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Le Nostre prove Notizie correlate IL TRIANGOLO Fare le cose a tre con una giapponese pare stia ormai diventando una moda Oltralpe. Quelli della famiglia PSA, d’altronde, sono da sempre una coppia aperta, sin da quando si sono messi a fare monovolume e veicoli commerciali con Fiat e motori con i Gruppi Ford e BMW. Così, dopo essersi legate a Toyota per sviluppare le loro citycar, Citroën e Peugeot hanno trovato in Mitsubishi il partner capace di portarle per la prima volta al debutto nel settore delle Suv, che era l’anello mancante nelle gamme del Leone e del double chevron. E visto che le due francesi in materia ne masticavano pochino, del progetto si sono occupati più che altro all’ombra del Sol Levante. Proprio a Mitsubishi è toccato così l’onore di far debuttare per prima, qualche mese fa, la sua Outlander, che sarà raggiunta man mano dalle gemelle transalpine, la Citroën C-Crosser e la Peugeot 4007. GEMELLE DIVERSE Gemelle sì, ma rigorosamente eterozigote. Le sorelle hanno la medesima corporatura ma facce diverse, con la Citroën (ma è un parere oggettivo e opinabilissimo) che pare quella più graziosa delle tre. Il frontale della C-Crosser segue le più recenti linee guida dello stile della Casa e rappresenta una via di mezzo tra l’aria un po’ imbronciata della Mitsubishi e quella aggressiva della Peugeot. UNA SUV COI BAFFI Il muso è solcato da un doppio baffo cromato, che prende il la dallo stemma e trova continuità nei fari, dotati di una forma molto complessa e scenografica. Dal double chevron trae origine anche la nervatura che attraversa il cofano, mentre nella parte bassa tiene banco l’ampia presa d’aria che si apre nel massiccio paraurti. Quello anteriore è il profilo migliore della C-Crosser. Nella vista laterale e in quella posteriore, le cromature fanno da filo conduttore ma l’originalità viene meno e per evidenti motivi di economie di scala la C-Crosser e le sorelle si uniformano, con passaruota ben marcati e linee molto pulite. ANCHE PER SETTE Se la coda non brilla per originalità del disegno, bisogna comunque togliersi il cappello davanti alla sua grande praticità. Il portellone è sdoppiato, con la parte superiore che si solleva e quella inferiore che scende a mo’ di ribaltina, capace di reggere fino a 200 kg. E’ un bell’aiuto quando si tratta di caricare oggetti pesanti e voluminosi, cosa che alla C-Crosser viene molto bene. Il suo bagagliaio ha un volume utile che va dai 441 ai 510 litri, a seconda della posizione che si sceglie per il divano, che può scorrere avanti e indietro per 80 mm e che si può pure abbattere grazie a un comando posto nel bagagliaio. In alternativa ai bagagli, nel vano possono trovare posto due ulteriori passeggeri, accolti su un divanetto un po’ di fortuna che si ripiega a filo del piano di carico. ALL’ORIENTALE Se la sistemazione in terza fila non è a cinque stelle, chi occupa i tre posti centrali è invece trattato con i guanti bianchi. In condizioni normali lo spazio abbonda in tutte le direzioni e anche facendo avanzare completamente il divano lo spazio vitale per le gambe c’è sempre. Davvero niente male, anche per un’auto lunga 464 e con un passo di 267. Oltre che per i trasporti eccezionali, con un capacità massima di 1.686 litri in configurazione biposto, la C-Crosser è ben attrezzata anche per le piccole esigenze quotidiane: nell’abitacolo e sulla plancia non mancano i cassettini e i vani portaoggetti, uno dei quali pure climatizzato. Che nelle vene della C-Crosser scorra per buona parte sangue giapponese si capisce analizzando la plancia. La strumentazione ha look sportivo ma nell’insieme lo stile è sobrio, con plastiche un po’ durette ma assemblate con precisione notevole. TURBINA SINGOLA Chi di giapponese non ha invece proprio niente è l’unico motore per ora a listino, un turbodiesel 2.2 HDi che il Gruppo PSA realizza a quattro mani con Ford. Pur recentissimo, ha già al suo attivo apparizioni sotto il cofano della 407 e della C5 in versione biturbo e in versione con turbina singola a geometria variabile sulla Land Rover Freelander II. Questa è la soluzione adottata anche dalla Citroën per la C-Crosser che, con l’opportuna messa a punto specifica, è accreditata di 156 cv e di 380 Nm di coppia. Sul fronte trasmissione ci sono un cambio manuale a sei marce e un sistema di trazione integrale inseribile. Il pilota può infatti scegliere, tramite un manopolone sul tunnel centrale, se viaggiare a trazione anteriore, affidarsi alla gestione automatica della coppia sulle quattro ruote o ripartire in modo fisso 50:50 la forza motrice tra i due assi nel fuoristrada. Quanto alle prestazioni, la C-Crosser tocca i 200 km/h, scatta da 0 a 100 in 9,9 secondi e sorseggia un litro di gasolio ogni 13,9 km. TUTTI IN CROCIERA A questo motore si affiancherà un domani anche un
2.4 benzina, annunciato con cambio manuale o automatico. Nel frattempo,
però, l’unica scelta che si può avere riguarda gli allestimenti, due,
chiamati Crociera Gialla e Crociera Nera in ricordo di due spedizioni
avventurose fatte da André Citroën. L’allestimento base è il primo e
viene 33.500 euro, con un equipaggiamento già completo tra le altre cose
di Esp, cruise control e climatizzatore automatico. La C-Crosser
Crociera Nera costa invece 37.100 euro e in più offre per esempio i
sensori posteriori di parcheggio, i sedili elettrici e rivestiti in pelle,
i cerchi in lega da 18" e non da 16", il caricatore CD e i fari allo xeno.
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