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In pista con:  Mitsubishi Lancer Evolution

Mitsubishi Lancer Evolution

La berlina da rally dei tre diamanti volta pagina e riparte da zero con la sua decima generazione. Un motore nuovo e più leggero e una raffinatissima trazione integrale sono le sue armi vincenti, assieme a un'elettronica di ultima generazione.

Lunedí, 03 Novembre 2008

Paolo Sardi

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TABULA RASA Se alla Mitsubishi continuano a chiamarla Evolution è soltanto per un fatto di tradizione. La nuova generazione della Lancer da sparo (la decima, anche se dal nome scompare il numero romano X) in effetti meriterebbe più l’appellativo di REvolution. Con lei, all’ombra dei tre diamanti hanno fatto infatti tabula rasa e sono ripartiti praticamente da zero, utilizzando ben poco del modello uscente, a differenza di quanto accaduto in passato.

LO SQUALO Quanto sia nuova l’ultima Evo lo svela una linea che rompe con gli schemi classici per ispirarsi al design del jet da caccia F2, prodotto sempre dal Gruppo Mitsubishi. Pezzo forte del look è senza dubbio la mascherona trapezoidale che domina un frontale tagliato all’indietro, come il muso di uno squalo, così come da squalo sono anche le piccole branchie che si aprono alle spalle dei passaruota anteriori. Fiancata e coda hanno un taglio geometrico, che riesce a mascherare piuttosto bene i 451 cm di lunghezza. Anche i 181 cm di larghezza passano quasi inosservati, senza che la Lancer metta in mostra più di tanto i suoi passaruota spallati e i cerchi da 18".

FA LA DURA A dare un po’ di pepe alla linea provvedono anche l’estrattore con due terminali di scarico a canne mozze e l’ala posteriore in alluminio, materiale utilizzato anche per il tetto, il cofano motore e i parafanghi anteriori. Se in questo modo la Evo bada alla leggerezza (relativa, l’ago della bilancia sale comunque oltre i 1.500 kg…), sotto sotto mostra di avere molto a cuore anche la rigidità. Realizzata sulla base della nuova piattaforma globale che verrà buona anche per minivan e crossover prossimi venturi, questa Lancer fa segnare miglioramenti del 39 e 64% sul fronte rispettivamente della resistenza alla torsione e alla flessione.

GIOCO DI SQUADRA Le sospensioni sono tipo McPherson all’anteriore e multilink al posteriore ma nella zona inferiore tutti i riflettori sono per la trazione integrale permanente Super-All Wheel Control o S-AWC per gli amici. Si tratta di una trasmissione di ultima generazione, che si affida all’elettronica per far lavorare a braccetto il controllo elettronico della stabilità ASC, il differenziale centrale attivo ACD e il controllo, sempre attivo, d’imbardata AYC. La gestione integrata del tutto è siglata ETACS, sequenza di lettere che ricorda i primi cellulari ma per pura coincidenza: qui siamo davvero all’avanguardia, sotto ogni punto di vista. Tanto è vero che al pilota si chiede solo di selezionare il tipo di fondo su cui andrà a guidare, Tarmac, Gravel e Snow (asfalto, ghiaia o neve, per chi mastica poco l’inglese) e poi di affondare il piede sull’acceleratore.

NUOVO DI ZECCA Anche i motoristi non sono stati con le mani in mano. La Evo adotta un motore due litri turbo completamente nuovo, con una potenza massima di 295 cv a 6.500 giri e un picco di coppia di 366 Nm a 3.500 giri. Prestazioni a parte, meritano una nota l’alleggerimento di 12 kg e l’abbassamento del baricentro rispetto al propulsore della nona generazione. A fargli da spalla possono essere un cambio manuale a cinque marce o il nuovo robotizzato a doppia frizione e sei rapporti SST, dotato anche di levette al volante e di tre programmi di funzionamento: Normale, Sport e SuperSport. In Mitsubishi credono molto in questa trasmissione, al punto da prevedere di vendere ben l’85% delle Evo proprio con cambio robotizzato, nonostante faccia salire un po’ il tempo nello 0-100, da 5,4 a 6,3 secondi. A compensare il disturbo c’è comunque una maggior rapidità in ripresa, l’annullamento del rischio di errori e una maggior praticità nell’uso quotidiano.

DOUBLE FACE Due sono anche gli allestimenti proposti. Quello "base" ha la sigla GSR e ha già di serie, tra le altre, cose i fari bixeno adattivi e i sedili Recaro. Per i più esigenti c’è invece la variante MR, che offre di più sotto molti punti di vista. Chi ha il piede pesante si lecca i baffi per la presenza di cerchi BBS, molle Eibach, ammortizzatori Bilstein e freni Brembo con dischi flottanti. I melomani si lustrano invece i timpani per l’impianto stereo Rockford da 650W, mentre trasversali sono accessori come l’interno in pelle, i sedili riscaldabili, il navigatore con schermo da 7 pollici e il cruise control.

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Commenti

  1. 03-11-2008 19:47  Osanna - Pierino Lapeste
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