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Le Nostre prove Notizie correlate A MUSO DURO Il fatto che la Dodge entri a muso duro nel combattuto segmento dei Suv di taglia media non è soltanto un modo di dire. La Nitro, che la Casa americana butterà nella mischia a settembre, ha proprio nell’aspetto grintoso del frontale – ma anche del resto della carrozzeria – l’arma in più per farsi largo e catturare l’attenzione dei potenziali clienti. Niente mezze misure: si tratta di un look audace, di quelli che fanno scattare l’amore a prima vista o indigesto come un piatto di onion rings a colazione. LA CROCIATA La linea è la stessa che era stata anticipata dall’omonima concept protagonista di innumerevoli Saloni del recente passato. L’elemento più personale, come detto, è il frontale, con il paraurti che sporge in avanti neanche fosse pronto a montare una pala spazzaneve e con la grande calandra crociata che si estende ai lati per fagocitare anche i fari. La vista laterale non è comunque molto da meno, con gli archi passaruota che spiccano nettamente sulle fiancate lisce e sormontate da finestrini piccoli e squadrati in stile furgoncino portavalori. La formula, tipica anche delle Hummer, garantisce un’aria massiccia e muscolosa come poche, anche perché le dimensioni non sono troppo abbondanti: lunghezza, larghezza e altezza sono pari rispettivamente a sono nell’ordine pari a 4.584, 1.856 e 1.773 mm. PARENTI STRETTE Se la carrozzeria ha un taglio molto originale, nell’abitacolo traspare invece il legame di parentela che c’è tra la Nitro e la cugina Jeep Cherokee. E non è solo per la forma identica delle maniglie delle portiere. Anche se molta componentistica ha alla fine una forma diversa, l’impostazione generale coincide. La plancia ha – neanche a dirlo – un disegno massiccio, e si sviluppa molto in verticale, specie nella zona del passeggero. Così come sulla Jeep, le finiture non strappano commenti entusiastici e badano soprattutto al sodo. Molti elementi sono realizzati in plastica dura e finiscono con l’avere un’aria economica. SENZA VIA DI MEZZO Della Cherokee viene mantenuta anche l’impostazione del telaio, con un avantreno a ruote indipendenti e un retrotreno classicissimo, ad assale rigido, soluzione che la dice lunga su quanto quest’auto sia legata al concetto di fuoristrada. A testimoniare la vocazione off-road della Nitro c’è anche la trasmissione Quadra Trac I. Questo sistema, offerto di serie su tutta la gamma tranne che su una versione base a due ruote motrici, offre al pilota due possibili alternative, tra loro antitetiche. O la trazione posteriore o la trazione integrale part-time, da utilizzare solo su fondo scivoloso (non su asfalto, dunque, nemmeno se bagnato) con la coppia distribuita a metà tra le ruote davanti e dietro. Per semplificare le cose e contenere i costi, non c’è dunque una funzione con trazione integrale full-time, da utilizzare in ogni condizione. BEST-SELLER A partire da maggio, sono due i motori chiamati a comporre la gamma italiana (per essere precisi, il debutto avverrà nel weekend da venerdì 18 a domenica 20). Da una parte, a tirare le vendite, c’è l’ultima generazione del 2.8 CRD a quattro cilindri common rail che raggiunge i 177 cv a 3.800 giri. Con questo motore la Nitro è offerta con cambio manuale a sei marce o a richiesta automatico sequenziale a cinque. Nel primo caso (con un picco di coppia dichiarato di 410 Nm a 2.000 giri), velocità massima, tempo nello 0-100 e percorrenza media sono di 180 km/h, 11,5 secondi e 11,6 km/litro. Nel secondo (con una coppia che secondo Dodge sale a 460 Nm, i valori sono di 182 km/h, 10,5 secondi e 10,6 km/litro. A TUTTA FORZA Al top della gamma, c’è invece un nuovo V6 a benzina da quattro litri, evoluzione del 3.5 adottato da vari modelli del gruppo Chrysler. Offerto solo con cambio automatico, è capace di 260 cv a 6.000 giri e 360 Nm a 4.000 giri, che consentono di toccare i 202 km/h dopo un passaggio 0-100 in 8,5 secondi e con una percorrenza media di 8,8 km/litro. PARTENZA IN SORDINA Quanto invece ai prezzi, il listino italiano si apre con la Nitro 2.8 CRD SE a trazione posteriore venduta a 26.770 euro, che diventano 28.270 per la 4x4. Questo allestimento offre tra le altre cose di serie il climatizzatore manuale, la radio con lettore CD, DVD e Mp3 e cerchi in acciaio da 16" con pneumatici 235/70 ed è riconoscibile a prima vista soprattutto per i paraurti e i passaruota neri. Il passo successivo è la versione 2.8 CRD SXT, con carrozzeria tutta in tinta, un prezzo di 31.490 e un equipaggiamento molto più ricco. Di serie ci sono per esempio anche cerchi in lega da 17" gommati 235/65, i fendinebbia, uno stereo Premium Sound System con caricatore CD e comandi al volante, il piano di carico scorrevole Load’n’Go e il sistema di monitoraggio della pressione dei pneumatici. IN CRESCENDO La SXT può essere declinata in variante Leather, con
un sovrapprezzo di 1.980 euro e con l’aggiunta di sedili rivestiti in
pelle bicolore e riscaldabili, antifurto e vetri posteriori scuri.
Costa invece 1.200 euro il cambio automatico a cinque marce, che diventa
di serie solo per la versione R/T, al top della gamma CRD con un costo di
35.540 euro. A tutto quanto già detto, questo allestimento aggiunge lo
spoiler anteriore in tinta, sedili in pelle grigia con il logo R/T ricamato
e spettacolari cerchi da 20" con pneumatici 245/50. Questa configurazione
è l’unica possibile per chi sceglie il motore 4.0 a benzina, a un prezzo di
38.060 euro.
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