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Le Nostre prove Notizie correlate SPAZIO AL CENTRO Provaci ancora, Audi! Dopo aver azzeccato la formula giusta con la vecchia allroad, venduta al di là di ogni più rosea previsione in oltre 90.000 esemplari, a Ingolstadt hanno deciso di concedere il bis e di far indossare un vestito più sportivo, sul genere country chic, a quell’elegantona dell’A6 Avant. Il risultato è un’alternativa un po’ più soft alla vedette del momento, la Q7, con cui la "allroad" deve dividere palco e riflettori. Forse il rischio è che queste primedonne si rubino un po’ la scena, ma ora più che mai all’ombra dei quattro anelli ne hanno davvero per tutti i gusti, dalla wagon classica alla Suv da arrampicata, sociale e non solo. CORAZZATA Così come in passato, l’allroad quattro (si badi bene, tutto rigorosamente scritto minuscolo) non fa molto per distinguersi dall’A6 a livello dei lamierati. Il vestito è dunque della stessa taglia, con una lunghezza di 4.934 mm, una larghezza di 1.862 e un’altezza di 1.459. A prima vista, le modifiche più evidenti sono rappresentate dalle protezioni applicate sugli archi passaruota, che sono in plastica come parte dei paraurti, e dalle slitte in acciaio che fanno capolino da sotto il muso e la coda. A loro il compito di proteggere gli organi vitali da eventuali colpi bassi nel fuoristrada. DIETRO LE SBARRE A sottolineare la fiancata ci sono marcate protezioni sottoporta ma anche all’occhio più distratto non può sfuggire la nuova veste della mascherona Single Frame. L’allroad quattro ha infatti la calandra con tutti i listelli verticali cromati, per un effetto gabbia che pare mettere in guardia circa il temperamento dei cavalli che scalpitano sotto il cofano. Dal canto suo, quest’ultimo ha un taglio insolitamente grintoso, visto che nella parte inferiore il suo profilo si staglia su uno sfondo nero e appare più rapace che mai. CARTA CARBONE Anche l’abitacolo ricalca a carta carbone quello della sorella in abiti borghesi, tanto che la variazione più evidente è la presenza di un’inedita moquette melange a due colori. D’altronde, la scelta fatta a Ingolstadt è comprensibilissima. L’A6 ha interni dal disegno moderno, che si pongono ai vertici della categoria per qualità e per ergonomia, con una plancia di ottima fattura e ben orientata verso il pilota. In poche parole, cambiare qualcosa non avrebbe avuto alcun senso. INCOMINCIA DA TRE Ampie conferme si registrano pure sul fronte dei motori, tutti già presenti nel listino dell’A6 Avant anche se qui talvolta rivisti in particolari di contorno. Quando arriverà nelle concessionarie il 29 maggio, la gamma allroad sarà composta da tre motori, due a gasolio e uno a benzina, con i turbodiesel che faranno sicuramente la parte del leone nella raccolta ordini. A guidare la hit parade sarà con ogni probabilità il V6 3.0 TDI, qui capace di 233 cv a 4.000 giri e dotato di una coppia massima di 450 Nm costanti tra i 1.400 e i 3.250 giri. Abbinato al cambio automatico tiptronic a sei marce (per gli amanti del fai da te a luglio arriverà anche un manuale, sempre a sei marce), porta quest’Audi a toccare i 230 km/h dopo un passaggio ai 100 km/h in 7,8 secondi e con una percorrenza media di 11,4 km/litro. OTTIMO GREGARIO A fargli da gregario di lusso c’è il V6 2.7 TDI con un identico cambio tiptronic che eroga 180 cv tra i 3.300 e i 4.500 giri, con un picco di coppia di 380 Nm tra i 1.400 e i 3.300 giri. In questo caso la velocità massima scende a 215 km/h, con un tempo di 9,3 secondi nella prova 0-100 km/h e una percorrenza media di 11,5 km/l. Un po’ più incline al bere è invece il V6 3.2 a benzina, nonostante utilizzi la tecnologia FSI e quindi l’iniezione diretta della benzina. Con un litro si fanno in media 9,1 km, ma le prestazioni sono assai vivaci, con una velocità di punta di oltre 240 km/h e un crono nello 0-100 di 7,7 secondi. Questo tempo è riferito al cambio automatico a sei marce, mentre il manuale, atteso a sua volta per luglio consente di limare mezzo secondo. MR MUSCOLO Sempre all’inizio dell’estate, con il solo cambio tiptronic, arriverà anche un quarto motore a completare la gamma allroad. Si tratta del V8 4.2 a iniezione diretta di benzina FSI che, in configurazione da 350 cv a 6.800 giri e da 440 Nm a 3.500 giri, andrà a fare lo sportivo del gruppo. Tanta birra costringe la centralina a fare gli straordinari per evitare che si superino i 250 km/h, mentre la pratica 0-100 viene sbrigata in soli 6,3 secondi. Per fortuna però i consumi non crescono in modo proporzionale alle prestazioni e un litro di benzina permette comunque di percorrere circa 8,9 km. La versione V8 4.2, il cui prezzo non è ancora definito, sarà anche caratterizzata da una dotazione più ricca rispetto a quella "base", comune alle tre V6. In attesa di annunci ufficiali, pare che saranno standard i cerchi da 18" anziché da 17, i dischi autoventilanti sulle quattro ruote e non solo all’avantreno, l’ antifurto e i sedili elettrici e rivestiti in pelle. BELL’ACCONTENTARSI… Non hanno comunque di che lamentarsi anche gli
acquirenti delle versioni V6 2.7 TDI, 3.0 TDI e 3.2 FSI, che costano
rispettivamente 51.850 euro, 53.900 e 55.750. Le tre adottano tra le altre
cose i sensori pioggia e crepuscolare, i lavafari, il climatizzatore automatico,
il sistema MMI basic, che accentra molti comandi nel manopolone sul tunnel
centrale, e raffinatissime sospensioni pneumatiche adattive, che permettono
al pilota di selezionare un programma più confortevole, uno per la guida
dinamica, uno per il fuoristrada, uno che solleva la vettura di 6 cm per
superare gli ostacoli più difficili e uno completamente automatico. A fare da
denominatore comune a tutte le motorizzazioni c’è infine anche l’immancabile
trasmissione integrale quattro con differenziale centrale autobloccante che
di norma ripartisce in parti uguali la forza motrice tra le ruote anteriori e
quelle posteriori. In caso di necessità, però, quando l’aderenza si fa
precaria, il sistema convoglia su un solo asse anche il 75% della coppia.
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