|
Le Nostre prove Notizie correlate COM’E’ "Novantanove per cento di serietà, uno per cento di simpatia": la
nuova Twingo è tutta nel claim dello spot che accompagnerà il suo lancio. Le
foto della nostra gallery del resto sono eloquenti: la Twingo diventa adulta,
si fa più seria e formale e ripudia il passato. Butta al vento il vestitino
impertinente che ha indossato dal 1993, con tutto quello che ha rappresentato in
termini di simpatia e di originalità, e bada al sodo, alla praticità e alla
sicurezza di chi deve accontentare sia i giovani sia le famigliole, sia i
maschietti sia le femminucce.
DONNE AL VOLANTE… E’ il mercato a chiedere auto meno sbarazzine e più rassicuranti, sostengono in Renault. La praticità non mancava nemmeno alla vecchia Twingo, anzi, quanto a spazio interno e versatilità non la batteva nessuno (la Twingo è stata la prima auto ad avere il divanetto posteriore scorrevole) tanto è vero che il passo della nuova è solo di 2,7 cm più lungo (236,7cm in totale). A darle il colpo di grazia è stato in realtà il "sessismo" di certi mercati. Se la nuova Twingo è così "normale", al punto da fare fatica a riconoscere in lei la discendente di una icona degli Anni 90, la ragione è puramente legata alla sua femminilità. BISEX Piaceva quasi esclusivamente a signore e signorine, e per una Casa automobilistica non è concepibile dover rinunciare a priori alla clientela con i pantaloni, soprattutto in quei Paesi (in Spagna, per esempio) dove la connotazione femminile di un’auto esclude per partito preso la clientela dell’altro sesso. Da qui il nuovo look più sportivo, molto più anonimo di prima ma sicuramente più solido e capace di creare consensualità nella clientela di ambo i sessi. Avrà ugualmente successo? In Renault naturalmente ne sono convinti, anche perché il design non è tutto. CITYCAR? Conta anche la sicurezza. Nella prima Twingo, qualche riserva era sorta a causa di quel musetto troppo corto per trasmettere la necessaria tranquillità in caso di incidente. Con la nuova il problema non dovrebbe sussistere: la Twingo II cresce di 17 cm portando la lunghezza complessiva a 360cm, misura che la colloca al limite della categoria delle citycar. Le tre gemelline Aygo, C1 e 107, sono infatti lunghe 343cm, la Fiat Panda 354cm e la Kia Picanto 349,5cm. Ci si avvicina in pratica alla categoria superiore dove la Citroën C2 è lunga solo 7cm in più e la Suzuki Swift solo 9,5cm. Ma a tiro c’è addirittura la Toyota Yaris, lunga solo 15cm in più (375cm), che appartiene a un segmento ancora più alto. Il confronto vero sarà comunque con la Fiat 500 che di lunghezza misura 355cm. TRAPIANTO DI ORGANI Dimensioni, quelle della new Twingo, dettate anche dalla necessità di contenere i costi sfruttando le economie di scala: la base su cui è costruita non a caso è quella della Clio Storia, la versione precedente a quella attuale (Clio III). Una vettura ancora in produzione nello stabilimento sloveno di Novo Mesto, dove nasce anche la nuova Twingo, ancora molto richiesta in Italia per le misure più contenute rispetto alla nuova Clio, oltre ache per il suo attraente listino. Così come apprezzate sono le sue doti di affidabilità, di tenuta di strada e di comfort, tutte qualità trapiantate pari pari nella new Twingo. PIU’ SICURA Con il muso più lungo e il telaio della Clio II è cresciuta molto la sicurezza passiva, ma le dimensioni maggiorate (la Twingo II è larga 164,5 cm e alta 147cm, rispettivamente 1,5 e 5 cm in più della vecchia) probabilmente non basteranno per conquistare le 5 stelle nei crash test EuroNCAP. "Pas de problem" dicono sempre alla Régie: male che vada ne prenderà quattro, che sono pur sempre il massimo del punteggio nel segmento A. Questione di costi anche qui. Tuttavia alla new Twingo non manca nulla: dai freni a disco di 26 cm di diametro su tutte le ruote, all’ABS con assistenza alla frenata di emergenza e accensione automatica delle luci in caso di frenata violente, all’ESP (arriverà nei prossimi mesi), alla possibilità di montare fino a sei airbag, ai ganci Isofix sul sedile passeggero anteriore e sui due sedili posteriori. CALORE INTERNO Freddina fuori, la nuova Twingo si lascia andare un po’ di più all’interno, con un abitacolo leziosetto nel design realizzato però con plastiche croccanti ispirate al contenimento dei costi. L’ambiente interno è comunque allegro, dominato da una plancia in colori chiari movimentata da linee tonde sovrapposte e da un quadro strumenti centrale in rilievo e leggermente rivolto verso il pilota. Sotto la sua palpebra spicca il tachimetro circolare a cristalli liquidi e uno schermo con 18 spie. Sotto ancora trovano posto i comandi del condizionatore mentre su una consolle è sistemata la radio. VORACE E PRATICA Molte le bocchette di areazione e ampia la disponibilità di vani e cassetti, in grado di immagazzinare oggetti fino a un volume complessivo di 28 litri. Grazie ai sedili posteriori scorrevoli (hanno una notevole escursione longitudinale) anche il bagagliaio della Twingo II può essere ampliato a fisarmonica, passando da 165 a 285 litri. Se poi si ribaltano i sedili posteriori il volume aumenta fino a 959 litri. Nel caso poi serva spazio in lunghezza si può abbattere anche lo schienale del sedile anteriore destro per caricare oggetti lunghi due metri oppure per ottenerne un comodo tavolinetto. FRANCESISMI Abbondano i congegni multimediali, come l’Audio Connection Box per ascoltare brani dal proprio iPod e il comando vivavoce per utilizzare il proprio cellulare Bluetooth, e abbondano anche le personalizzazioni interne ed esterne. Personalizzazioni di gusto molto francese (spesso discutibili), come gli adesivi a motivi floreali da incollare sulla carrozzeria o come la serie di portaoggetti orientati al design con cui arredare l’abitacolo (dal tappetino verde antiscivolo per la plancia alla lampada Light-box da sistemare nel portalattine, al Make-up Box per truccarsi tra un rosso e l’altro). QUATTRO MOTORI Più concreta la proposta dei motori, tutti rispettosi dei criteri Eco2 Renault (vedi articolo) per la salvaguardia dell’ambiente: tre benzina e uno diesel. Nel primo caso la cilindrata è per tutti e tre di 1.2 litri, nel secondo di 1.5 litri. Il primo è un 8v da 60cv (43 kW) con 93 Nm a 2.500 giri, 154 km/h e una percorrenza media di 17,8 km/litro. Si passa poi al 1.2 16v da 75cv (56kW), con 107 Nm a 4.250 giri, 170 km/h e percorrenza di 17,5 km/litro, mentre per chi vuole esagerare c’è il 1.2 16v turbo da 100cv proposto solo sulla GT (74kW) con 145 Nm di coppia, 189 km/h (172 con il cambio robotizzato), un tempo di 9,8 sec nel 0-100 e consumi di 17 km/l. Per chi prevede di fare molti chilometri l’alternativa a gasolio è il 1.5 dCi da 65cv (47kW) a 3.750 giri, 160Nm a 1.900 giri, una percorrenza di 23,2 km/l e una produzione di CO2 di soli 113 g/km. PREZZO D’ATTACCO Sei gli allestimenti sulla carta, cinque quelli reali: difficilmente la versione Twingo base troverà consensi, salvo che per il prezzo (8.500 euro) a cui si potrebbero detrarre gli incentivi per la rottamazione. Troppo povera per attrarre. Si comincia a ragionare invece con la Confort che con 9.450 euro offre Abs, airbag, sedile posteriore fisso, servosterzo, alzacristalli cristalli elettrici, chiusura centralizzata con telecomando, volante regolabile in altezza. DOPPIA SCELTA AL TOP Con 1.600 euro in più si accede alla Dynamique
che oltre ad aggiungere radio, retrovisori elettrici, sedile pilota regolabile
in altezza, sedili posteriori indipendenti scorrevoli, offre climatizzatore, paraurti
sportivi, fendinebbia, contagiri e airbag laterali. Allo stesso prezzo c’è anche
la Privilége che invece del design sportivo offre il sedile passeggero
ribaltabile in posizione tavolino. Aggiungendo altri 2.500 euro si passa al
top: GT o Initiale. La prima somma alla dotazione della Dynamique l’accensione
automatica di fari e tergi, cechi in lega da 15", paraurti sportivi GT,
radio stereo, spoiler posteriore terminale di scarico cromato, volante e pomello
cambio in pelle; la Initiale, invece dell’allestimento sportivo, ha la selleria
in pelle.
Commenti
|
|||||||||||||||