seller Seat (le tre precedenti hanno totalizzato quasi quattro
milioni di esemplari) debutta sfruttando il fattore campo, lo stesso che
verrà buono tra alcuni giorni, quando ci sarà la prima uscita pubblica ufficiale
al Salone di Madrid.
INCROCIO MAGICO La fantasia che non è servita nella scelta della location, la Casa spagnola l’ha invece tirata fuori nel definire la linea della nuova Ibiza. Se la sagoma è piuttosto tradizionale, con un taglio a due volumi dalle proporzioni classiche, qua e là, lungo la carrozzeria, abbondano i tratti inediti. Il principale segno distintivo è la triplice nervatura che segna la fiancata, creando un gioco di superfici molto particolare. Qualcosa del genere dovrebbe essere una sorta di leit motiv delle Seat prossime venture ed era stato anticipato a Ginevra, dalla concept Bocanegra, da cui arrivano anche altri tratti somatici. OCCHI DI GATTO Il riferimento è ai fari, che hanno una forma appuntita e che danno origine a un motivo a V molto personale, che scende fino a inglobare la presa d’aria centrale. La soluzione ha un che di felino e ricorda anche la forma di una freccia, tanto dal giustificare l’uso, da parte della Casa, della definizione di Arrow Design. Chi vedesse nella Ibiza qualche richiamo alle ultime Lamborghini lo dica tranquillamente, che non rischia di essere portato via con la camicia di forza. In queste linee c’è infatti lo zampino di Luc Donckerwolke, ora a capo dello stile Seat ma in passato "prima matita" del Toro di Sant’Agata. UNA TAGLIA IN PIU’ Così come le principali rivali, anche l’ultima Ibiza mette su una taglia rispetto al vecchio modello (che resterà ancora a listino fino a tutto il 2009). A crescere è soprattutto la lunghezza (+99 mm), che ora è di 4.052 mm, mentre la larghezza e l’altezza restano quasi invariate, rispettivamente a 1.698 e 1.445 mm. Anche se i fianchi non si allargano, la base d’appoggio diventa più ampia, con le carreggiate anteriore e posteriore che mettono su nell’ordine 30 e 33 mm, diventando di 1.465 e 1.457 mm. Una stiracchiatina se la dà anche il passo (+7 mm), che ammonta a 2.469 mm. STRABISMO DI VENERE L’abitacolo si caratterizza invece per il taglio obliquo della plancia, interamente rivolta verso il pilota, e per una strumentazione affetta da un leggero strabismo di Venere, con la carenatura a binocolo degli indicatori divergente. Il passo avanti rispetto al passato si nota subito e si tocca anche con mano, con un pannello in morbido schiumato a dominare la scena da parte a parte. Per il resto le plastiche hanno un’aria solida e i vari comandi secondari hanno un look che conferma la parentela con il Gruppo Volkswagen. DIETA FERREA Questo legame è ancor più forte sottopelle. La Ibiza porta infatti al debutto una nuova piattaforma che sarà poi impiegata anche da altri modelli di marchi "cugini" nel segmento B. A caratterizzarla sono sospensioni anteriori tipo McPherson e posteriori a ruote interconnesse. La nuova ossatura fa di questa Seat un’auto di sana e robusta costituzione: la rigidità torsionale aumenta del 13%, mentre quella alla flessione del 10%. Il tutto è ottenuto tra l’altro a fronte di una diminuzione media di peso di circa 50 kg tra le varie versioni. TRE PER DUE Tornando ai legami con il Gruppo, la Ibiza adotta motori ben noti ai conoscitori dei listini di Volkswagen & Co. Al momento del lancio, fissato per il weekend del 7 e 8 giugno, il listino si articolerà attorno a cinque motori, tre a benzina e due a gasolio (con filtro per il particolato), tutti accomunati da un cambio manuale a cinque marce. Ad aprire le danze è il 1.200 a tre cilindri da 70 cv e 112 Nm (velocità massima 163 km/h, 0-100 in 15 secondi e percorrenza media di 16,9 km/litro), seguito dal 1.400 da 85 cv e 132 Nm (175 km/h, 12,2 secondi e 16,1 km/litro). Al top della gamma benzina c’è poi il 1.600 da 105 cv e 153 Nm (187 km/h, 10,5 secondi e 15,2 km/litro). La stessa potenza è erogata anche dal sempreverde 1.9 TDI a iniettore pompa, che dispone però di una coppia di 240 Nm (186 km/h, 10,6 secondi e 22,2 km/litro). Chiude il quadro il 1.400 TDI da 80 cv, le cui consegne inizieranno però in un secondo tempo. QUESTIONE DI STYLANCE Quanto agli allestimenti, la Seat
ne propone tre. Quello base si chiama Reference ed è proposto in
abbinamento con i motori 1.2, 1.4 e 1.4 TDI (a 11.610, 12.210 e 13.710
euro). La sua dotazione è minimal, con di serie giusto alzacristalli,
chiusura centralizzata, Abs e sedile di guida regolabile in altezza. La parte
del leone nella raccolta ordini dovrebbe farla così la versione Stylance,
ordinabile con i motori 1.2 (13.290 euro), 1.4 (13.890 euro),
1.4 TDI (15.390 euro) e 1.9 TDI (16.590 euro). In questo caso
diventano standard tra le altre cose il climatizzatore, il cruise
control, la radio CD, i fendinebbia con funzione luci di svolta e il
computer di bordo. Chiude l’elenco la variante Sport, con cerchi in
lega da 16", assetto e sedili sportivi, riservata ai motori da 105
cv, ovvero il 1.600 a benzina (15.460 euro) e il 1.900 TDI (17.360 euro), i
più potenti in attesa che siano introdotte,
come di norma, le
versioni FR e Cupra.
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