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Le Nostre prove Notizie correlate W LA PUNTUALITA’ La tabella di marcia è stata rispettata in pieno. Dodici mesi fa, al Salone di Ginevra del 2005, alla Mitsubishi avevano detto che avrebbero impiegato un annetto a portare su strada la Colt CZC. Ora, con una puntualità svizzera, ecco i primi esemplari mettere il muso fuori dalle catene di montaggio dello stabilimento di Bairo Canavese della Pininfarina, che ha dato il suo contributo anche alla progettazione di questo modello. Ancora una sistemata agli ultimi dettagli e poi, a partire da fine aprile, la sportivetta dei tre diamanti arriverà anche nelle vetrine delle concessionarie.
RESTA UGUALE Rispetto alla vettura vista tempo addietro non ci sono novità di rilievo. La linea resta quella un po’ paffutella che aveva sfilato sotto i riflettori della kermesse elvetica. Il muso è corto e massiccio, alleggerito giusto un po’ dal taglio obliquo dei parafanghi. Dalla loro linea prendono le mosse i montanti del parabrezza, che è inclinato a 24° e proteso all’indietro, a far quasi da tettoia sopra le teste dei passeggeri. A TUTTO VOLUME Il tetto gira basso e attillato attorno all’abitacolo, ottimisticamente definito 2+2, mentre il volume posteriore si staglia in modo netto dal resto della carrozzeria. La coda, alta e imponente, non è forse il lato più risuscito della Colt CZC ma la scelta di questa forma presenta indubbi vantaggi, a partire da un volume di carico degno quasi di una station wagon. Con il tetto chiuso il bagagliaio ha una capacità di 460 litri mentre quando si viaggia scoperti tale valore scende a quota 190. IN CARNE Dopo aver aperto manualmente due ganci agli angoli del parabrezza, il tetto metallico si ripiega a comando elettrico e scompare alla vista in un tempo di 22". La sua adozione in luogo della capote in tela che si era vista nel 2003 sul primissimo prototipo CZ2 ha imposto alla Mitsubishi di realizzare la CZC sulla piattaforma della Colt in versione a cinque porte e non di quella più corta della CZ3. La lunghezza della coupé-cabriolet è quindi di 3.875 o 3.885 mm a seconda delle versioni, con la larghezza e il passo che misurano invece nell’ordine 1.695 e 2.500 mm. L’altezza può infine variare da 1.453 a 1.457 mm ed quindi maggiore di quella delle dirette rivali (Peugeot 206 e Micra C + C), ma non penalizza più di tanto il Cx, che è pari a 0,36. PARENTELA STRETTA Nel complesso, la CZC ha circa il 65% dei componenti in comune con le sorelle chiuse. A parte l’evidente somiglianza nel muso, la stretta parentela salta all’occhio nell’abitacolo. Gli arredi sono la fotocopia di quelli delle altre Colt, con la plancia rivestita da un pannello schiumato a quadretti e una consolle ornata da elementi traslucidi che fanno tanto high-tech e che di notte, con le luci accese, si tingono di verde. Le finiture sono abbastanza curate e solo alcuni pannelli in plastica hanno un’aria un po’ economica. Come già osservato nella prova della CZ3, una critica va pure al piccolo display alla base del parabrezza. Con i fari accesi e con la luce del giorno diventa praticamente illeggibile, a maggior ragione quando il tetto è abbassato. DOPPIA PERSONALITA’ La CZC sarà venduta con due diversi motori, entrambi da circa 1,5 litri, uno aspirato e uno turbocompresso, accomunati dalla distribuzione a sedici valvole con fasatura variabile Mivec e dal cambio manuale a cinque marce Getrag. Nel primo caso la potenza massima di 109 cv e la coppia massima di 145 Nm permettono alla piccola Mitsubishi di scattare da 0 a 100 in 10,5 secondi e di toccare i 185 km/h, con percorrenze medie di 15,2 km/litro. Il motore sovralimentato eroga invece 150 cv e ha un picco di coppia di 210 Nm che fanno scendere il tempo nella prova di scatto a 8,4 secondi. La velocità massima sale invece a 205 km/h con la percorrenza media che si attesta a 14,1 km/litro. UNA E TRINA Delle tre versioni che comporranno il listino due saranno spinte dal motore aspirato. Quella base, proposta a 17.550 euro, avrà di serie tra le altre cose quattro airbag, cerchi in lega da 16" gommati 205/45, controllo elettronico della stabilità e della trazione, climatizzatore, fendinebbia e radio con lettore CD e MP3 dotata di comandi al volante. Spendendo altri 1.350 euro si potrà invece acquistare la CZC 1.5 dotata del pacchetto Luxury, con i sedili riscaldabili e con l’alternativa tra l’interno in pelle color terracotta e i sedili sportivi rivestiti in tessuto 3D misto a pelle nera. Questi ultimi sono invece standard sulla CZC Turbo, offerta a 22.550 euro. A giustificare la notevole differenza di prezzo si saranno anche un assetto sportivo, la pedaliera e i battitacco in alluminio oltre a un pacchetto aerodinamico più grintoso. Per tutte le versioni la scelta è tra sei tinte metallizzate (in opzione a 345 euro) e il nero.
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