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Le Nostre prove COM’E’ I commenti iniziali sono stati piuttosto tiepidini (vedi articoli) ma questo, alla Ford, lo avevano già messo in preventivo. La scelta di normalizzare il look della Focus è stata piuttosto sofferta e alla fine i guru del marketing e dei sondaggi hanno emesso il loro verdetto: basta con linee senza compromessi, che hanno raccolto tanti consensi ma anche altrettante critiche, e spazio a qualcosa di più vicino ai gusti collettivi. SMUSSATA Nel nuovo design non c’è più traccia di forme appuntite, come quelle dei fanali che sembravano schizzati tirando tre semplici curve. Ora i tratti scaturiti dalla matita dell’italianissimo Claudio Messale, chief designer della nuova Focus, sono più elaborati e seguono la via aperta dalla C-Max, che si sta rivelando un autentico manifesto del nuovo corso dello stile Ford. FALSA MAGRA Anche se meno futuristica, la linea ha comunque un certo appeal. Se non altro per il tentativo (tutto sommato riuscito) di dare un’aria filante a un’auto con una spiccata vocazione familiare. Le dimensioni sono molto generose, con una lunghezza di 434 cm, una larghezza di 184 e un’altezza di 145. Tuttavia, da qualsiasi angolazione la si guardi, la Focus non dà mai l’idea di essere sovrappeso o affetta da gigantismo. COUPE’ MANCATA Sul pianale, comune anche alla Mazda3 e alla Volvo S40, poggia infatti una carrozzeria che trova slancio nella forma tesa e sfuggente del padiglione. Il trucco è presto svelato: il montante anteriore è stato avanzato di ben 12 cm e la discesa verso la coda, ancora una volta alta e massiccia, avviene ora in modo più dolce. Il risultato è una forma molto dinamica, che, soprattutto per la tre porte, è quasi da coupé: se sul cofano campeggiasse un Biscione, il paragone con la gloriosa GTV sarebbe servito su un piatto d’argento. MILLE ATTENZIONI L’incremento delle dimensioni dà scontati benefici anche sul fronte abitabilità. La nuova Focus offre ai passeggeri più spazio in ogni direzione e anche il bagagliaio è ora più capiente, con un volume utile di 385 litri. A migliorare la qualità della vita a bordo contribuiscono anche altri interventi. La plancia, manco a dirlo simile a quella della C-Max, è realizzata con nuovi materiali, più gradevoli alla vista e al tatto, come anche i rivestimenti dei sedili. I comandi sono distribuiti in modo più razionale e si raggiungono ora più facilmente. DA DEFINIRE Nulla è stato ancora comunicato non solo in materia di prezzi ma anche sul fronte delle versioni disponibili. E’ però certa la denominazione della versione più lussuosa, che sarà immancabilmente battezzata Ghia. In attesa che vengano sistemati gli ultimi dettagli circa le dotazioni di serie, si può però già anticipare qualcosa su alcuni gadget che andranno a impreziosire la lista degli accessori. PICCOLE GRANDI FINEZZE La Focus potrà montare alcuni utili dispositivi, molti dei quali al loro debutto assoluto su auto del segmento C. I principali esempi sono una pedaliera a regolazione elettrica, un sistema d’intrattenimento multimediale per i passeggeri posteriori e un impianto di comunicazione con standard bluetooth a comando vocale che integra anche il climatizzatore e il navigatore satellitare. Molto interessante è pure il sistema AFLS, che abbina il concetto di faro adattivo a lampade alogene, a costi quindi inferiori rispetto ad analoghe soluzioni allo xeno. 1600 O 2000 Tutto è invece ormai chiaro in tema di motori. La gamma Focus conterà su cinque alternative, tre a benzina e due a gasolio, realizzate a quattro mani con i francesi del Gruppo Psa. Quanto ai primi, alla base ci sarà un 1600 da 100 CV, affiancato da un nuovo pari cilindrata a fasatura variabile capace di 15 CV in più. In attesa di evoluzioni in chiave sportiva, il top della famiglia sarà invece un 2000 da 145 CV. Stesse cilindrate anche al capitolo turbodiesel, con il 1600 che eroga 109 CV e il due litri 136. Per tutti i cambi standard sono manuali, a cinque o sei marce. Per i tre benzina è prevista un’opzione automatica a quattro rapporti, mentre per il piccolo diesel c’è anche una soluzione a variazione continua CVT con funzione sequenziale con ben sette rapporti. COME VA Salire a bordo e trovare una posizione di guida soddisfacente è un tutt’uno. Anche senza intervenire sulla pedaliera e a prescindere dalla stazza, chiunque si sistema comodamente al volante. Una puntatina sul divano posteriore non riserva brutte sorprese. Lo spazio per le gambe è soddisfacente e anche la testa, nonostante il tetto spiovente, non rischia di toccare il padiglione. Alcune concorrenti fanno meglio, è vero, ma neanche poi di tanto.
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