|
Le Nostre prove Notizie correlate Guarda il video su Injectiontv.it COM’E’ Dopo un anno dal lancio della 911 Turbo coupé e dopo vent’anni
dal lancio della prima 911 Turbo Cabriolet, arriva la 911 per chi vuole tutto,
prestazioni e vento nei capelli. Le carreggiate si allargano, 18
millimetri l’anteriore e 20 la posteriore, per aumentare la presa a terra e
per riprendere sempre più la forma a bottiglia di Coca-Cola che con la 996
si era perduta.
COLOSSEO Con il motore 3.6 turbo la carrozzeria si riempie di buchi per far respirare i freni e la centrale termica che sta in coda. Grande sorriso scavato nel paraurti, con frecce a led non bellissime nei baffetti, grandi bocche di ventilazione sui parafanghi posteriori, buchi nel paraurti posteriore e un’accurata carenatura del sottoscocca per ottimizzare l’aerodinamica e per convogliare aria al sei cilindri boxer. L’effetto dei buchi, funzionali e non estetici, non guasta la inconfondibile silhouette della 911. CHE NUMERI! 480 cavalli e 620 Nm di coppia massima tra 1.950 e 5.000 giri che, se siete davvero insaziabili, possono aumentare di 60 Nm se si acquista il pacchetto Sport Crono Turbo che include, oltre al lezioso cronografo sulla plancia, una funzione overboost capace di portare la coppia massima a quota 680Nm tra 2100 e 4000 giri. Gran coppia e grande spinta anche ai bassi regimi grazie alle turbine, una per bancata del sei cilindri boxer 3.6, con palette a geometria variabile, capaci di adattarsi al momento e di passare dalla posizione tutto chiuso a quella tutto aperto in 100 millesimi di secondo. ZERO-TRECENTO La 911 Turbo Cabriolet non è soltanto molto potente ma è anche in perfetta forma, pronta per la prova costume, con 1.655 chilogrammi a vuoto grazie a particolari in lega di alluminio, come il cofano e le portiere, e atri in fibre composite, come il cofano motore e l’alettone posteriore. Rapporto peso potenza favorevole che si traduce in 3,9 secondi per lo 0-100 km/h e la capacità di raggiungere i 200 km/h nel tempo che una impiega un’auto media, 12,6 secondi. E per lo 0-300 km/h servono circa 30 secondi… McGREGOR La 911 Turbo Cabriolet è anche parsimoniosa, come da sempre le Porsche tenendo fede alle loro origini legate all’auto del popolo, al Maggiolino Volkswagen. Oltre a consumi contenuti in rapporto alle prestazioni, pari a 7,7 km/litro nel ciclo combinato, necessita di una visita di controllo in officina ogni 30.000 chilometri, un intervallo di assistenza da auto da rappresentante di commercio. DEPORTATA A governare le prestazioni monstre della 911 Turbo Cabriolet pensa innanzitutto l’aerodinamica studiata nei dettagli, dal sottoscocca quasi completamente carenato all’ala posteriore che esce automaticamente di 65 millimetri, 30mm in più rispetto alla 911 Turbo Coupé, oltre i 120 km/h. Il risultato, alla velocità massima di 310 km/h è una deportanza di 18 chilogrammi sull’asse anteriore e di 27 chilogrammi su quello posteriore. CHIP & CIOP A tenere a bada le leggi della fisica e i limiti del pilota pensa anche una dotazione elettronica ben farcita di chip. Con il PTM, Porsche Traction Management, che regola il sistema di trazione integrale a comando elettronico e giunto centrale a comando elettromagnetico e tempi di reazione inferiori ai 100 millesimi di secondo. Con il PASM, Porsche Active Suspension Management, il sistema di sospensioni a controllo elettronico regolabili su due posizioni, Normal e Sport. Il PSM, che non ha nulla a che fare con la sindrome premestruale ma che, come Porsche Stability Management, è la mano santa che rimedia agli errori di piloti avventati e poco preparati a tenere a bada un tale branco di equini di razza. PILOTA AUTOMATICO Due sono i cambi disponibili, manuale a sei marce e Tiptronic S a cinque marce. Chi pensa che la prima soluzione sia quella da veri macho e la seconda quella da fighette da Croisette, sappia che il Tiptronic S riesce a fa accelerare la 911 Turbo Cabriolet in un decimo di secondo in meno (3,8 secondi per lo 0-100 km/h) rispetto a quanto riesca fare un bravo pilota con il cambio manuale. CERAMICHE DI FAMIGLIA Due anche i set di freni disponibili. Di serie ci sono quattro bei dischi da 350 millimetri di diametro, strizzati a dovere da pinze a sei pistoncini gli anteriori e a quattro pistoncini i posteriori. In alternativa, con poco meno di 9000 euro la 911 Turbo Cabrio può essere munita del set PCCB, Porsche Ceramic Composit Brake, dischi in ceramica da 380 millimetri di diametro che pesano circa il 50% in meno rispetto ai dischi in ghisa grigia. SENZA TESTA Cosi attratto dalla meccanica e dai numeri, quasi mi dimentico della capote. Pesa soltanto 42 chilogrammi e, piegandosi a Z, si apre/chiude in 20 secondi premendo il pulsante sul tunnel centrale o quello sul telecomando. Si può azionare fino a 50 km/h, è rigorosamente in tela per tenere il baricentro basso e per l’inverno è disponibile un hard top in lega di alluminio del peso di soli 33 chilogrammi, facile da installare e con i contatti elettrici nascosti negli attacchi. ANCORA UNA P L’ultimo dei congegni è il PCM, Porsche Communication
Management, che include il navigatore satellitare e l’impianto Bose
Surround con amplificatore digitale a sette canali e dodici altoparlanti.
Completano la dotazione della 911 Turbo Cabriolet gli interni in pelle, i
quadranti color alluminio con scritta turbo sul contagiri e i led per
rendere più visibili le informazioni anche al sole. Tutto o quasi di serie,
in arrivo a settembre, per 152.859 euro.
Commenti
|
|||||||||