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Le Nostre prove Notizie correlate CHI RISICA, ROSICA Certe volte osare un po’ dà i suoi frutti. Lo aveva fatto la Citroën nel 2004, quando aveva presentato una C4 dal look abbastanza fuori dagli schemi, e oggi all’ombra del double chevron può permettersi il lusso di usare la mano leggera per il lifting cui tradizionalmente si sottopongono tutte le auto attorno alla metà della loro vita. Le due varianti di carrozzeria, berlina a cinque porte e coupé a tre, sono invecchiate bene e hanno ancora un taglio attuale e moderno. BOCCACCE A livello estetico gli interventi per il model year 2009 si concentrano soprattutto nella parte bassa del frontale. Qui c’è un nuovo paraurti con una presa d’aria maggiorata, neanche la C4 volesse rispondere alle boccacce delle cuginette Peugeot. Qua e là spuntano listelli cromati mentre più sopra si notano ritocchi alla calandra, che s’ispira a quella della C5. A completare la scena c’è poi un cofano inedito leggermente più muscoloso e bombato, con due nervature laterali in luogo di una centrale. TUTTO AL CENTRO Metro alla mano, le modifiche fanno crescere la lunghezza di una quindicina di millimetri, per un totale di 4.275 per la berlina e 4.288 per la coupé, che ha anche nuovi trasparenti per le luci di coda. Nel giro perlustrativo, all’esterno finiscono annotate anche una serie di ruote di nuovo disegno e tinte che vanno ad arricchire la tavolozza dei colori. Nell’abitacolo gli interventi sono ancora più misurati. La plancia ha una diversa finitura superficiale e la strumentazione ha una nuova organizzazione, con tutte le informazioni raggruppate nel display piazzato alla base del parabrezza in posizione centrale. ALLA RISCOSSA La gamma motori registra invece debutti importanti. In un momento in cui le unità a benzina sono alla riscossa nei confronti di quelle turbodiesel, la Citroën introduce nel listino C4 due millesei realizzati a braccetto dai Gruppi PSA e BMW. Il primo è noto come 1.6 VTi, sigla che sta per Variable valve lift and Timing injection ed è quindi dotato di fasatura variabile delle valvole, con quelle di aspirazione che sono anche ad alzata variabile. Una tecnologia tanto raffinata porta la potenza a 120 cv e la coppia massima a 160 Nm, il 90% dei quali è sempre disponibile tra i 2.500 e i 5.750 giri. IL GIOCO DELLE COPPIE Ancor più corposo ed elastico è il
fratello sovralimentato 1.6 Turbo High Pressure o THP per i più intimi.
Qui la turbina è di piccole dimensioni e funziona con logica detta
Twin Scroll, con i condotti di scarico dei cilindri che arrivano alla
girante a due a due e non tutti e quattro insieme, per ridurre la
contropressione. Il risultato è un’erogazione lontana anni luce da quella
dei turbo vecchia maniera e quindi già piena sin dai bassi regimi. DOUBLE FACE Approfittando dell’introduzione del nuovo model year e di questi due motori, alla Citroën hanno rivoluzionato il listino, semplificando molto l’offerta. Ora in pratica gli allestimenti proposti sono solo due, tanto per la berlina quanto per la coupé: base e VTR. Nel primo caso la dotazione di serie comprende il classico stuolo di airbag, il cassetto portaoggetti refrigerato, il clima manuale, il computer di bordo, il controllo elettronico della stabilità, i fendinebbia e il cruise control con limitatore della velocità. STESSI PREZZI La lacuna più evidente è l’assenza
dello stereo, standard invece con tanto di comandi al volante e
lettore CD e MP3 sugli esemplari VTR. Per un sovrapprezzo di 1.600
euro, questa versione offre tra le altre cose anche i sensori pioggia e
crepuscolare, i cerchi in lega da 17" (quelli base sono da 16" in
acciaio), il parabrezza atermico riflettente e un climatizzatore di tipo
automatico bizona. Parlando di prezzi, berlina e coupé costano uguali,
a parità di motore e allestimento. Giusto per fare due esempi, la C4 1.600
VTi VTR viene 19.250 euro, mentre la 1.6 turbodiesel HDi FAP,
motorizzazione che va per la maggiore, viene 19.500 euro se base e 21.100 se
VTR.
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