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Le Nostre prove Notizie correlate SCURDAMMOC’ ‘O PASSAT’ Dopo aver fatto ripetute
apparizioni nel corso degli Anni 90,
specie su coupé giapponesi come la Honda Prelude e la Mitsubishi GTO, le
quattro ruote sterzanti sono finite quasi dimenticate in fondo ai cassetti
degli ingegneri. "Quasi", abbiamo detto, perché ora a rispolverarle è la
Renault, che le monta sulla nuova Laguna GT. Alla Régie sono convinti
che la tecnologia attuale consenta di fare dietrofront e di recuperare quanto di
buono c’era nell’idea di allora.
A PIU’ MANI Oggi la Renault riparte sostanzialmente da zero, affidando in toto la gestione delle ruote posteriori all’elettronica e facendole poi fare gioco di squadra con l’ESP, l’ABS e gli altri chip che governano la dinamica dell’auto. Le complici della Casa francese nella realizzazione del nuovo telaio, battezzato Active Drive, sono la Renault Sport Technologies, corpo scelto d’ingegneri che si occupa di sviluppo e sperimentazione in ambito sportivo, e la giapponese Aisin. GIROTONDO Il sistema messo a punto funziona riparametrandosi ogni 10 millisecondi in base soprattutto alla velocità e a come è manovrato il volante. Fino a 60 km/h le ruote posteriori sterzano in direzione opposta rispetto a quelle anteriori fino a raggiungere un angolo massimo di 3,5°. Il fatto che prendano questa piega offre due vantaggi. In primis c’è una drastica riduzione del diametro di sterzata, che, a parità di diametro dei cerchi, passa da 12,05 metri a 10,80 (lo stesso valore della Clio), rendendo più facile manovrare in spazi limitati. Inoltre, consente di curvare ruotando meno il volante e di muovere quindi meno le mani sulla corona. CAMBIO DI ROTTA Oltre i 60 km/h, le ruote posteriori fanno dietrofront e assecondano appena le inclinazioni di quelle anteriori, non arrivando di solito oltre i 2°. Anche se sembra poco non è così e tanto basta a creare una specie di "effetto binario" in curva, con benefici effetti anche in tema di stabilità. Per contro, se le ruote restassero girate in senso opposto, la coda tenderebbe a far chiudere la curva troppo, penalizzando il piacere e l’efficacia nella guida. A BOCCA APERTA In questo modo, invece, ci sono le migliori premesse per un appoggio sicuro sui pneumatici 225/45 calzati su cerchi da 18". Questi ultimi sono tra i pochi segni distintivi della Laguna GT, che afferma la sua diversità in modo neanche tanto vistoso. La novità più importante è il frontale, dove spiccano i fari anneriti e la presa d’aria inferiore che spalanca le fauci. Ai lati si aprono piccoli tagli nel paraurti, mentre una nervatura sottolinea l’intera carrozzeria, facendo apparire sembrare questa Renault più piantata a terra. All’interno gli elementi distintivi sono i sedili sportivi in pelle e Alcantara con la sigla GT sugli schienali, il volante sagomato a tre razze con cuciture in contrasto, la pedaliera in alluminio e il pomello del cambio, con una finitura metallica che riprende le modanature sulla plancia. SOLO PER LEI La Laguna GT arriverà nelle
concessionarie alla fine di maggio, prima di essere protagonista di un
weekend porte aperte il 14 e 15 giugno. Questo allestimento sarà proposto
in quattro colori (grigio, nero e rosso, oltre a un’esclusiva tonalità di
blu) e con due motori, entrambi da due litri e sovralimentati e
più pompati del solito.
Il turbodiesel dCi ha qui un picco di coppia di 400 Nm a 2.000
giri e una potenza massima di 180 cv a 3.750 giri, buoni per fermare il
cronometro dopo 8,5 secondi nello 0-100 e per raggiungere i 222 km/h di
velocità massima (8,7 secondi e 217 km/h per la SporTour).
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