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Le Nostre prove Notizie correlate COM’E’ Iniziamo dal nome: la "i" introduce una nuova sigla per Hyundai
che da oggi in poi caratterizzerà tutti i nuovi modelli coreani tranne i Suv,
che manterranno gli stessi nomi di SantaFe e Tucson. La "i" (minuscola)
starebbe per "ispirazione", una delle tre parole chiave Hyundai (le altre
sono qualità e affidabilità) che fanno da riferimento alla nuova produzione di
Casa, anche se è ormai entrata nell’idea collettiva come sinonimo di
modernità, tecnologia e simpatia grazie alle fortunate invenzioni di Steve
Jobs.
WORD CAR Quanto alla vettura, è una tipica world car, una di quelle auto pensate per accontentare tutti, semplice ma non banale, sobria ma non povera, attenta solo un po’ troppo a non scontentare nessuno, a offrire forme rassicuranti e volutamente non originali. Impresa complicata e rischiosa, soprattutto in un mercato così sensibile allo stile come quello di casa nostra. CITAZIONI Non che sia anonima, tutt'altro, ma quel patchwork di citazioni stilistiche non l’aiutano a darsi un carattere forte. Il gioco delle somiglianze è d’obbligo, soprattutto guardandola di tre quarti posteriore. E se ricorda da vicino la più piccola delle Bmw non è un caso: lo stilista che l’ha disegnata, Thomas Burkue, è stato allievo di Chris Bangle proprio in Bmw. Tra l'altro, la linea della i30 nasce nel Centro stile Hyundai europeo, e anche questo si vede. MEGLIO DA DIETRO La coda è la parte più riuscita, con due bei faroni a piramide che fanno da cornice al portellone, ma non la sola: le fiancate sono anche loro con uno stile collaudato, pur se meno personalizzate. Avesse avuto il montante posteriore massiccio, le pareti più scavate e la linea di cintura a cuneo sarebbe stato troppo facile riempirla di elogi. Anche così però la i30 si presenta bene. Moderata, giovanile il giusto, graziosa. Anche di muso FACCIA SPORTIVA Il frontale, sufficientemente sportivo, è privo di paraurti, ha una presa d’aria centrale che si fa notare e il cofano è solcato da due nervature vistose. Le spalle mostrano un po’ di muscoli e i fari si insinuano nella fiancata assecondando le curve dei passaruota. Un insieme che ha come fulcro il logo di Casa di dimensioni maxi che fa tutt’uno con la barra cromata che attraversa la mascherina. Se non altro, non si può non notare quando farà capolino nello specchietto retrovisore di chi precede. LOTTA IN FAMIGLIA All’interno è il comfort a dettare le regole costruttive, a cominciare dallo spazio. La i30 è lunga 4,25 metri, larga 1,78 e alta 1,48, con un passo di 2,65 metri: siamo ai vertici della categoria. Che poi è quella di Bravo, Mégane, Golf, C4, 308, Focus e cee’d, solo per citare le prime che vengono in mente. La piattaforma in fondo non è una novità visto che è la stessa della sorella cee’d. E con la cee’d (oltre che con la Focus, per via del prezzo) la i30 dovrà fare i conti, anche se in Hyundai non si sbilanciano. Secondo loro la i30 si pone su un piano qualitativo più alto della cugina Kia che, unito a una rete di concessionari più numerosa, dovrebbe fare la differenza. MOTORI MODERNI Quanto ai motori, la scelta offre quattro soluzioni: due a benzina di 1.4 e 1.6 litri di cilindrata e due diesel, entrambi di 1.6 litri ma di potenza diversa, da 90 e da 115cv. Tutti a quattro cilindri. Per i benzina si tratta di una nuova famiglia di propulsori, con blocco cilindri e testata completamente in alluminio, sistema di fasatura variabile e quattro valvole per cilindro. Per loro le potenze variano dai 109cv del 1.4 ai 122cv del 1.6, con coppia massima rispettivamente di 137 e 153 Nm a 5.000 e a 4.200 giri, velocità massima di 187 e 192 km/h, accelerazione 0-100 km/h in un tempo di 12,6 e 11, 0 secondi e percorrenze medie di 16,4 km circa per ogni litro di benzina. INCENTIVATA Ancora più parsimoniosi i due a gasolio con iniezione diretta common rail che vantano percorrenze medie superiori ai 21 km per litro pur offrendo prestazioni di rilievo come i 235 e i 255 Nm di coppia massima disponibili per entrambi a 2.000 giri, oppure i 172 e 188 km/h di velocità massima o gli 11,6 secondi per coprire il 0-100 km/ da parte del 1.6 da 115cv (14 secondi invece per il 90cv). Il tutto con una emissione media di CO2 di soli 125 g/km che gli consentono di rientrare tranquillamente tra le vetture che possono usufruire degli incentivi statali (il limite è di 140 g/km). Da notare che il CRDi VGT da 115cv è dotato di serie anche del filtro antiparticolato. CINQUE STELLE Non si scherza nemmeno in sicurezza tanto che le simulazioni di crash test offrono risultati a 5 stelle su base EuroNcap (il test ufficiale ci sarà più avanti), airbag frontali, laterali e a tendina di serie, TCS+ESP di serie su tutte le versioni (tranne che sulla 1.4 base e 1.6 diesel base), poggiatesta attivi, attacchi Isofix. Ma non si lesina nemmeno negli accessori di serie, soprattutto con il sistema audio integrato con i comandi al volante e controllo iPod, cassetto refrigerato e fendinebbia anteriori per tutte le i30. TUTTO COMPRESO Tre in tutto le versioni: Base, Active e Dynamic. Le Base solo per la 1.4 benzina e la 1.6 diesel da 90cv, con le quali si può già disporre di una dotazione di serie sufficientemente completa, che comprende anche il climatizzatore manuale, alzacristalli elettrici anteriori, chiusura centralizzata, immobilizer, sedile pilota regolabile in altezza, comandi al volante, computer di bordo e fendinebbia. Il tutto per 14.690 euro la 1.4 e 16.290 euro la diesel. PER CHI NON SI ACCONTENTA Con 1.300 euro in più (15.990 e 17.590 euro)
si passa alla Active e, sempre con le stesse cilindrate e potenze, si
aggiungono volante e pomello cambio in pelle, sedile pilota con regolazione
lombare, inserti in alluminio, alzacristalli elettrici posteriori,
controllo di trazione (TCS) e controllo della stabilità (ESP). Con altri
3.100 euro (rispettivamente 18.290 e 20.690 euro) si passa al top, alla
Dynamic, riservata solo al 1.6 benzina e al 1.6 diesel da 115cv, a cui si
aggiungono cerchi in lega da 16", climatizzatore automatico, interni in pelle e
stoffa, retrovisori ripiegabili elettricamente e persino il sensore
pressione gomme. Da pensarci bene insomma quando si prenderà in esame la
concorrenza.
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