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Le Nostre prove TRE PER UNO Tutto in un colpo solo. Con la nuova Altea freetrack a
Seat sembra essere andata a scuola dalla Victorinox, la mitica casa svizzera dei
coltellini multiuso, visto che è riuscita a racchiudere in un solo corpo
l’anima di ben tre auto diverse: monovolume da famiglia, Suv
stradalizzata e berlina sportiveggiante. Roba da fare impallidire anche il
tre per due del supermercato dietro casa. L’auto multitask è servita.
PECORA NERA La freetrack mantiene la sagoma dell’Altea XL, nella cui famiglia borghese per bene viene a rappresentare una sorta di pecora nera, la classica parente scapestrata e giramondo. L’elemento che rende la freetrack riconoscibile anche da Mr Magoo sono i massicci paraurti di plastica grezza, che fanno il paio con le altrettanto vistose protezioni per i passaruota e per i sottoporta. I nuovi fascioni fanno aumentare leggermente la lunghezza di 26 mm, fino a un totale di 4.493 mm, mentre la larghezza è di 1.788 mm. SEMPRE PIU’ IN ALTO La dimensione che cresce in modo più evidente è però l’altezza, ora pari a 1.622 mm. La freetrack si solleva di 40 mm con l’adozione di molle più lunghe e di nuovi tamponi in gomma per le sospensioni. Il risultato è una luce a terra di 22,5 cm per l’asse anteriore e di 23,3 per quello posteriore, con l’Altea che sembra stare in punta di piedi sopra gli inediti cerchi da 17" gommati 225/50. Per il resto, l’allestimento freetrack si caratterizza esternamente per la presenza di fari fendinebbia, lavafari e vetri oscurati. DESTINO SEGNATO L’Altea freetrack è attesa nelle concessionarie a settembre a in tre versioni. Quella base, proposta a 25.390 euro, dovrebbe giocare un ruolo molto marginale nella raccolta ordini. E’ dotata di sola trazione anteriore ed è spinta dal due litri TDI da 140 cv e 320 Nm che fa da prezzemolo quasi tutti i modelli del gruppo Volkswagen. SOTTO C’E’ IL TRUCCO Le altre due freetrack non si accontentano di sfoggiare un look da off-road e adottano una trazione integrale permanente chiamata Total Traction 4 (TT4 per gli amici). Cuore del sistema è una frizione Haldex di seconda generazione, che trova posto assieme all’albero di trasmissione grazie a leggere modifiche al pianale. In condizioni normali tutta la coppia motrice va alle ruote anteriori ma in caso di necessità può esserne inviata fino al 50% a quelle posteriori. IMBARAZZO DELLA SCELTA Questo tipo di trazione si può avere con due motori, uno a gasolio e uno a benzina, entrambi con gli artigli ben affilati. A 30.350 euro, per i discepoli di Diesel c’è il TDI in configurazione però da 170 cv e 350 Nm. Abbinato a un cambio manuale a sei marce, permette alla freetrack di toccare i 204 km/h e di archiviare la pratica 0-100 in 8,7 secondi, accontentandosi di un litro di gasolio ogni 14,7 km. Più o meno allo stesso prezzo e cioè a 29.850 euro, per chi predilige invece i motori a benzina, c’è un altro grande classico della banca organi VW, ovvero il due litri turbo TSI da 200 cv e 280 Nm. Anche qui il cambio è un manuale a sei marce, mentre velocità massima, tempo di accelerazione e percorrenza media sono nell’ordine di 214 km/h, 7,5 secondi e 10,6 km/litro. VALUE FOR MONEY Se i prezzi sembrano un po’ salati è anche
perché le freetrack hanno una dotazione ricca. Tra le altre cose
sono standard il Climatronic bizona, la radio CD, i sensori pioggia e
di parcheggio posteriori, il cruise control, il controllo elettronico della
stabilità ESP e della trazione TCS, le tendine posteriori e sei
airbag. Inoltre, per le sole versioni a trazione integrale sono standard
anche il doppiofondo per il bagagliaio e il sistema d’intrattenimento per i
passeggeri posteriori con schermo TFT da 7" inserito nel portaoggetti
montato sul cielo dell’abitacolo, con tanto di presa per collegare riproduttori
audio e video. Tra gli optional si segnalano infine il navigatore satellitare e
i fari adattivi allo xeno.
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