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Le Nostre prove Notizie correlate SPALLUCCE Che in casa Porsche siano poco propensi a
stravolgere la linea delle loro auto è un fatto risaputo. Così, non deve stupire
che sul model year 2009 della 911 i vertici di Zuffenhausen abbiano
deciso di fare pochi interventi in punta di matita, pronti a fare come al
solito spallucce davanti al ritornello di chi ogni volta storce il naso
davanti alla "solita Porsche". Chi muove questa critica farebbe però bene
a non dare giudizi affrettati. Se il look resta quello (vincente) di
sempre, sotto la pelle la "nuova" Carrera presenta molte,
succose novità.
SGUARDO MAGNETICO A prima vista si nota innanzi tutto che il frontale si rifà il trucco, con fari bixeno che diventano standard su tutta la gamma e regalano alla 911 uno sguardo più intenso. Scendendo poi verso il basso, si notano prese d’aria maggiorate e nuove luci di posizione a Led. La stessa tecnologia è utilizzata anche per i gruppi ottici posteriori, che hanno un aspetto più brillante e filante. Sempre in coda spicca il nuovo fascione paraurti, da cui fanno capolino inediti terminali di scarico integrati, singoli per la Carrera vulgaris e doppi per la Carrera S. LA PUNTA DELL’ICEBERG Questi ultimi sono la proverbiale punta dell’iceberg. Il nuovo impianto di scarico è infatti l’unico elemento visibile del gran lavoro fatto dagli ingegneri, che hanno letteralmente rivoltato la meccanica come un calzino. I motori restano fedeli allo schema boxer a sei cilindri e alle cilindrate nominali di 3,6 e 3,8 litri (S) ma cambiano in tutto e per tutto, anche a livello delle misure caratteristiche. Entrambi riducono la corsa e aumentano l’alesaggio, soluzione che ha benefici effetti sul rendimento ai regimi più elevati. Non è dunque un caso che il limitatore entri in gioco più tardi che in passato, consentendo allunghi più brillanti. IL BELLO DELLA DIRETTA Per permettere al motore di "respirare" meglio, gli uomini Porsche hanno lavorato non solo sul fronte dello scarico ma anche su quello dell’aspirazione, modificando la lunghezza e il diametro dei condotti e piazzando, a monte, nuovi filtri per l’aria. Il vero fiore all’occhiello del model year 2009 è però rappresentato dall’iniezione diretta di benzina DFI, che permette un bel salto di qualità tanto in materia di prestazioni quanto di consumi. I risultati sono ottenuti grazie a un rapporto di compressione più elevato, un nuovo albero motore, teste ridisegnate e un lavoro di affinamento che non risparmia niente, compresi l’impianto di lubrificazione e la distribuzione, con fasatura variabile Vario Cam Plus. La potenza massima si attesta a 345 cv per la Carrera 3.6 e a 385 cv per la Carrera S 3.8 (sempre a 6.500 giri), con incrementi nell’ordine di 20 e 30 cv. I picchi di coppia sono invece di 390 e 420 Nm, anche qui registrati allo stesso regime, 4.400 giri. DOPPIA FRIZIONE L’altra novità tecnica che contende i riflettori all’iniezione diretta è il cambio robotizzato a sette marce e doppia frizione PDK (sigla che si legge Porsche Doppelkupplung, una volta srotolata) che rimpiazza il classico Tiptronic S nella lista degli optional. I vantaggi di una trasmissione di questo tipo (peraltro "inventata" proprio dalla Porsche per le corse già negli Anni 80 e mai arrivata sinora alla produzione di serie) sono noti: massima rapidità nella cambiata quando si guida con il coltello tra i denti e dolcezza invece se si agisce con piede felpato sull’acceleratore. Il tutto grazie al gioco di squadra delle due frizioni che fanno la staffetta nell’innestare e disinnestare le marce e permettono alla forza motrice di arrivare alle ruote senza soluzione di continuità. DI BENE IN MEGLIO Otre che un maggior feeling nella guida, il PDK promette miglioramenti dei consumi e dei tempi di accelerazione. In sua presenza, la pratica 0-100 viene sbrigata in due decimi di secondo in meno rispetto alla prestazione con cambio manuale: da 4,9 a 4,7 secondi per la Carrera, da 4,7 a 4,5 per la S. Quanto ai consumi medi, si passa da 10,3 a 9,8 litri/100 km con la versione base e da 10,6 a 10,2 per quella più sportiva. L’unica voce che peggiora è la velocità massima ma per lamentarsi di un rallentamento di 2 km/h e di punte di "soli" 287 e 300 km/h ci vuole davvero una bella faccia tosta. COMODA, LA VITA! Anche assetto e impianto frenante sono adeguati ai nuovi livelli prestazionali. In particolare, il sistema di sospensioni attive PASM, di serie sulla Carrera S e a richiesta sulla base, ha una nuova taratura di molle e ammortizzatori che garantisce un maggior comfort in situazioni normali mantenendo il controllo di sempre quando si aumenta l’andatura. Quanto ai freni, entrambe le versioni adottano ora quattro dischi ventilati da 330 mm, spessi 34 mm all’anteriore e 28 al posteriore, con differenze però a livello di pinze, rinforzate per la S. I clienti più esigenti possono sempre ordinare l’impianto PCCB con dischi ceramici. DA LUGLIO In tema di prezzi, la nuova gamma sarà
disponibile dai primi di luglio a partire dagli 84.660 euro della Carrera
2 Coupé per arrivare ai 106.740 della Carrera 2S Cabrio, passando per
i 95.700 della 2S Coupé e della 2 Cabrio. Chi volesse un esemplare con
cambio PDK dovrebbe mettere in preventivo una spesa ulteriore di 3.540
euro. Tra gli altri optional meritano una menzione i fari adattivi, a 708
euro e il sistema di comunicazione PCM con monitor touch screen da 6,5" a 1.944
euro.
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