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Le Nostre prove Notizie correlate CROSSOVER DOC Ormai il termine crossover è inflazionato. Da quando è divenuto una moda, tutte le Case lo appiccicano a destra e a manca sui modelli più disparati. Gli stessi che magari fino a ieri erano fiere di battezzare Suv o monovolume oggi sono promossi al rango di crossover solo perché fa chic. Le eccezioni sono poche ma tra queste c’è senza dubbio la Qashqai, che l’inserimento nella categoria se lo guadagna sul campo, giocando a fare la sorellina della Murano. RISVOLTO Che la Qashqai fonda in sé due anime appare evidente sin dal primo sguardo. La parte superiore della carrozzeria ha un taglio classicheggiante, da berlina senza troppi grilli per la testa. La parte inferiore, quella che si sviluppa sotto la nervatura che segna la linea di cintura, invece, ha un’aria più atletica e vigorosa. L’altezza da terra (200 mm) è maggiore rispetto a quella delle rivali tutta casa e ufficio e questa Nissan dà come l’idea di essersi risvoltata in su i lamierati per non rovinarli nel disbrigo delle faccende quotidiane o nelle gite fuoriporta. NELLA NORMA La sua linea si deve soprattutto al lavoro di Stéphane Schwarz, che definisce la sua creatura una nomade urbana. Le forme si fanno notare più per il grande equilibrio tra i volumi che per la presenza di segni particolari. Certo, il taglio slanciato del tetto e dei vetri laterali, i fari e la mascherina di grandi dimensioni e la doppia nervatura sul cofano sono elementi caratteristici, al pari dei parafanghi anteriori alti e ben definiti. Tutto è però stemperato in un contesto di grande sobrietà. STESSA MANO Anche l’abitacolo è sulla stessa lunghezza d’onda, con uno stile moderno ma senza eccessi. La plancia adotta un look da dark, tutta vestita in nero, e vive sul contrasto tra l’affollata consolle centrale, impettita come soldato sull’attenti, e il grande pannello liscio che si trova davanti al passeggero. La strumentazione è sportiva, così come il volante a tre razze che ospita i comandi dello stereo. Le finiture sono di buon livello. I materiali, in particolare, appagano tanto la vista quanto il tatto, e gli unici appunti vanno ad alcuni assemblaggi che lasciano un po’ troppo spazio tra i componenti. BASTA E AVANZA Lunga 4.315 mm, larga 1.783 e alta 1.606, con un passo di 2.631 mm, la Qashqai inserisce nella carta d’identità anche i valori tipici delle fuoristrada, ovvero gli angoli di attacco e di uscita, rispettivamente pari a 19,2 e 30,2°. Nulla di eccezionale, se paragonato a quanto offrono le off-road dure e pure, ma quanto basta (e avanza pure…) per soddisfare la voglia di esplorazione dei più e per non far rimpiangere i Suv nella maggior parte dei casi, specie con le versioni a trazione integrale. MADE IN EUROPE La Qashqai è un progetto interamente europeo, il primo nato e sviluppato dopo l’accordo tra Renault e Nissan. Tutto è stato concepito e industrializzato in Inghilterra, pur sotto l’occhio vigile dei quartieri generali di Francia e Giappone, dove la Qashqai sarà venduta da maggio con il nome di Dualis. In Italia, invece, la pre-vendita è già iniziata e il lancio ufficiale avverrà con un doppio porte-aperte, nei primi due weekend di marzo. La gamma si articola attorno a quattro motori, due a benzina e due a gasolio, e a tre livelli di equipaggiamento. DUE A BENZINA… La motorizzazione d’accesso è un 1.600 da 115 cv e 156 Nm (175 km/h, 12 secondi nello 0-100 e 14,9 km/litro di media), proposto solo con cambio a cinque marce e trazione anteriore. La massima libertà di scelta si ha invece con il due litri da 140 cv e 196 Nm, che si può ordinare a due e quattro ruote motrici tanto con cambio manuale a sei marce quanto con un automatico a variazione continua CVT con funzione sequenziale a sei marce (velocità da 178 a 192 km/, crono da 10,1 a 11,3 secondi e percorrenze da 11,9 a 12,5 km/l). … E DUE A GASOLIO Un ventaglio quasi altrettanto ampio di alternative si ha con l’altra due litri, quella a gasolio dCi da 150 cv e 320 Nm con filtro antiparticolato, che dovrebbe fare da best-seller nella gamma. In questo caso si può ordinare la Qashqai con trazione anteriore e cambio manuale a sei marce oppure con trazione integrale e cambio manuale o automatico a sei marce (velocità da 190 a 191 km/h, crono da 10,5 a 10,9 secondi e percorrenze 14,5 a 15,2 km/litro per le versioni manuali; dati non ancora dichiarati per l’automatica). Chiude l’elenco il 1.500 dCi da 106 cv e 240 Nm, che fa coppia fissa con un cambio manuale a sei marce e con la trazione anteriore (174 km/h, 12,2 secondi e 18,5 km/l). IN CRESCENDO L’allestimento base si chiama Visia e si può ottenere con i motori 1.6 (17.850 euro), 1.5 dCi (19.350 euro) e 2.0 dCi (21.950 euro). Della sua dotazione fanno parte tra le altre cose 6 airbag, il bracciolo centrale, il computer di bordo, il clima manuale, la radio Cd con comandi al volante e il sistema Bluetooth, mentre l’Esp è di serie per la sola due litri turbodiesel. Per ottenerlo con le altre motorizzazioni occorre sborsare 600 euro o passare alla versione Acenta, che si può ordinare indistintamente con tutti e quattro i motori (1.6 a 20.450 euro, 2.0 a 22.650 euro, 1.5 dCi a 21.950 euro e 2.0 dCi a 23.950 euro). A giustificare la maggior spesa ci sono anche i sensori pioggia e crepuscolare, i cerchi in lega da 16", i fendinebbia e il volante in pelle, con il clima che diventa automatico. PER TUTTI I GUSTI Per chi non si dovesse accontentare, c’è infine la
Tekna, a sua volta incrociabile con i quattro motori (1.6 a 24.000 euro,
2.0 a 25.800 euro, 1.5 dCi a 25.500 euro e 2.0 dCi a 28.100 euro). Per
l’allestimento top sono standard anche il tetto panoramico, la chiave
elettronica Intelligent Key, il caricatore Cd in plancia, il cruise control,
i sensori di parcheggio, i cerchi da 17". Per i soli esemplari da
due litri ci sono anche gli interni in pelle e i fari allo xeno. E’
invece considerato optional il sistema di trazione integrale All-mode,
che costa 2.000 euro, proprio come il navigatore satellitare,
mentre 1.500 euro è prezzo richiesto per il cambio automatico e per quello CVT.
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