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Le Nostre prove Notizie correlate COME SONO Dopo averle presentate in due diversi Saloni, a Londra la Type-S e a Parigi la Type-R, la Honda fa debuttare in contemporanea sul mercato le due varianti che compongono la gamma della Civic a tre porte. Come tradizione, la Type-R è la più sportiva, con lo stemma della Casa inserito in un bollino rosso. Non è segno che sia da fascia protetta, da guidare accompagnati da qualcuno più grande; piuttosto per un pubblico con il palato fine e il piede pesante. La Type-S ha invece un carattere più mansueto, anche se personalità e temperamento non mancano neppure a lei. COMUN DENOMINATORE Da un punto di vista estetico le due Type hanno molto in comune. I lamierati ricalcano nei tratti generali le forme ardite e futuristiche della cinque porte, di cui mantengono la sagoma a cuneo. Le differenze tra le versioni sportive e quella "da famiglia" si concentrano soprattutto nella parte posteriore della fiancata. Assieme alla scomparsa delle due porte posteriori si notano soprattutto i finestrini tagliati in modo diverso e le portiere anteriori più lunghe. AGUZZATE LA VISTA Nei dettagli, però, la R e la S imboccano strade diverse. Quest’ultima mantiene un aspetto più sobrio e discreto, con appendici aerodinamiche più sobrie e con un elemento trasparente a fare da trait d’union tra i fari. La R è invece più vistosetta, con minigonne, profili passaruota e paraurti più spigolosi completamente in tinta, un’ala posteriore più pronunciata e un’inedita mascherina a nido d’ape, dove troneggia il già citato bollino rosso. FA LA DURA Se la Type-R sembra più acquattata a terra, in merito non va solo al diverso colore del body kit. Oltre alla carreggiata posteriore allargata di 20 mm, che caratterizza anche la Type-S, la R ha dalla sua pneumatici 225/40-18 - contro quelli 225/45-17 della sorella - e un assetto specifico, ribassato di 15 mm. A questo risultato i tecnici sono arrivati adottando anche molle e ammortizzatori più duri, abbinati a barre stabilizzatrici di maggiore diametro. VEDO ROSSO Il carattere sportivo della Type-R traspare in modo ancor più evidente nell’abitacolo dove a tenere banco è ancora una volta il colore sociale Honda, il rosso. Di questo colore sono i rivestimenti del pannello portiera, la parte centrale dei sedili Racing con poggiatesta integrato e le cuciture del volante e della cuffia del cambio, che un bel pomello sferico in alluminio. Sulla Type-S, invece, la parola d’ordine è understatement e, sedendo ai posti anteriori, ben poco fa capire che quella su cui ci si trova è la versione a tre porte e non quella a cinque. A TUTTO VOLUME Della berlina normale (aggettivo che alla Civic calza terribilmente stretto…), le due Type mantengono anche la notevole versatilità. La capacità di carico è eccellente per il segmento delle compatte, con un bagagliaio di 485 litri totali, 415 nel vano principale e 70 in un doppio fondo che può comunque diventare un tutt’uno con il resto. Abbattendo il divano posteriore, il volume utile raggiunge addirittura i 1.352 litri. DUE CUORI La Type-S entra in listino con due motori, gli stessi già presenti sulla Civic a cinque porte. Quello d’accesso è il 1.800 i-VTEC a benzina da 140 cv e 174 Nm (velocità massima 205 km/h, 8,9 secondi nello 0-100 e percorrenza media di 15,2 km/litro) mentre per chi preferisce viaggiare a gasolio c’è l’ottimo turbodiesel 2.2 i-CDTi che ha sempre 140 cv ma una coppia di 340 Nm (205 km/h, 8,6 secondi e 19,2 km/litro). Entrambi i motori sono abbinati a cambi manuali a sei marce ma con il benzina si può scegliere in alternativa il robotizzato i-Shift, sempre a sei rapporti. AMPIA SCELTA La Type-S 1.8 in allestimento base costa 20.750 euro. Alla Honda credono però molto nella versione Absolute, proposta a 23.050 euro con una dotazione che comprende, tra le altre cose, i controlli elettronici di trazione e stabilità, i sensori pioggia e crepuscolare, il clima automatico, i fari allo xeno con lavafari, i rivestimenti in Alcantara, la radio CD e il tetto panoramico in cristallo con tendina oscurante. Per i globetrotter (ma non solo) c’è poi la Absolute i-Pilot con anche il navigatore satellitare e sistema Bluetooth a comandi vocali a comandi vocali, offerta a 25.450 euro con cambio manuale e a 26.450 euro con cambio i-Shift. Con il motore turbodiesel la versione base costa 22.750 euro, che diventano 23.500 se si vuole anche il filtro per il particolato DPF. Questo diventa di serie con gli allestimenti Absolute e Absolute i-Pilot, in vendita rispettivamente a 25.800 euro e 28.200 euro. DUE LITRI DOC Meno articolata è la gamma della Type-R, che gravita attorno a un unico motore. E’ il due litri aspirato i-VTEC che rappresenta l’evoluzione di quello impiegato sulla generazione precedente. Gli ingegneri nipponici lo hanno sviluppato su vari fronti, lavorando di fino soprattutto sulla distribuzione. A premiare le loro fatiche ci sono una curva di erogazione più robusta ai medi e maggiori capacità d’allungo. La potenza massima è di 201 cv, raggiunti a 7.800 giri. A 5.600 giri si raggiunge invece il picco di coppia, pari a 193 Nm, il 90% dei quali è però disponibile già a 2.500 giri. Con simili valori sulla carta, c’è poco da stupirsi che una volta su strada la Type-R raggiunga i 100 km/h in soli 6,6 secondi e tocchi i 235 km/h, accontentandosi in media di un litro di verde ogni 11 km. SUPERLEGGERA La Type-R è declinata in due allestimenti. Quello più
economico, in listino a 25.250 euro, si chiama Race e ha un taglio
volutamente minimalista. Studiato per chi bada al sodo e al piacere di
guida, rinuncia al climatizzatore, alla radio, a buona parte
dell’insonorizzazione del motore e ad altro ancora per risparmiare sulla
bilancia una quarantina di chili. La comune Type-R costa invece
28.250 euro e ha di serie, per esempio, il clima automatico bizona, i
sensori pioggia e crepuscolare, i fari allo Xeno e il cruise
control. Anche in questo caso è prevista una variante i-Pilot con navigatore
e Bluetooth a 30.650 euro.
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