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Le Nostre prove Notizie correlate ARRAMPICATRICE SOCIALE L’appetito, si sa, vien mangiando. E così, dopo quattro anni di vendite a gonfie vele da parte della Logan, quelli della Dacia hanno deciso di lanciarsi in una nuova sfida. Il ruolo di best-seller in certi Paesi Emergenti come Romania e Marocco e di outsider "minimal chic" nei mercati principali inizia ad andare un po’ stretto alla Casa di Pitesti. Alla Dacia sono pronti ora a confrontarsi con le principali protagoniste del segmento B sul loro terreno, cimentandosi in una compatta a due volumi e cinque porte, la nuova Sandero. SALTO EPOCALE In questo modello la filosofia low-cost resta quella di sempre, ma a cambiare è la confezione, con un look che è finalmente vicino ai gusti della clientela dell’Europa occidentale. Lunga 402 cm, larga 174 e alta 153, la Sandero ha una linea senza troppi grilli per la testa, con proporzioni classiche e un leggero taglio a cuneo della fiancata. L’elemento di spicco è il frontale, con fari allungati all’indietro messi in risalto da motivi ad arco che segnano la parte bassa del cofano assieme a un’eventuale barra cromata. In mezzo tengono banco una mascherina a listelli orizzontali, il nuovo stemma della Casa e una presa d’aria trapezoidale che movimenta il paraurti. L’insieme non farà forse girare la testa per strada ma il salto rispetto alla Logan è di quelli epocali. Non è un caso che la tre volumi si stia adeguando con un leggero restyling proprio allo stile della "sorellina". PARENTI STRETTE Il vocabolo non è usato a sproposito. Il legame di parentela tra le due Dacia è strettissimo. La Sandero nasce infatti sulla stessa piattaforma della Logan con cui ha in comune anche lo schema delle sospensioni, tipo McPherson all’anteriore e interconnesse al posteriore. A fare da denominatore comune ci sono anche un’altezza minima da terra importante (per la Sandero siamo a quota 155 mm) e ampie protezioni per il sottoscocca. Giusto quel che serve, assieme a molle e ammortizzatori extrastrong per avere rapporti occasionali con gli sterrati senza rischiare danni alla salute degli organi meccanici. Per i più avventurosi si segnala inoltre un kit estetico con protezioni più vistose e con finitura metallica, disponibile come accessorio e che dà a questa Dacia un tocco… suvveggiante. SANA E ROBUSTA Chi sfoggia un aspetto totalmente nuovo è la plancia, anche se i più fisionomisti possono riconoscere qua e là componenti di derivazione Renault. Lo stile è moderno, meno squadrato che sulla Logan, con un più ampio ricorso a plastiche scure, dall’aria più elegante e prestigiosa. Un’altra figura fanno anche i pannelli delle porte, finalmente dotati (almeno quelli davanti) di maniglie degne di tale nome. Complice la nuova veste cromatica, la qualità percepita migliora sensibilmente. Sensazioni a parte, le finiture badano soprattutto al sodo. Di materiali pregiati non c’è traccia. Le plastiche sono in ogni caso di sana e robusta costituzione e gli assemblaggi sono ben saldi. INCOMINCIO DA TRE Lo zampino Renault si ritrova anche sotto il cofano. Dove la Sandero ripropone una selezione dei motori già visti anche sulla Logan. A comporre la gamma sono inizialmente due unità a benzina. Quanto alla prima, apre le danze un 1.400 da 75 cv e 112 Nm che garantisce uno scatto da 0 a 100 in 13 secondi netti, una velocità massima di 161 km/h e una percorrenza media di 14,3 km/litro. Per chi accusa più frequenti pruriti al piede destro c’è invece un 1.600 da 90 cv e 128 Nm, che liquida la pratica 0-100 in 11,5 secondi, permette di toccare i 174 km/h e si accontenta comunque di un litro ogni 13,9 km. La famiglia Sandero, si amplierà in seguito con l’arrivo di due noti turbodiesel 1.5 dCi da 70 e 85 cv e, cosa più importante per il mercato italiano, di una variante del 1.400 a doppia alimentazione benzina-GPL, attesa per settembre. A SETTEMBRE Sempre a settembre inizieranno le prime
consegne, a ridosso del "porte aperte" che si terrà nel weekend del
20 e 21. Già da subito è possibile comunque ordinare la macchina,
visto che prezzi e dotazioni sono già definiti. Ad aprire le danze è la
versione base, che fa economia di tutto, anche di un nome
particolare, e si chiama semplicemente Sandero. Scarna che più non si
può, è priva anche di servosterzo e chiusura centralizzata ma ripaga le
rinunce con un prezzo da saldi, di soli 7.350 euro in abbinamento al motore
1.400. Con 8.350 euro si porta invece a casa l’Ambiance con di
serie appunto il servo e la chiusura, oltre alla funzione di ricircolo
per l’aria e la regolazione in altezza delle cinture di sicurezza. La versione
top è infine la Lauréate, proposta a 9.050 euro con il 1.400 e a 9.550
con il 1.600. In questo caso diventano standard tra le altre cose anche i
vetri elettrici,
lo schienale posteriore frazionato, i fendinebbia, il telecomando della
chiusura centralizzata e il sedile e il volante regolabili in altezza. Il
climatizzatore manuale è offerto in opzione assieme alla radio sulle
Ambiance e Lauréate a 1.000 euro spaccati o da solo a 850. Quanto infine alla
Sandero a GPL, proposta a sua volta nelle tre varianti di cui sopra, ha
prezzi superiori di 1.700 euro rispetto alla 1.400 ma non si deve
scordare l’incentivo di 1.500 euro che riporta il listino quasi al punto di
partenza rendendo la doppia alimentazione molto vantaggiosa.
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