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Le Nostre prove Notizie correlate NOVITA’ A META’ Tecnicamente la CX-7 ha le carte in regola per fregiarsi
a pieno titolo dell’attributo "nuova". Arriva nelle concessionarie per
la prima volta ed è giusto che sulle vetrine campeggi la scritta "novità".
Per gli addetti ai lavori questa Mazda è invece un volto ben noto. Nel
Vecchio Continente ha debuttato nel settembre 2006, al Salone di Parigi, quando
era in vendita negli Stati Uniti già da qualche mese. E se arriva solo ora
sul mercato, in coda anche al mercato domestico giapponese, è per la volontà
della Casa di adattarla per bene al palato della clientela europea prima del
lancio.
TUTTO IN UNA SIGLA La filosofia che propone è di quelle non troppo inflazionate. In pratica è una crossover, ma poco cross e molto stradale. Anche il nome, a prima vista criptico, è rivelatore: C sta per crossover, appunto, X per sport e il 7 indica la taglia, più grande di tutte le altre Mazda in circolazione. Qualcosa sul genere della Nissan Murano, giusto per fare l’esempio di un’altra giapponese, anche se la CX-7 ha la sua brava personalità. ALL’INDIETRO L’elemento più caratteristico è senza dubbio la notevole inclinazione del parabrezza, con i montanti a 66°. Roba che non hanno neppure alcune sportive e che, assieme al lavoro di fino sul sottoscocca e a tanti piccoli accorgimenti, porta il Cx all’ottimo valore di 0,34. Originali sono anche i parafanghi, che si stagliano nettamente dal cofano, e i passaruota che sembrano carnosi come labbra al silicone. SU MISURA In coda spiccano invece il paraurti massiccio con due grossi terminali di scarico, uno spoilerino e, soprattutto, le luci chiare, che hanno l’alternanza di linee curve e tese tipiche dello stile Mazda. Rispetto agli esemplari per il Nordamerica e il Sol Levante, le CX-7 per l’Europa hanno paraurti, spoiler, lavafari, fendinebbia e specchi retrovisori specifici. Non cambiano comunque in modo sensibile le dimensioni esterne, con altezza, larghezza e altezza pari nell’ordine a 468, 187 e 165 cm. A TUTTO VOLUME Con un passo di 275 cm, lo spazio a bordo non manca, né per i passeggeri né per i bagagli. Il vano di carico ha un volume utile di 455 litri in configurazione standard. Tuttavia la sua capacità può salire a 1.348 litri ribaltando i tre posti posteriori, operazione che si compie con un semplice gesto dal bagagliaio stesso grazie al sistema Karakuri. Come se non bastasse, qua e là per l’abitacolo spuntano come funghi anche vani portaoggetti di varia foggia. ALTI E BASSI Così come la carrozzeria, la plancia ha un taglio sportiveggiante. La strumentazione si compone di tre indicatori dal look molto grintoso. La massiccia consolle centrale e il volante alternano superfici opache ad altre lucide, soluzione di un certo effetto scenico. La qualità delle finiture ha però alti e bassi, con alcune plastiche dall’aria un po’ economica. UNA PER TUTTI Il listino della CX-7 è quanto di più semplice possa esserci con un solo motore e un solo allestimento disponibili. Quanto al primo, si tratta del 2.3 a iniezione diretta di benzina e turbocompresso già visto sotto i cofani delle Mazda 3 e 6 nelle versioni pompate MPS. Qui eroga 260 cv a 5.500 giri, con una coppia massima di 380 Nm a 3.000. E’ un valore degno quasi di un turbodiesel, che in gamma invece non c’è e non ci sarà nemmeno nel futuro prossimo. CHE NUMERI L’assenza di un’unità a gasolio potrebbe penalizzare non poco le vendite. Anche così, comunque, la CX-7 ha le sue carte da giocare e non dovrebbe faticare a far breccia nei cuori della clientela più sportiva. Abbinato a un cambio manuale a sei marce e a un sistema di trazione integrale permanente capace d’inviare fino al 50% della coppia motrice alle ruote posteriori, il turbo nipponico ha artigli ben affilati. La velocità massima è di 210 km/h, con un tempo di 8 secondi netti nello 0-100 e con una percorrenza media di 9,8 km/litro. HA TUTTO (O QUASI) In attesa del lancio fissato per il 15 settembre,
la CX-7 si può opzionare via internet sul sito
www.mazdacx7.it fino al 31 agosto. Il prezzo stabilito è di 36.450
euro, cifra tutto sommato ragionevole, vista la prestanza del motore e la
ricchezza della dotazione. Per quella cifra si hanno infatti di serie,
tra le altre cose, il tetto apribile, lo stereo Bose, i controlli
elettronici della stabilità e della trazione, i cerchi in lega da 18", i
fari allo xeno, i sedili rivestiti in pelle, i vetri posteriori
scuri e la vernice metallizzata. Proprio il colore della carrozzeria e
degli interni sono l’unica scelta a carico del cliente, che deve però
rinunciare per forza al cambio automatico (per adesso riservato ad altri
mercati) e al navigatore integrato nella plancia (arriverà più avanti). I
sensori di parcheggio si possono ordinare after-market e sono montati dalle
concessionarie.
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